Chi ha paura del gender? Ecco la sigla del Gay Village



Si intitola "Who is afraid of gender" ed la nuova sigla che accompagnerà l'edizione 2016 del Gay Village di Roma. Curato da Immanuel Casto e Romina Falconi, il brano proporne con tutta l'ironia del caso i peggiori stereotipi di quella gente che si dice spaventata dal fantasma del gender.
Il video si apre con il dott. Ghender che propone ad una mamma la "riparazione" della figlia dalla sua omosessualità, sostenendo che non c'è alcun dubbio che non si possa nascere omosessuali e che il suo sperimentatissimo protocollo possa rendere etero le persone. le immagini si spostano poi all'interno di una scuola diretta da Vladmir Luxuria, in cui una Eva Grimaldi spiega la storia di "Romeo e Giulietto"  e in cui ci sono corsi di anatomia del gogo-boy. Ed è in quelle aule che si farà la conoscenza anche di alcuni strani fanatici, curiosamente schierati in piedi con un libro in mano quasi fossero sentinelle.
Le coreografie sono di Federico Patrizi (il quale interpreta anche il dott. Ghender) e si registra la partecipazione anche di Alex Di Giorgio, Kristine VonTrois e Marica Cotognini.

Stefano Gianfreda e Daniele Napolitano di Cut, art director e direttore della sigla, spiegano: «Vogliamo dedicare questa sigla a tutti gli omofobi d'Italia, a quei politici che promuovono referendum per abrogare la legge sulle unioni civili, a quelli che aprono uno sportello "anti-gender" e illuminano il Pirellone, a quelli che scendono in piazza, silenti e libro in mano, a vegliare per difendere la verità, la loro, a scapito dei diritti degli altri. A tutti quelli che vanno nei salotti dei talk show parlando del bene dei giovani senza rendersi conto di quanto male facciano le loro parole a tutti quei ragazzi che guardandoli continuano ad avere paura. Ma soprattutto vogliamo dedicare questo video a tutti quei pazzoidi convinti che dall'omosessualità si possa guarire, come si trattasse di un raffreddore contagioso. Ecco, il messaggio della sigla è proprio questo: non si può guarire dall'omosessualità perché non c'è niente da cui guarire. Dalla stupidità invece sì, si può guarire. Studiando! E il Gay Village College è il posto giusto dove farlo»

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