È già negazionismo: per i repubblicani, il Pulse non era un locale gay



Pare che le destre abbiano paura anche solo a pronunciare la parola «gay». Riferendo in aula sulla strage di Orlando, il senatore repubblicano Pete Sessions ha sostenuto che il Pulse non fosse una discoteca gay ma «una club per giovani, frequentato principalmente da latino-americani».
Una definizione curiosa, dato che sul suo sito ufficiale, il Pulse si definiva «the hottest gay bar in Orlando». E se il movente della carneficina non è stato ancora appurato, pare comunque molto grave voler deliberatamente ignorare il fatto che molte di quelle vittime facessero parte della comunità lgbt. Inoltre non è chiaro se il senatore sostenga che un latino-americano non possa essere anche gay.

Il portavoce di Sessions, Caroline Boothe, ha detto cercato di arginare la situazione sostenendo che le citazioni fossero corrette ma «estrapolate dal loro contesto, senza le informazioni di base». Poi ha aggiunto: «Quello che il mio capo voleva dire era che non c'erano solo delle persone omosessuali al club, ma persone provenienti da tutti i ceti sociali. Alla fine della giornata siamo tutti americani».
Peccato che quando qualcuno muore si dice che tutti americani, ma quando c'è da garantire dei diritti allora nascono i distinguo e le classificazioni (per non parlare di quelle vergogne incostituzionali come la Prop8 che furono introdotte proprio dai repubblicani)

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