È morto Fabio Bernabei. Spese la sua vita rivendicando il "diritto" alla condanna dell’omosessualità



Un tumore ha posto fine alla vita di Fabio Bernabei, uno fra i leader dell'integralismo cattolico. Nel 1992 fu uno dei co-fondatori del Centro Culturale Lepanto di cui ne assunse la presidenza nel 2006.
Tra gli altri fondatori del centro figura anche Roberto de Mattei, reduce del Fronte Monarchico Giovanile vicino al MSI e contributore alla creazione di Alleanza Cattolica. Secondo alcune ricostruzioni, de matteri sarebbe poi stato espulso da entrambe le realtà prima di mettere piedi la anti-islamica Fondazione Lepanto.

Nel 2009 Bernabei pubblicò il volume "Chiesa e omosessualità" edito da Fede & Cultura (la casa editrice che pubblica i libri anti-gay di Gianfranco Amato, giusto per indettarsi) e attaccò la legge per il contrasto alla violenza omofobica sostenendo che «alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati è in esame un progetto di legge, la C.1658, che con un solo articolo reclama il carcere per chiunque esprima un giudizio morale sull'omosessualità, anche quando la critica espressa non abbia nessuna valenza discriminatoria. Questa iniziativa è parte di quell'offensiva dell’ideologia della Rivoluzione sessuale che si impone tramite la politica e non vuole concedere spazio pubblico alla visione cattolica e cristiana. Gruppi di pressione omosessualisti con il pretesto di adottare legislazioni e misure speciali per garantire protezioni a qualunque pratica sessuale di fatto criminalizzano chi osi praticare pubblicamente la propria fede e scelta morale».
Insomma, il solito che si lamenta di come i gay siano cattivi nel non permettere a dei sedicenti cattolici di attuare la loro violenza. Diceva poi che «le squadre di attivisti per i “diritti civili” che, negli Stati Uniti come in Italia, pattugliano le chiese per controllare le intenzioni di preghiere dei fedeli o il contenuto delle omelie dei sacerdoti durante la S. Messa chiedendone poi pubblicamente la censura. La cristianofobia in atto anche nelle democrazie occidentali sta conoscendo una accelerazione con tappe dolorose come l’interdizione ad una alta carica europea dell’on. Buttiglione per i suoi convincimenti morali o la condanna del pastore svedese Ake Green per aver citato in chiesa i passi della Bibbia sulla pratica omosessuale».
Il tutto per arrivare a sostenere che il suo libro proponesse «una raccolta di documenti, unica nel suo genere, che dimostra come la condanna morale dell’omosessualità dai primi Padri e Dottori ai nostri giorni sia costante e inappellabile. Insegnamenti del Magistero della Chiesa Cattolica che, in caso di approvazione del progetto di legge C. 1658, porteranno dietro le sbarre chiunque oserà farli conoscere».
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