Gianfranco Amato infastidito dal cordoglio per i gay morti: «Si pensi prima ai cristiani»



Gianfranco Amato, segretario del partito di Adinolfi, presidente dei Giuristi per la vita e relatore di una sterminata serie di convegni anti-gay, appare infastidito dal cordoglio mostrato per le vittime gay della strage di Orlando. Dal sito del suo partito, afferma:

Cordoglio per le vittime dell’attentato di Orlando. Preghiera e pietà per quelle povere anime che ora si trovano dinanzi al Tribunale di Dio. Detto questo, però, è impossibile restare in silenzio di fronte al pianto ipocrita e interessato di tutte quelle prefiche che, tra l’altro, colgono la luttuosa circostanza per parlare a vanvera di omofobia, invocando leggi speciali e punizioni esemplari. Il doppiopesismo strabico di costoro raggiunge limiti da voltastomaco. Si esaltano alcuni morti, si tace di altri. Nel mondo, infatti, la persecuzione dei cristiani sta raggiungendo cifre da genocidio.

Se non si conoscesse il personaggio, ci sarebbe da domandarsi se non stia scherzando. Forse Amato dimentica che in Italia i cristiani sono tutelati dalla legge Reale-Mancino, ossia quella stessa legge che lui non vuole sia estesa ai crimini di stampo omofobo perché sostiene che tale atto rappresenterebbe "un rato di opinione" contro la libertà d'odio dei cristiani.
Amato pare anche dimenticarsi di come in Italia a nessun cristiano venga negato il riconoscimento dei suoi affetti, così come tutti loro possano tranquillamente sposarsi e i loro figli godano di piene tutele legali anche se nati fuori dal matrimonio. Non solo. Pare anche dimenticare di come la cronaca non ci riporti frequenti aggressioni dettate dall'odio religioso (non contro i cristiani, almeno) e come non ci sia da aver paura a camminare per strada temendo che un qualche integralista possa compiere un qualche atto violento.
Siamo dinnanzi al pieno negazionimo, quasi fossimo ai tempi nei nazisti quando la gente non voleva domandarsi perché dalle ciminiere di Auschwitz uscisse del fumo. In realtà sapevano cosa stava accadendo, ma preferivano far finta di non saperlo.

L'uomo sostiene poi che siano «772 i casi di violenza contro i cristiani, che comprendono percosse, rapimenti, stupri, arresti e matrimoni forzati». peccato che il suo partito promuova delle forme di tortura contro gli adolescenti gay che vanno sotto il nome di "terapie riparative" e ci sarebbe da chiedersi quanti giovani siano stati vittima di simili violenze solo perché qualche sedicente cristiano piace dire che a Dio non piacciono i gay. eppure è il suo partito ad aver portato in piazza Luca Di Tolve ed è lui ad aver più volte collaborato con lui al fine si sostenere che i gay devono essere additati come pervertiti e peccatori.
Con toni sempre più violenti, l'uomo si lancia a sostenere che la commozione per i 50 morti di Orlando sia  puramente politico ed immeritato: «Le lacrime scendono sempre a seconda della convenienza politica, dello status delle vittime, della pressione delle lobby, del livello di political correctness». Ed ancora, scrive che «Non ci può essere nessuna ragione ideologica, politica, economica, religiosa che possa giustificare una disparità di trattamento nella tragica contabilità delle vittime di un attentato. Cari amici che oggi vi commuovete per i morti di Orlando ma che continuate ad ignorare quelli cristiani, ricordatevi che non si piange con un occhio solo».

Interessante notare come, durante i suoi comizi, Gianfranco Amato sia solito mostrare il cadavere di un cristiano crocefisso ma non mostri mai nessuna immagine che mostra gay scagliati dai tetti dei palazzi in nome della loro presunta sessualità. L'impressione è che la predica giunga da chi non ha mai mostrato rispetto ed interesse per le vittime altrui, ma poi pretende che i suoi morti siano sempre al centro dell'attenzione in modo da depistare ogni riflessione riguardo a chi debba essere ritenuto il mandante morale di quella strage.
Da fervido leghista, spesso ha parlato sotto a striscioni che invocavano la necessità di dare priorità agli italiani... ma se si tratta di garantire sicurezza ai gay che vivono in Italia, ecco che la su priorità diviene occuparsi di quanto avviene in Siria (e non certo per occuparsi di chi viene gettato dai tetti dei palazzi, peraltro condannato per il solo fatto di esistere e non per le sue opinioni religiose).
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