Gli eroi di Orlando: Brenda salva la vita al figlio facendogli da scudo umano



Brenda aveva 49 anni. Madre di undici figli, era una cliente abituale del Pulse di Orlando. Amava andare lì insieme al figlio e ai suoi amici.
Si trovava all'interno del locale anche sabato notte, quando si è verificata la tragica carneficina. A raccontare il suo eroico gesto è la cognata Ada Pressley: «Brenda ha visto che l'attentatore stava puntando l'arma verso di loro e ha gridato al figlio: "Abbassati!". Poi gli ha fatto da scudo umano, così gli spari hanno colpito lei. È stata uccisa. Ecco quanto amava i suoi figli. Se non fosse stato per lei, chissà, forse sarebbe morto lui».
Isaiah risulta infatti uno tra i superstiti. Sul suo profilo Facebook ha ha voluto ricordare la madre scrivendo: «Solo 24 ore fa ero con te. È così assurdo. Ti voglio bene mamma».
Brenda era riuscita a sopravvivere a ben due tumori, ma non è sopravvissuta alla furia omicida di un uomo armato di odio e disprezzo verso il prossimo.

La donna aveva pubblicato su Facebook un video della serata, registrato solamente un'ora prima dell'inizio dell'inferno. Ma forse il documento merita di essere mostrato perché è la testimonianza di come la festa non fosse un qualcosa di satanico così come alcuni integralisti hanno cercato di far credere, ma una normalissima serata in cui alcuni ragazzi si erano concessi del tempo per ballare un po' di musica latinoamericana.

Intanto la Human Rights Campaign ‏ha raccolto i volti e le storie di tutte le 49 vittime della strage, offrendo un modo concreto per poterle ricordarle e per poter celebrare quelle che erano state le gesta compiute da ragazzi e ragazze che avevano l'unica "colpa" di aver amato persone del loro stesso sesso. Una "colpa" che l'odio ha punito con la morte. E forse tutti loro erano in un qualche modo eroi, capaci di essere sé stessi anche in una società omofoba che li avrebbe voluti diversi.

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