Indisturbati col rosario invocano "purificazione" ai manifestanti del Treviso Pride



Treviso, 18 giugno 2016. Durante la manifestazione Treviso Pride è comparso, per qualche minuto, uno sparuto gruppo di persone, recanti in mano crocefissi e rosari. Mormorando preghiere incomprensibili invitavano il corteo a "purificarsi".
Interessante innanzitutto constatare come la testata giornalistica trevigiana La Tribuna di Treviso non abbia dato risalto al fatto, dedicandosi piuttosto alla strumentalizzazione delle nostre dichiarazioni e al fraintendimento di un cartellone esposto dai manifestanti (risultava tanto complesso comprendere che alla manifestazioni fossero presenti anche donne omosessuali?).

Le domande che ci poniamo sono due:
1) Le forze dell'ordine dov'erano? Dopo essersi giustamente raccomandate affinché il corteo rispettasse le disposizioni riguardanti la sobrietà e il percorso, com'è possibile che il loro sistema di sicurezza sia stato eluso da una decina di fanatici con enormi e vistosi crocefissi in mano? E se avesse fatto seguito una reazione violenta? Apriti cielo.
2) Per quale valida motivazione le veglie delle Sentinelle in Piedi sono regolarmente blindate, anche per i comuni cittadini, mentre ai vari Pride chiunque può intervenire a pochi centimetri di distanza dai manifestanti e dire la sua?

Ritengo personalmente tutto ciò parecchio fastidioso (attenzione: personalmente! Alessandro Pinarello. Quindi non come Arcigay, Arcilesbica, UDU, NATO, ONU, Unicef... Personalmente! Lo dico affettuosamente per La Tribuna di Treviso).

Ci complimentiamo vivamente con i predicatori d'odio per l'enorme coraggio dimostrato nell'affrontare un intero corteo, ma ci teniamo a precisare che il tentativo è stato velleitario: saremo sempre più noi stessi del giorno prima. Voi invece non siete tanto diversi dal padre del giovane attentatore di Orlando.

Alessandro Pinarello
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