Intelligo inizia a sostenere che pure la strage di Orlando sia tutta colpa dei gay



Per Mario Adinolfi Facebook è un giocattolo con cui compiacere il suo ego. Un trampolino per ottenere visibilità mediatica a fronte di idee medioevali violente che fortunatamente rappresentano una minoranza irrisoria del Paese. Numeri alla mano, il suo consenso elettorale è quasi 20 volte inferiore al numero dei gay a cui lui vorrebbe togliere ogni diritto.
Eppure la propaganda dipinge un mondo diverso, falso e fatto da miglia di persone che agoniano nel vedere le donne chiuse in cucina e gli uomini che le possono sottomettere nel nome di una presunta superiorità che il loro movimento sostiene derivi dal sesso biologico. L'importante è che si vada con una donna, poi si può vere diritto a sposarsi anche più volte, magari in un bel casinò di Las Vegas. È il sito integralista Intelligonews a sforare il ridicolo con un articolo dal titolo "Je suis Mario Adinolfi, un primo assaggio di cosa sarà l’Italia con la legge anti-omofobia". Il tutto a firma di Fabio Torriero (nella foto).

Senza mai preoccuparsi di fornire una reale motivazione del perché il profilo di Adinolfi sia stato bloccato (al punto che è lecito poter pensare che sia tutta una balla orchestrata per avere pubblicità) l'articolo afferma:

Je suis Mario Adinolfi. Dove sono i giornalisti blasonati, gli indignati speciali, i commentatori anti-conformisti, i polemisti da salotto, gli intellettuali via etere, i garantisti a senso unico, i misericordiosi di professione, i comunisti da sacrestia (sempre pronti a commuoversi per gli uomini di colore, i diversamente abili, ogni povero, ogni migrante che arriva e ogni rom che ruba), e gli indulgenti in servizio permanente effettivo, quando un reato viene compiuto da costoro? Sempre pronti ad invocare le attenuanti culturali (si legga “disagio sociale”) e l’umanitarismo?
Dove sono ora che Facebook ha oscurato il profilo-simbolo del Popolo della Famiglia, il soggetto politico guidato da Mario Adinolfi, capo degli “odiati ultra-cattolici”, colpevoli di ogni nefandezza, rei di negare che “tutti i desideri dei gay possano diventare diritti obbligati e obbligatori per la comunità”? "Assertori talebani" di quella religione (medioevale) che nemmeno la Cei vuole più?Difensori di quella dottrina, causa oggettiva della strage di Orlando, in quanto intrinsecamente omofoba (motivazione 1); o in quanto motivo della repressione familiare nei confronti del folle che ha ucciso 50 persone, latentemente gay o meglio omosessuale (motivazione 2)?
Je suis Mario Adinolfi, un primo assaggio di cosa sarà l’Italia con la legge anti-omofobia Quale la ragione dell’oscuramento da parte degli amministratori democratici, progressisti e laici di Facebook? Certamente la non adesione al pensiero unico del Pdf. In termini espliciti, la scritta “No Gender nelle scuole”, frase considerata omofoba che la “Polizia della rete” ha pensato bene di cancellare, bloccare fin qui in Italia.

Follia pura, volta ad inventarsi fantomatiche teorie sul blocco del profilo (che se fosse reale, sarebbe stato motivato da un contenuto preciso comunicato ad Adinolfi, ndr) mentre si sfrutta la strage di Orlando per sostenere che i gay ne siano i responsabili. Sarebbe come dire che è colpa degli ebrei se il nazismo ha dovuto costruire dei campi di concentramento.
Ma dato che questa gente vive sulla paure che cerca di inculcare nelle menti più deboli, ecco che l'articolo sostiene che qualunque sia stato il motivo per la sospensione del profilo, i poveri etero non potranno più vomitare odio ed armare le mani degli assassini. Afferma l'articolo:

Non si può, come non si potrà più in futuro:
1) affermare che il gender esiste (perché per i fan e ascari della società radicale di massa, negano che la scissione tra natura e mente, tra sesso biologico e sesso mentale, sia un’ideologia creata a tavolino);
2) o che l’unico matrimonio naturale è tra uomo e donna;
3) o che nasciamo maschi o femmine biologicamente e non fluidi o liquidi (lor signori preferiscono la parola orientamento sessuale, non natura)…
Non si può affermare, perché diverremo automaticamente “omofobi”. E la libertà di opinione, di pensiero, di religione? Questo è nazi-buonismo, è il nuovo nazismo “democratico”: una dittatura che sta sostituendo il vero col falso, sta edificando una nuova umanità (la società Frankenstein), imponendo una neo-lingua (l’aborto è maternità responsabile; l’utero in affitto è maternità surrogata etc). E questo è un primo assaggio di cosa sarà l’Italia con la legge contro l’omofobia.

Secondo questo ragionamento, dunque, allora chiunque pensa che Adinolfi sia un essere spregevole dovrebbe avere il diritto di evocare leggi che gli impongano un divieto al riconoscimento dei suoi affetti. Deve esserci il diritto ad organizzare manifestazioni per chiedere che le sue figlie siano «difese» dalla sua mente perversa e che siano tolte alla sua custodia così come lui vuole fare con i figli dei gay. Ma se a noi questo non è concesso, perché lui dovrebbe avere il diritto a farlo?
La legge contro l'omofobia è una legge che tutela Adinolfi per il suo definirsi cristiano, senza neppure che venga presa in considerazione il fatto che tale definizione è oggettivamente falsa ed errata. Perché lui deve essere tutelato e gli altri no?
Una libertà a senso unico non è vera libertà, è dittatura. E la dittatura di un uomo che voleva voti in cambio di una promessa alla limitazione della libertà altrui, è assai simile al fascismo.

La faziosità dell'articolo è dimostrato anche da un'evidenza: il simbolo del partito di Adinolfi è usato anche da altro che non sono stato bloccati (quindi l'ipotesi è false), altra gente sta scrivendo farsi omofobe senza essere sospese (quindi anche questa tesi pare bocciata) e la decisione è stata presa da Facebook secondo i suoi parametri (quindi incolpare altri è pura illazione, palesemente in malafede).
Di fatto le poche ore si silenzio da parte di Adinolfi non hanno distrutto la famiglia. La gente può sposarsi e vivere come accadeva  prima e l'unica differenza è che milioni di persone sono state risparmiate da insulti gratuiti e frasi ingiuriosa da parte di una persona che spera solo di ottenere visibilità. Se questo è ciò che ci spetta con la legge sull'omofobia, la si approvi ora!
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