Nonostante le minacce, un migliaio di manifestanti prende parte al gay pride di Kiev



Nonostante le minacce giunte dei gruppi neonazisti che avevano annunciato «un bagno di sangue» durante la manifestazione, oltre mille persone si sono riunite per dar vita al Gay Pride di Kiev. L'evento è durato solo una ventina di minuti e un imponente schieramento di polizia ha dovuto scortare i manifestanti che, per la prima volta, hanno attraversato il centro città.
Contrariamente agli anni precedenti, quest'anno non si sono registrati incidenti di rilevo e le minacce neonaziste non si sono concretizzate con aggressioni fisiche ai manifestanti. Nel 2015 furono svariati gli agenti di polizia che rimasero feriti durante un attacco al corteo.

Ovviamente non sono mancati dei contro-manifestanti, chierati lungo le strade con cartelli omofobi inneggianti ad un Dio che, a loro dire, odierebbe i gay. Alcuni cartelli riportavano la scritta "L'Ucraina non è Sodoma", mentre un sacerdote è stato intevistato dalla televisione locale ed ha dichiarato: «Sono contro la propaganda gay che questi malati hanno organizzato qui, in collusione con le autorità».
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