La Nuova BQ: «Ad Orlando l'omofobia non c'entra. La strage è colpa di una personalità disturbata con orientamenti omosessuali»



Riccardo Cascioli è il direttore di La Nuova Bussola Quotidiana e Il Timone, due tesate particolarmente attive nel cercare di creare un clima d'odio contro la comunità lgbt. nei suoi articoli addita la comunità gay come una massa di malati e di depravati, immeritevoli di diritto e di rispetto, spesso suggerendo ai suoi seguaci che li dsi debba vedere come dei nemici da abbattere.
Questa volta, però, ha davvero esagerato. Come tutte le realtà dell'integralismo cattolico, anche lui ha cercato di cavalcare che la presunta omosessualità del killer di Orlando come un qualcosa che assolverebbe i militanti della sua ideologia da qualunque responsabilità sull'accaduto. Sul suo sito si afferma:

Omar Mateen, il killer che ad Orlando ha ucciso 49 persone, molto probabilmente era omosessuale. Decine ormai sono le testimonianze di persone che lo avevano visto negli ultimi 3 anni al Pulse, il locale dove si è consumata la tragedia. «Qui al Pulse la gente ci va pesante –racconta Jim Van Horn, 71 anni– era uno che voleva rimorchiare, come tanti. Ci parlai una volta e mi sembrò confuso. Mi parlò di sua moglie. Poi i miei amici mi dissero di lasciarlo stare, che era uno strano».
Poi c’è la testimonianza della prima moglie che così racconta al canale televisivo brasiliano Sbt la personalità dell’ex marito: «Era gay, ne sono certa. E almeno una volta suo padre lo chiamò “frocio” davanti a me. L’ho detto anche all’Fbi. Ma loro per tutta risposta mi hanno detto di non farne parola con i giornalisti». Già, non farne parola con i giornalisti altrimenti il quadretto del politicamente corretto che vede la comunità gay minacciata e attaccata dagli eterosessuali sarebbe andato in frantumi.

In realtà il fatto di non parlarne con la polizia servirebbe ad impedire il depistaggio delle indagini da mitomani alla ricerca di notorità, ma forse questo non è chiaro ad un sito che vive sostenendo che esista un «noi» e un «loro» e che gli eterosessuali sono antagonisti degli omosessuali. Curioso è anche come non trovi nulla di strano in un racconto in cui il padre di un uomo sposato darebbe del «frocio» a suo figlio. Forse la mente degli integralisti è talmente offuscata dal loro disprezzo verso il prossimo da non cogliere che un padre che denigra la sessualità del figlio indichi una chiara matrice omofoba.

I detective della Nuova Bussola Quotidiana, dall'altro della loro onniscenza e capacità investigativa, passano poi alla negazione di alcuni fatti raccontati dal padre, in quell'ottica dove tutto ciò che p a loro utile deve essere conservato e ciò che non gli fa comodo deve essere ignorato. Dicono:

Al Palm Beach Post un ex compagno di scuola racconta: «Nel 2006 visitammo insieme alcuni locali gay. All’epoca mi mandava messaggi intensi, direi romantici. Solo che io non avevo le idee chiare, non avevo fatto coming out. E nemmeno lui. Fra noi non accadde mai niente». Quindi appare sempre più verosimile che il motivo dello scatenarsi di tanta violenza pubblicizzato all’inizio --aver visto due gay baciarsi– è frutto solo della fantasia del padre il quale aveva così cercato di spiegare al mondo la decisione del figlio.

Il finale è inaccettabile, indegno anche dolo di un commento. L'articolo afferma:

E dunque altro che omofobia. La strage di Orlando può forse trovare spiegazione nell’innesco prodotto da una personalità disturbata con orientamenti omosessuali in cui ha trovato terreno fertile per dare la stura a manie e frustrazioni le idee stragiste dell’Isis. Ma tutto questo il politicamente corretto vieta non solo di dirlo ma addirittura di pensarlo.

Esatto, secondo loro l'omofobia di una religione che ti addita come «contro natura» o un padre che ti chiama «frocio» dinnanzi a tua moglie non sarebbero elementi da prendere in considerazione. E, soprattutto, si accostano quei presunti /laquo;orientamenti omosessuali» al concetto di «personalità disturbata» sostenendo che in un qualche modo i due fattori spingerebbero la gente ad aderire all'Isis.
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