Le reazioni dell'integralismo cattolico dinnanzi alla strage di Orlando



La strage di Orlando è avvenuta così, per puro caso, ma non certo per colpa dell'omofobia. È questo il messaggio che serpeggia fra le fila dell'integralismo cattolico, sopo che un folle ha iniziato a sparare all'interno di un locale gay per uccidere quante più persone possibili.
Ma da parte dei depositari di quella cultura del disprezzo, inneggianti ad un'omofobia che da loro è considerata una lecita opinione di penero, il negazionismo pare l'unica valvola di sfogo per negare ogni loro coinvolgimento in quanto accaduto. Ed è così che la Manif pour Tous ha duramente attaccato il consigliere sardo Gianluigi Piras per aver puntato il dito contro gli «artefici del seminare questa cultura violenta». Dall'account ufficiale del gruppo integralista sono partite parole indecenti: «Ci vuole una gran dose di sciacallaggio per strumentalizzare politicamente quelle vittime. Vergogna» dicono. Ed ancora, rivolgendosi a Piras, aggiungono: «Smettila di usare quei morti per toglierti sassolini dalle scarpe, vigliacco. Rispetta quelle vittime». Insomma, il «rispetto» coesisterebbe nello stare zitti e nel negare quale matrice abbia potuto rendere possibile la loro morte.
Eppure l'idea di accusare di sciacallaggio chiunque abbia osato porre l'attenzione sui rischi dell'omofobia deve essere così piaciuta al gruppo integralista che il suo portavoce l'ha usato contro tutto e tutti. Filippo Savarese si diverte a dare un «premio sciacallaggio» a Scalfarotto per il suo aver ricordato l'importanza di prevenire l'odio attraverso una legge contro l'omofobia.
E sempre dalle file della Manif pour Tous ecco che anche Annarosa si scaglia contro chiunque osi notare come la Chiesa Cattolica rischi di armare questa gente quando va in giro a dire che è Dio a volere la morte dei gay (il riferimento è alla predica di Don Pusceddu che tanto è piaciuta ai gruppi integralisti).

Triste è anche l'azione del gruppo omofobico Nelle note, attivissima nel diffondere odio e pregiudizio contro i gruppi gay. Dinnanzi all'accaduto, se ne sono usciti con un'immagine di pessimo gusto con scritto «Il male trova sempre un modo per manifestarsi». Sullo sfondi l'immagine della loro pagina con il motto «Sbagliato è sbagliato anche se dovesse diventare legge» contro il riconoscimento delle coppie gay (anche quelle sterminate nell'attentato). Da parte di chi va in giro a dire che i matrimoni tra gay sono simili a quelli con cani e altre specie, il silenzio in segno di rispetto per le vittime sarebbe stato dovuto (anche se forse non è da escludersi che non conoscano cosa sia il rispetto, dato che la loro intera esistenza si basa sull'insulto e su un odiio cieco che pare spesso raggiungere livelli patologici).

La solita Annarosa se ne esce dicendo: «La meschinità di chi accosta la strage di Orlando a chi in Italia si oppone alla ridefinizione del matrimonio è davvero vergognosa». Peccato che nella sua frase siano contenute una serie di assunti tutt'altro che dimostrati. Innanzi tutto c'è da capire se il mancato riconoscimento di un matrimonio sia una «ridefinizione» e non un atto di giustizia, così come ciò non spiega perché la brava gente da lei citata stia cercando di negare i diritti delle minoranze sostenendo che siano contro natura, malati, ingegni, meritevoli di morte, eslusi dal diritto costituzionale e fonte di malattia. Se non si hanno le fette si salame sugli occhi, facile è comprendere come tutto quell'odio possa portare a gesti estremi come quello avvenuto ad Orlando.
Ed ancora, JeSuisAsiaBibi chiede una legge che impedisca di portare rispetto ai morto attraverso azioni che possano impedire il ripetersi di simili tragi, ricorrendo ai soliti slogan integralisti volti a sostenere che una battaglia all'omofobia sarebbe da intendersi come una «imposizione del pensiero unico». La sentinella in piedi Cappellini, creatrice dell'orrido servizio "anti-gender" della Regione Lombardia, ha mantenuto il silenzio solo fino a quanto non ha sentito la parola "Isis". A quel punto ha retwettato una notizia del TgCom dato che quello avrebbe permesso di dare visibilità al razzismo di Salvini.
Dal fronte dell'estrema destra, invece, arriva la teoria
per cui «l’omofobia non c’entra nulla, è incidentale che il target fossero gay, il problema é l’ideologia islamica!». Per la serie, sterminiamo gli islamici e poi torniamo ad occuparci di sterminare pure i gay tanto l'omofobia non c'era ed è un puro caso se il target fossero persone che in Siria vengono uccise per presunte motivazioni religiose.
Il deputato leghista Guglielmo Picchi scherza pure sui morti con un messaggio ironico con scritto: «Bene ora altri 50 morti. Religione non c'entra... era il solito ragazzo borghese e cattolico annoiato... ooops #Islam #Terrorismo #isiste».

A chiudere il cerchio c'è poi il solito Adinolfi. C'è chi si è sentito offeso dalla sua "solidarietà" per le vittime di una strage causata dalla sua stessa ideologia e gli ha ricordato come lui vada in giro a dire che i gay sono pervertiti, invertiti, contro natura o peccatori. A questo Adinolfi ha risposto: «Questa è una cosa che non vi riuscirà a farmi tacere. Per quello servono le pallottole». Insomma, persino dinnanzi ad una strage se n'è uscito con il suo solito linguaggio violento che inneggia all'uso di armi da fuoco in quella campagna violenza che lo vede auto-eleggersi vittima di gente a cui non piace essere insultata: peccato che un simile esempio, inserito nel contesto di una strage causata da un'arma da fuoco, lo contraddistingua per quella persona violenta che è.
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