L'intollerabile allusione di Adinolfi: «I gay tacciono sull'Isis. Perché?»



Spesso si ha l'impressione che per Mario Adinolfi la preghiera rappresenti una forma di insulto da sfruttare per attaccare la dignità altrui, così come pare che le 50 vittime di Orlando per lui non sono altro sono carne da macello se c'è l'occasione di cercare un tornaconto personale. Ha suscitato sdegno la solidarietà espressa alle vittime, in quel clima in cui chi fomenta l'omofobia poi auto-assolversi con qualche parolina quando la violenza verbale sfocia il violenza fisica. Il tutto mentre l'integralismo da lui armato non esista a sostenere che la colpa della strage sia di gay che sono troppo "vistosi" e che non si nascondono a dovere per compiacere chi li odia. Sarà, ma le azioni di un capo di partito spesso devono essere soppesate anche sulla base del messaggio che viene propinato ai suoi seguaci, motivo che lo renderebbe in part complice di quel clima di odio che può giustificare anche una carneficina.

Ad aggravare la situazione è l'ennesimo messaggio che il leader integralista ha pubblicato su Facebook, nel quale afferma:

La solidarietà stanotte diventerà preghiere, nonostante la comunità Lgbt mi stia indicando come il mandante della strage. Tacciono invece sull'Isis che rivendica. Perché?

La risposta sarebbe anche scontata, dato che è evidente come il problema sia l'estremismo e non la sua matrice. Che si tratti di islamici o di cristiani, quando qualcuno usa la religione per limitare la vita e la libertà altrui si è dinnanzi ad un problema. Allo stesso modo è un problema chi imputa a Dio un giudizio contro il prossimo, magari invitando Luca di Tolve ai propri convegni per sostenere che i gay siano malati, peccatori, pervertiti e indegni di vivere.
Eppure questa domanda lasciata apparsa appare come una pericolosa allusione volta a suggerire ai suoi seguaci che possa esserci fantomatici collegamenti tra l'Isis e i gay. In fondo il suo co-fondatore di partito è solito paragonarli ai nazisti non ci sarebbe da stupirsi se i due avessero deciso di aggiungere un altro elemento alle accuse con sui si cerca di alimentare l'odio. E c'è poco da pregare per le vittime se con l'altra mano si alimentano le ideologie che hanno causato una una strage.

Perché se tra i commenti dei quotidiani italiani c'è chi si augura una strage simile possa accadere anche in Italia o in sui si inneggia all'assassino (definendolo «un mito») è perché qualcuno ha creato un clima d'odio contro gruppi sociali ben precisi. E magari ci lucra pure con un giornale e un partito.
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