L'ira di ProVita: «Alfano, Schifani e Lupi sono cialtroni. La loro cricca doveva far cadere l’esecutivo»



I figli dei bambini che vivono in famiglie omosessuali devono essere resi orfani di uno dei loro genitori e devono avere meno tutele dei loro coetanei perché questo è ciò che vuole l'integralkismo cattolico. Lo sostiene la solita associazione ProVita, da sempre in prima fila nel chiedere una ritorsione su minori indifesi quale atto per colpire quelle famiglie che loro non vorrebbero riconoscere come tali sulla base dei loro distinguo di stampo fascista.
Coma al solito la banda di Brandi cerca di legittimare una violenza contro i bambini sostenendo che non è un bene per loro «essere scientemente privato di una delle due figure genitoriali», sostenendo dunque che il bene sia di privarli degli unici adulti che si sarebbero potuti prendere cura di lui dato che loro preferiscono vedere i bambini morire nell'abbandono piuttosto che saperli felici con due gay.
Per cercare di "argomentare" la loro tesi, il gruppo di Brandi propone anche la sua interpretazione delle leggi, dichiarando che loro non sono più bravi di tutti gli altri solo nel capire che l'unica sessualità "giusta" è quella di Toni Brandi, ma sono più bravi della Cassazione anche nel capire le leggi. Ed è così che inventano la giurisprudenza nel dire al loro seguaci che «quando si parla di casi particolari riguardanti le adozioni, infatti, la normativa non menziona espressamente le coppie omosessuali, ma solo i casi di infanzia abusata, abbandonata, maltrattata e di genitori in difficoltà». Immancabile è poi il sostenere che il garantire benessere anche ai bambini che loro non avrebbero voluto nascessero sarebbe stata una decisione voluta da fantomatiche «lobby LGBT».

Tutto questo delirio pare finalizzato ad un'unica cosa, colpire Alfano e punire chiunque non abbia imposto la volontà della lobby integralista al Paese, anche a rischio di violare ogni convenzione sul rispetto dei diritti umani. È per questo che è riferendosi ad Alfano che dicono:

Di fronte allo stralcio della stepchild adoption nella legge Cirinnà, alcuni fedeli servitori del potere renziano avevano cantato vittoria, addirittura rivendicando il merito di aver impedito la barbarie delle adozioni omosessuali. Grazie a loro, così moderati e pieni di equilibrio, i bambini potevano stare certi di veder sempre rispettato il loro diritto ad un papà e ad una mamma. Loro, i responsabili garanti della stabilità governativa, avevano posto un freno alle sentenze creative…
Chiunque abbia creduto a tali lampanti menzogne –pronunciate solo per salvare la faccia davanti a un certo elettorato– dovrebbe essere interdetto dal diritto di voto per incapacità di intendere e di volere. E chi continuasse a sostenere tali cialtroni o è un utile idiota oppure un complice del male. Perché l’orientamento dei giudici in Italia è chiaro da tempo. E purtroppo non è più possibile immaginare sentenze della magistratura non ideologizzate e rispettose della democrazia.
Su un tema come il falso matrimonio gay c’era la possibilità di far cadere l’esecutivo. Chi aveva questo potere ha preferito non muovere un dito.

Ovviamente il matrimonio gay viene descritto come «falso» perché l'oppressione dei diritti altrui è parte integrante di una propaganda d'odio che non si limita a voler rendere orfani i bambini, ma si spinge a colpire chiunque ostacoli quel progetto volto a chiedere l'uscita dell'Italia dall'Europa per un'annessione incondizionata al regime xenofobo ed omofobo di Putin. Tutti progetti che troverebbero maggiori consensi attraverso la politica di Salvini che quella del Ncd, motivo per cui pare inevitabile che si voglia indirizzare l'9integralismo cattolico contro chi non è sufficientemente violento nel punire l'esistenza di persone non assoggettate al loro pensiero unico. Dicono:

Adesso cosa dice il ministro Angelino Alfano? E Maurizio Lupi? E il capogruppo Renato Schifani? E il sottosegretario Enrico Costa? E tutta la cricca di Ncd? Non citiamo, per ovvi motivi, gli pseudo-cattolici del Pd. Ci domandiamo però cosa argomenteranno quanti, anche nel mondo cattolico, hanno appoggiato la legge Cirinnà sostenendo che l’importante era non introdurre le adozioni…
Ci risparmino le lacrime di coccodrillo. Magari chiedano scusa. E comunque si nascondano per sempre.

Insomma, chi non non ha eseguito gli ordini di ProVita deve essere attaccato e punito per la sua diserzione, quale minaccia a chiunque osi anche solo pensare di non rendere legge la volontà discriminatoria di Toni Brandi.
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