Mark Regnerus arriva in Italia per divulgare la cattiva scienza



Mark Regnerus, il sociologo americano conosciuto per la sua più volte sbugiardata ricerca sulle famiglie omogenitoriali è arrivato qui in Italia per partecipare ad un incontro organizzato da Generazione Famiglia il 22 giugno prossimo. Per l'occasione ha rilasciato anche un'intervista a Tempi per ribadire una cosa ovvia: i bambini stanno meglio con mamma e papà se sposati. Spaventati? Forse sono diventato un no-gender? No, ora vi spiego.

La ricerca scientifica sullo sviluppo dei bambini ha da sempre dimostrato una cosa fondamentale, cioè che un bambino, nato e cresciuto in un famiglia con i genitori sposati dal momento della nascita fino a quando diventa adulto, è psicologicamente meglio sviluppato di un bambino cresciuto in un altra situazione famigliare, ad esempio una famiglia che ha conosciuto l'esperienza del divorzio. Nel Regno Unito è stato rilevato che l'8% dei bambini nella prima situazione (chiamiamola, usando l'espressione di Regnerus, famiglia biologica intatta) sviluppa delle malattie mentali, mentre nelle altre situazioni famigliari la percentuale si attesta intorno al doppio del primo dato (ad esempio il 16% dei bambini cresciuti da genitori single, il 18% dei bambini cresciuti in famiglie numerose, etc.)[1].

Quello che nella ricerca di Regnerus[2] possiamo leggere è proprio questo, tralaltro nulla di nuovo, è un fatto ben risaputo nella ricerca scientifica. Solo che in questa ricerca Regnerus ha voluto far passare un'altra informazione, cioè che i bambini cresciuti in famiglie omogenitoriali crescono peggio che in quelle "biologicamente intatte". E per fabbricare - sì è il verbo corretto - questa informazione Regnerus ha preso da una parte gli adulti cresciuti da bambini in famiglie biologiche intatte e dall'altra quelli in cresciuti in famiglie omogenitoriali. Una volta trovate le differenze, cioè:

che quanti sono cresciuti con due persone dello stesso sesso sono dalle 25 alle 40 volte più svantaggiati rispetto ai loro coetanei cresciuti in famiglie composte da genitori di sesso diverso ... tre volte più soggetti alla disoccupazione (solo il 26 per cento ha un lavoro fisso contro il 60 per cento della media), sono quattro volte più soggetti a ricevere assistenza pubblica (il 69 per cento contro il 17 per cento dei casi). E sono molto più inclini ad essere arrestati, a dichiararsi colpevoli di atti criminali, a drogarsi, a pensare al suicidio.

la ragione è stata trovata nell'orientamento sessuale. Ed è qui la credibilità di Regnerus viene a svanire. Perché l'orientamento sessuale e non altre altre variabili? La seconda categoria, quelle delle famiglie omogenitoriali è una categoria molto diversificata al suo interno a dispetto di quella della famiglie biologiche intatte. Nelle seconde troviamo ammucchiati, genitori gay single, genitori gay sposati, genitori gay che hanno adottato, genitori gay che hanno divorziato, etc. Insomma, una categoria ben diversa da quelle delle famiglie biologiche intatte, dove i figli non sono stati adottati o hanno subito l'esperienza di un divorzio. Così le variabili da una, cioè l'orientamento sessuale diventano tante: l'adozione, il divorzio, la presenza di un solo genitore, etc.

All'inizio ho asserito che Regnerus ha detto una cosa ovvia, cioè che i bambini cresciuti in famiglie biologiche intatte stanno meglio degli altri. Qui non ci piove, ma per Regnerus questo vuol dire anche un'altra cosa, cioè che le famiglie omogenitoriali non garantiscono una crescita felice ai bambini. Il passaggio dalla prima informazione alla seconda si basa su un'altra ovvietà: le coppie omosessuali non possono procreare. Quello che per Regnerus è un valido passaggio logico in realtà non è altro che un clamoroso errore che ha compromesso interamente la sua ricerca. Quando diciamo che "non ci sono differenze tra famiglie omo e famiglie etero" stiamo dicendo che, ad esempio, una coppia che adotta un bambino non far pesare sullo sviluppo del figlio l'orientamento sessuale dei genitori. Le famiglie omogenitoriali che crescono dei bambini non potranno mai garantire una crescita sana a dei bambini come quella riservata ai bambini delle famiglie biologiche intatte, questo perché solo le coppie eterosessuali possono procreare.

Per concludere, la futura ricerca scientifica su questo tema dovrà continuare a studiare le famiglie omogenitoriali senza commettere lo stesso errore di Regnerus dove sono state comparate le mele alle pere.

di Andrea Pizzocaro

Note:
  1. Meltzer, H., Gatward, R., Goodman, R., & Ford, F., The mental health of children and adolescents in Great Britain, Office for National Statistics, 2000, pag. 2.
  2. Mark Regnerus, How different are the adult children of parents who have same-sex relationships? Findings from the New Family Structures Study, Social Science Research, 2012, Volume 41, Issue 4, pag. 752-770.
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