Pablo Hernandez contro il razzismo di Trump: «Questo Paese è stato fondato da immigrati»



In varie di occasioni ci siamo occupati di Pablo Hernandez, uno tra i modelli più noti della scuderia di Andrew Christian. Abbiamo elogiato i suoi addominali, abbiamo ammirato il suo fisco e lo abbiamo persino visto esibirsi nei panni di cantante. Ma dato che anche i modelli hanno un cuore ed un cervello, è della sua critica politica che ci occuperemo in questa sede.
Lo scorso 29 aprile il candidato repubblicano Donald Trump è stato contestato a Burlingame, in California. Migliaia di manifestanti hanno assediando l'Hyatt Regency e Trump è stato costretto ad entrare da un'entrata posteriore. Molti sventolavano la bandiera messicana mentre sui loro cartelli c'erano scritte come "Abbiamo bisogno di un presidente che unisce, non che divide" oppure "No al razzismo, no a Trump". Il candidato repubblicano ha poi commentato: «Non è stato uno degli ingressi più facili per me. È come avessi attraversato il confine».
È proprio riguardo a questo fatto che, dalla sua pagina Facebook, Pablo ha voluto condividere la sua opinione contro il populismo razzista che sta accompagnando la campagna elettorale di Trump: «Come il figlio di immigrati cubani e a mia volta come immigrato clandestino, sono contento che durante quello che sarebbe dovuto essere l'ingresso di Trump all'Hyatt di Burlingame, si sia sentito come se "stesse attraversando la frontiera" perché la gente è uscita a protestare e lo ha bloccato. Questo Paese è stato fondato da immigrati. Immigrati erano suoi antenati. Svegliati America. Quest'uomo è la peggior scelta possibile come presidente degli Stati Uniti».
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