ProVita dice "no" alle operazioni dei transessuali, ma diceva anche "no" al loro riconoscimento senza operazione...



Non passa giorno senza che l'associazione ProVita immetta in rete un qualche articolo volto a diffamare,. offendere e istigare all'odio contro un gruppi sociale di persone ben delimitato. Il tutto armando la mano do fanatici che prima o poi rischiano di tramutare in violenza fisica quella incessante propaganda. Che a Toni Brandi non piacciano gay e transessuali non piacciano pare un'evidenza, ma quando ogni giorno si pubblicano discorsi deliranti volti ad incitare le altre persone a provare una morbosa ostilità verso una parte della popolazione, allora si è dinnanzi ad una violenza bella e buona.

Fatto sta che nell'ennesimo attacco alle persone transessuali, il sito integralista scrive:

Ai transgender, i chirurghi che effettuano le operazioni di riassegnazione del sesso dicono che il 98 per cento degli interventi chirurgici hanno successo.
Questo può essere vero riguardo l’aspetto strettamente medico chirurgico. Ma al di là dell’abilità pratica del bisturi la totalità emotiva e psicologica del paziente, non solo nei primi mesi, ma negli anni a venire chi la tiene in considerazione?
Già dodici anni fa, The Guardian ha riportato che una revisione di più di 100 studi medici internazionali su pazienti transgender operati all’Università di Birmingham non ha trovato “alcuna solida prova scientifica che la chirurgia di cambiamento del sesso è clinicamente efficace. . . Neli Stati Uniti e in Olanda un quinto dei pazienti hanno rimpianto di essersi sottoposti all’operazione”.

Esatto, non avete letto male. Parlano di vecchi di ben dodici anni come se fossero un qualcosa che può essere ancora spacciato per attuale. Evidentemente a loro poco interesse se ai tempi le operazioni per la riassegnazione di sesso privassero le persone di ogni piacere sessuale (cosa che oggi si tenta di preservare), ma si preoccupano anche di far credere ai loro lettori che è per il bene delle persone che bisogne impedirgli di poter essere sé stesse se a Toni Brandi ciò non va bene.
Inutile a dirsi, dodici anni fa un'operazione di appendicite prevedeva tagli lunghi decine di centimetri, oggi è una passeggiata che spesso si risolve con pochi fori. Parlarne come se la medicina non avesse fatto alcun passo sarebbe disonesto oltre che criminale.
Da sottolineare è anche l'attenzione minuziosa che l'associazione pone nel cercare di utilizzare le parole che maggiormente possano ferire le persone, come il sostenete che un transessuale sia un qualcosa che "assomiglia" ad una donna.
Ma non solo. Dato che nel loro articolo questa gente pare così preoccupata per il fatto che alcuni transessuali non siano soddisfatti delle operazioni fatte, forse verrebbe la pena ricordare che è proprio ProVita a battersi per impedire la attribuzione del sesso in assenza di una castrazione. Buffo, no? Da una parte dicono che le operazioni vadano bene, dall'altra dicono che non accettano l'identità di genere se non c'è stata l'operazione. Forse farebbero meglio ad essere sinceri e a dire che loro non accettano quelle persone a priori, senza cercare false scuse buoniste per sostenere che il loro odio sia in verità un atteggiamento "cristiano" verso l'altro. Anche perché è sin troppo evidente come la loro propaganda miri visibilmente a danneggiare il prossimo, così come non c'è nulla di cristiano nel cercare di promuovere l'agenda politica di Putin attraverso la propaganda dei pregiudizi e la persecuzione delle minoranze.

Buffo è come certa gente pensi che il "cristianesimo" significhi puntare il dito conto gli altri ed ergersi a rappresentanti di una nuova razza ariana, dedicando la propria vita ad impedire che gli altri possano vivere la loro. Ancor più se ci si riempie la bocca di concetti come "libertà" o "diritto di opinione" proprio per togliere entrambi al prossimo.
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