ProVita: «È per il bene dei gay che vogliamo negargli la possibilità di esistere. Quei malati ci ringrazino!»



I gay sono malati. I gay sono infettivi. I gay sono pericolosi. Quelli dei gay sono capricci, mica diritti. I gay minacciano la famiglia. I gay indottrinano i bambini. I gay distruggeranno voi e i vostri cari se non sarete prima voi a distruggere loro. Sono questi i proclami che l'associazione ProVita sta portando avanti da anni, con tanto di auto finanziario da parte di uno stato che l'ha riconosciuta come "onlus" e di politici che le aprono le porte delle istituzione come nel caso di Lucio Malan.
Nel leggere tutto quel materiale propagandistico, c'è da stupirsi che nessuno dei lettoti di Toni Brandi abbia preso un fucile per sterminare i frequentatori di una qualche discoteca gay. E forse ciò è accaduto solo perché le armi non sono facilmente acquistabili.
Quel gruppo, vicino a Forza Nuova e alla Russia di Putin (a loro dire, un vero "cristiano" perché disprezza i gay e respinge i rifiutatati), pare rappresentare una seria minaccia alla sicurezza e all'incolumità di milioni di persone. Ma dato che la propagandando non ha morale, ecco che quei violenti pretendono pure che i gay li ringrazino per la loro incessante opera di demonizzazione e di diffamazione.

Pare incredibile, ma è proprio quello che quella gente scrive in un surreale articolo, ovviamente strumentalizzando dati e calpestando la memoria dei morti a fini propagandistici e politici. Scrivono:

Ogni volta che abbiamo toccato questo argomento, nel solo ed esclusivo interesse delle persone omosessuali, gli attivisti LGBT e gli ideologi dell’omosessualismo ci hanno ricoperto di insulti e minacce.
L’accusa più gentile che ci fanno, in certi casi, è quella di omofobia.

Ci sarebbe da obiettare che la loro omofobia non è «un'accusa» ma una certezza, così come pare difficile commuoversi dinnanzi a chi fa vergognoso vittimismo se qualcuno protesta per la disinformazione e gli insulti che vengono costantemente lanciati contro un intero gruppo sociale. Ma dato che al peggio non c'è mai fine, aggiungono:

A ragionare, dovrebbe apparire logico, invece che nel diffondere la verità l’intento è quello del fare del bene alle persone coinvolte. Perché le persone (omosessuali o no, non importa proprio niente) sono sacre, hanno dignità somma e vanno tutelate –a volte– anche da loro stesse.
Hanno il diritto di “fare quello che gli pare” (anche se ci sarebbe molto da discutere su cosa sia la vera libertà, ma non è questo il luogo), ma hanno altresì il diritto di poter fare ciò che vogliono a ragion veduta, conoscendo i fatti reali che accadono come conseguenza di determinate azioni, per poter quindi calcolarne i rischi.

Esatto. Dicono che il loro pregiudizio è da intendersi come una verità rivelata, sostenendo che è solo «per il bene» dei gay che loro spiegano agli integralisti quelli che sostengono sarebbero «i rischi» di avere un orientamento sessuale a loro sgradito, manco si trattasse di una scelta.
Aggiungono poi:

L’omosessualismo fa una propaganda battente e capillare: nessuno vuol credere agli studi statistici che rilevano i danni che i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso arrecano al fisico e alla psiche. Ma forse qualcuno vorrà credere a Gens Hellquist, il direttore esecutivo del Canadian Rainbow Health Coalition, morto tre anni fa, che chiedeva maggiori risorse per la previdenza sanitaria per le persone LGBT. Diceva che in Canada la popolazione LGBT ha un’aspettativa di vita più corta rispetto alla media generale, e i tassi più alti di suicidi, abuso di sostanze, depressione, malattie sessualmente trasmissibili, soprattutto l’AIDS, cancro anale per gli omosessuali maschi e cancro cervicale per le lesbiche.

L'ovvia deduzione è che i gay siano più esposti a stress per colpa dell'omofobia (questo, perlomeno, è quanto appurato da svariati studi scientifici) ma per l'associazione integralista, la colpa sarebbe tutta dell'esser gay. O forse ciò è semplicemente quello che vogliono far credere all'interno di un preciso piano di indottrinamento basato sulla menzogna e sul pregiudizio.
Dicono anche che «la più grande minaccia per la vita delle persone omosessuali sono i rapporti fisici omosessuali» e citando la Center for Desease and Control Prevention quale fonte. Peccato che fra i loro documenti non pare possibile trovare quell'affermazione, ma ci si può imbattere in altri studi in cui si sottolinea come l'omofobia possa influire negativamente ed alterare la salute delle persone lgbt.

Nell'occasione non poteva mancare il loro evergreen volto a sostenere che i giovani non devono usare il preservativo. Dicono:

Se i preservativi fossero tanto sicuri per evitare le malattie contagiose, come mai tassi di infezione così alti in Paesi dove la Planned Parentooh offre condom ed educazione sessuale a piene mani ai ragazzini fin dalle scuole elementari?

Bhe, la spiegazione pare semplice dato che tutte le statistiche sottolineano come troppe persone non usino preservativi. E se ProVita non si è astenuta dai suoi insulti contro Planned Parentooh, l'evidenza è che bisognerebbe spiegare ai ragazzi come usare i preservativi che si sostiene vengano dati loro (e l'associazione di Brandi è sempre in prima fila nel cercare di impedire che ciò accada).Basterebbe informarsi per sapere come dati dicano che 4 giovani su 10 non usano protezioni durante i loro rapporto sessuali e tanto basta a spiegare il perché della diffusione dell'Hiv.

Nella mente di ProVita, però, le malattie sessualmente trasmissibili servono solo a creare pregiudizio, motivo per cui si lanciano subito nel sostenere che:

Nel 2010, il numero stimato di nuove infezioni da HIV contratte da uomini che fanno sesso con altri uomini (MSM) ha rappresentato il 78% di tutte le nuove infezioni da HIV tra i maschi e il 63% di tutte le nuove infezioni in assoluto. Il 54% di tutte le persone che vivono con l’infezione da HIV nel 2011, sono omosessuali. Le percentuali più elevate sono nelle fasce d’età più giovani.

Se le finalità diffamatorie di un simile "articolo" appaiono evidenti, i dati sui danni dell'omofobia rendono lecito ritenere che tali posizioni possano danneggiare la salute dei gay e non certo "aiutarli" come sostengono loro. Allo stesso modo il promuovere il sesso non protetto è ciò che porta alla diffusione dell'Hiv, così come non aiuta il cercare di far credere che basti essere eterosessuali per esserne immuni (anzi, è proprio quella bugia ad aver causato un incremento delle infezioni fra eterosessuali a fronte di una diminuzione registrata fra le persone lgbt).

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