ProVita: «I rapporti omosessuali devono creare scandalo perché innaturali e poco consoni alla dignità di chi li pratica»



L'associazione ProVita è composta da personaggi che ostentano la loro limitatezza nel guardare il mondo, in un'ottica in cui dia necessario vietare, perseguitare ed impedire qualunque realtà non possa essere fatta rientrare in uno stereotipo fatto a loro immagine e somiglianza.
Non stupisce, dunque, che questa gente sia completamente incapace di comprendere una cosa così complessa come può essere la sessualità umana. Ma quando le pruriginose fantasie di Toni Brandi incontrano la malafede che contraddistingue il suo gruppo d'odio, il risultato è comico. O almeno, lo sarebbe se poi non ci fossero personaggi come la Capellini pronti a sperperare denaro pubblico per promuovere quelle follie.

In un articolo intitolato "Gender: puoi essere come ti senti. Anche un cane", l'associazione torna a fare disinformazione che possa tornare utile alla promozione dei gruppi neofascisti a loro vicini in quell'ottica in cui la discriminazione e la persecuzione dei gay viene spacciata come un dovere. I loro articoli continuano a sostenere che i gay sono malati, sono pericolosi, sono una minaccia alle famiglie... ed ora anche dei depravati. Come sempre si parte dalla loro consueta malafede nel sostenere che accettare l'identità di genere significherebbe dare seguito a fantasie di gente strana. Scrivono:

Dedichiamo questo articolo a quelli che dicono che non è vero che l’ideologia gender è un piano inclinato pericolosissimo: hai diritto a essere come ti senti: LGBTQIA… e anche C.:cane.

Si parte dunque con una frase volutamente buttata lì per mischiare i concetti di identità di genere e orientamento sessuale per poi accumularle ad un cane. La loro teoria, infatti, è che i gay sono eterosessuali che hanno deciso di fare sesso con altro uomo solo perché disturbati così come i transessuali sarebbero uomini e donne che non sono sono capaci di comprendere che l'unico modo giusti di vivere è uniformarsi all'esempio di Toni Brandi, unico e solo esempio di italiana virilità a cui aspirare. Ed è in quell'ottica in cui gay e transessuali vengono additati come pervertiti, dicono:

Probabilmente abbiamo peccato di ingenuità rispetto alle pratiche sessuali estreme, le parafilie e le perversioni che gli esseri umani pretendono di praticare sempre più spudoratamente, in nome della finta “libertà” di essere come ci si sente.
Infatti, dalla “comunità BDSM” [il giornale citato non lo spiega – guarda caso – ma l’acronimo sta per Bondage, Dominazione, Sadismo, Masochismo. Andate a guardare su Wikipedia che vuol dire. E non vi scandalizzate, se no siete omofobi: love is love!] si va distinguendo un movimento di uomini che amano farsi trattare da cani (sic!), di cui parla con molta simpatia e serietà un lungo articolo del The Guardian.

Tra tanti insulti e sterile ironia pare quasi cimpossibile comprendere il significato di quella frase. eppure è chiaro come Brandi stia cercando di far credere che il BSDM sia una pratica legata in un qualche modo alla comunità lgbt. Nulla di più falso, ma si sa che la sua associazione vive sulle menzogne e che il pregiudizio può essere creato solo con una propaganda mirata.
Eppure l'articolo si lancia nel sostenere che delle persone che si comporterebbero come cani durante debbano essere accomunati a gay e transessuali in una condanna unanime:

Quanto potete vedere nel video “Secret Life of the Human Pups” (Vita segreta [ma non troppo] dei cuccioli umani) dimostra che questa è finta “libertà” è in realtà solo annichilimento della dignità umana, decostruzione radicale della persona, cultura della morte, e relativismo che vanno ben oltre il gender, l’omosessualismo e il transgenderismo, ma – come sappiamo bene da tempo – sfociano nel nichilismo più disperato.

Si giunge così al solito giudizio morale espresso da Brandi, quale unico detentore di ogni verità assoluta su cosa debba essere permesso e di cosa debba assolutamente essere vietato in quell'ottica in cui la libertà altrui deve essere limitata dal suo volere e dal suo presunto giudizio "morale". Scrivono:

La cosa davvero preoccupante non è il fatto che ci siano uomini adulti che vestiti con costumi di lattice attillati si comportano da cani e si fanno trattare da cani (“cuccioli”, dicono… “trattato da cane” suona male. “Trattato da cucciolo” fa tenerezza, no?). Il problema grave è che se ne parla come una cosa che non deve far ridere, non deve essere respinta, denigrata ignorata, ma va “compresa”. Dice The Guardian: “Molti di noi hanno trovato conforto e gioia a fingere di essere gli animali a un certo punto della nostra vita”.

E questo per giungere a sostenere che:

Un modo di essere “che non fa male a nessuno”, da accettare, come si accettano tutti e 71 le identità gender che ben conosciamo.

Ovviamente il collegamento fra il sado-maso e l'identità di genere pare una conferma dell'ovvio: o ProVita non ha la più pallida idea dell'argomento a cui dedica la quasi totalità dei suoi articoli, oppure è governata da una malafede che dovrebbe essere di interesse per la Procura.

C'è anche da chiedersi conche coraggio Brandi si possa permettere di sostenere che il BSDM o che il giocare a fare i cani (che peraltro sono due cose assai distinte) sia un qualcosa di attribuibile solo ai gay quando basta fare una semplice ricerca su Google per trovare centinaia di immagini in cui a praticarla sono quelle coppie eterosessuali a cui è garantito l'accesso al sacro vincolo del matrimonio?

Qualcuno lo fa notare nei commento e, sfoderando il solito tono canzonatorio ed offensivo che il gruppo di Brandi è solito riservare ai gay, l'associazione afferma:

Anzitutto andrebbe fatta una distinzione tra chi “ha tendenze omosessuali” e chi pratica sesso omosessuale: non necessariamente le due cose coincidono.
Chi si scandalizza per il BDSM si scandalizza per i gusti sessuali di persone che hanno “diritto di fare quello che vogliono”, esattamente come chi pratica sesso omosessuale.
Quindi, se è omofobo chi considera i rapporti omosessuali innaturali e poco consoni alla dignità di chi li pratica, si presume che chiunque consideri altre pratiche sessuali di altro genere e fantasia allo stesso modo poco dignitose, degradanti, ecc , per la proprietà transitiva, dovrebbe essere considerato omofobo in senso ampio, per così dire. Anche se tecnicamente dette fantasie possono essere realizzate da uomini donne singoli, coppie, gruppi, a prescindere dall’orientamento sessuale dei singoli.
Sarebbe stato più corretto scrivere così, ma era un po’ troppo lungo.

Insomma, una pratica sessuale sarebbe da ritenersi un "Genere" e tutto ciò che non è gradito a Brandi deve essere fatto rientrare in un calderone unico, senza distinzioni e senza onestà intellettuale nelle modalità in cui si parla di certi argomenti.
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