ProVita si autoproclama una potenziale cellula terrorista secondo le parole di Scalfarotto



Come facilmente prevedibile, l'associazione integralista ProVita Onlus non ha mancato di scagliarsi contro chi chiede che sia posto un freno all'odio. Attraverso il loro organo ufficiale di propaganda omofoba, è Federico Catani a firmare un proclamo volto a condannare chiunque voglia porre fine alla violenza contro gay e lesbiche.
Si afferma che «c’è chi approfitta delle tragedie per fare propaganda» e ci si affretta a sostenere che il killer fosse un «estremista islamico». ma soprattutto ci ci lamenta che qualcuno si sia soffermato sul fatto che l'obiettivo fosse una discoteca gay:

Ora tutti sono arcobaleno. Tutti i monumenti si tingono dei colori dell’orgoglio gay. E tutti gridano all’emergenza omofobia. Come se a morire non siano state prima di tutto delle persone, meritevoli per se stesse di pietà e rispetto, ma solo degli esseri umani connotati dal punto di vista del loro orientamento omosessuale.

Insomma, se c'è da negare dignità alle relazioni o se si sostiene la necessità di negare la reversibilità, l'orientamento sessuale diviene la chiave di volta del loro discorso. ma se da piangere una vititma gay, allora non bisogna preoccuparsi di quell'orientamento sessuale che la loro organizzazione tende a cercare di far percepire come un qualcosa di patologico e contrario al volere di Dio.

Insulti vengono gettati anche alle vittime, indicate come gente in cerca di «sballo» e non persone che in quel luogo potevano trovare rifugio dalle discriminazioni quotidiane. Nella loro fantasia, pensano che:

Il presidente Obama addirittura sostiene che una discoteca gay è «più che un night club; è un luogo di solidarietà e di legittimazione dove le persone si incontrano per aumentare la propria consapevolezza, per parlarsi apertamente e per lavorare attivamente per i propri diritti»: in pratica un think tank e non un luogo di sballo, come del resto tutti i tipi di discoteca.

Immancabile è poi il lato politico, inneggiante ad una guerra di religione contro l'Islam e alla santificazione di dio Putin, e alla sua Russia gay-friendly dove è «per il bene dei bambini» che glia doslcenti gay vengono lasciati soli e spinti verso il suicidio:

La colpa della strage di Orlando non sembra ricadere tanto su chi effettivamente l’ha realizzata. Infatti Obama, la comunità Lgbt ed altre autorità mondiali non menzionano affatto l’islam. Attaccano solo l’omofobia. Un’omofobia generica ed “estensiva”. Nessuno ha il coraggio di dire che oggi i Paesi del mondo in cui gli omosessuali sono davvero e terribilmente perseguitati sono quelli a maggioranza islamica. Il nemico numero uno della lobby LGBT è la Russia di Putin, dove i gay hanno i loro locali ed i loro quartieri. Però nulla si dice, ad esempio, sull’Arabia Saudita, dove se scoprono che sei omosessuale come minimo ti frustano e ti sbattono in galera. Perché? Perché gli Stati Uniti, paladini dei “diritti” LGBT nel mondo, stringono la mano agli omofobi sovrani sauditi?

Si passa così alla difesa dell'omofobia:

È già iniziato un martellamento ossessivo volto a soffocare ogni piccola voce di dissenso verso la condotta omosessuale e i diktat dell’agenda Lgbt. 

Si sostiene dunque che sia un diritto inviolabile quello di poter dire che i gay non devono essere accettati, tanto poi quei gay diventano «persone» se qualcuno prende un fiucile e le stermina. ma non solo, l'associazione rivendica anche di peggio e, parlando di Ivan Scafarotto, scrive:

Secondo il membro del Governo Renzi, il fatto che a compiere massacri siano in pochi «non significa che non ci siano tantissime persone che, pur non avendo nessuna intenzione di torcere un capello a chicchessia, la pensano come loro. Ci sono fior di partiti e di movimenti politici che, pur non rinunciando in alcun modo al metodo democratico, propugnano un’idea di società nella quale l’identità etnica delle nazioni deve essere rigorosamente preservata. O personaggi politici che, pacificamente e con la sola legittima forza delle loro idee, condannano in modo radicale l’emancipazione delle donne e il riconoscimento dell’uguaglianza delle persone omosessuali. L’omofobia, la xenofobia, la misoginia, non appartengono soltanto all’Islam, insomma. Si declinano in vario modo in amplissimi settori della società a tutte le latitudini. Naturalmente nella quasi totalità dei casi, vengono espresse in modo del tutto pacifico». E ancora: «pensare che solo un terrorista islamico avrebbe in teoria potuto sviluppare un odio di quel genere nei confronti della comunità LGBT, tale da commettere una mattanza come quella di Orlando, sarebbe secondo me limitativo e miope». Quindi anche i cattolici o semplicemente tanti uomini e donne di buon senso finiscono nel mirino di Scalfarotto. Anche ProVita, stando alle parole del sottosegretario, è una potenziale cellula terrorista.

Esatto, l'associazione rivendica il suo far parte di quella categoria, forse arrivando sino a sostenere implicitamente che il killer era da ritenersi «una persona di buon senso». Ed è su quella scia che si arriva ad invocare il martirio con un esempio da pelle d'oca. Scrive il sito integralista:

Capito in che situazione ci troviamo? Un esempio storico può esserci di aiuto. L’imperatore Nerone fece incendiare Roma per divertimento e poi diede la colpa di tutto ai cristiani: per placare il popolo scatenò così la prima persecuzione, quella in cui morirono anche san Pietro e san Paolo. Di fronte agli eccidi, la tentazione è sempre quella di tradire la propria fede piegandosi al tiranno, oppure di scappare. San Pietro, il primo Papa, decise di fuggire. Ma sulla via Appia incontrò Gesù, che andava nella direzione opposta. «Signore, dove vai?», chiese l’Apostolo. E Gesù gli rispose: «Vado a Roma per essere crocifisso nuovamente». E così Pietro, capendo di star sbagliando, tornò indietro ed affrontò il martirio.

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