Quando Adinolfi promuoveva Renzi



È dalla sua pagina Facebook che Mario Adinolfi si lancia nel parlare di «crisi del renzismo» e nell'affermare che «la classe dirigente selezionata dal premier, il fastidio evidente palesato dal premier rispetto agli appuntamenti con le urne che non lo riguardano personalmente, persino le modalità di comunicazione in campagna elettorale, mostrano platealmente la corda». Sostiene si sia «scelto candidati per niente brillanti, dalla gamba corta, restando dentro l'ossessione di Renzi verso la crescita di chiunque possa fargli ombra» e si sentenzia che «la selezione di classe dirigente ispirata dai criteri renzisti provoca disastri».

Se però prendiamo un articolo apparso il 12 novembre 2012 su Forlì Today, ecco che Adinolfi viene descritto come quello che è arrivato in camper per sostenere Renzi alle primarie. L'articolo spiega come nel corso di un incontro con la cittadinanza Adinolfi  abbia «sinteticamente spiegato le ragioni della suo appoggio a Renzi, riconoscendo in lui la vera novità del panorama politico italiano altrimenti destinato ad allontanarsi sempre più dalla realtà e dalla gente che dovrebbe rappresentare. Una particolare accusa è stata lanciata contro il lievitare dei costi della politica : "Matteo e io siamo contrari al finanziamento pubblico dei partiti che vorremmo togliere quasi del tutto". Salutando i numerosi convenuti, Adinolfi ha lanciato un appello al voto: "venite tutti a votare, votare è semplice si fa tutto in quella sede. Saranno delle primarie decisive, ovvero, è da chi vincerà le primarie che si capirà se l'intero panorama politico sarà destinato a cambiare o no"».

Soffermarsi su come Adinolfi sia pronto a cambiare opinione sulla base della maggior convenienza sarebbe come parare sulla croce rossa, eppure pare strano che i suoi seguaci non si sentano presi in giro da un personaggio che oggi va in giro a dire di di essere l'unico a poter porre rimedio ad una situazione che lui stesso ha creato in prima persona. Allo stesso modo è curioso come nel 2012 dicesse di voler cambiare il Paese e oggi sia in prima fila per riportalo indietro di mille anni.

Ma non solo. Anche un altro aspetto dovrebbe far sentire presi in giro i suoi elettori. La campagna a sostegno di Renzi sostenuta da Adinolfi risale al novembre del 2012, ma è nel giugno di quell'anno (ossia 5 mesi prima) che Renzi assunse l'impegno di introduzione le unioni civili per le persone dello stesso sesso e la stepchild adoption per la tutela dei loro figli. Senza lasciare ombra di dubbio al riguardo, Renzi spiegò che «un punto è chiaro, indiscutibile: i bambini sono tutti uguali. E certo vanno tutelati. Mettere in discussione questo principio significa mettere in discussione la civiltà di una comunità. Le famiglie Arcobaleno sono una realtà presente ormai in tutte le città».
Se è pur vero che già ai tempi Adinolfi manifestò una certa avversione contro i gay (venne anche sanzionato per alcuni insulti omofobi), è altrettanto vero che si adoperò in prima persona per la promozione di un candidato che aveva un programma ben preciso ed oggi va in giro a lamentarsi perché quelle promesse sono state parzialmente mantenute.
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