Ricatto a Mantova: «Paga o dico a tua moglie che sei gay»



Gente come Mario Adinolfi o come Toni Brandi lavorano senza sosta per creare un mondo in cui lo stigma sociale possa portare le persone a rinnegare sé stesse, compiacendo i loro carnefici nell'accettare quel mondo in bianco e nero in cui l'uomo deve necessariamente andare a letto con una donna e viceversa. Peccato che è su questo sfondo che si creano situazioni di estremo degrado come quanto accaduto tra il settembre e il dicembre del 2010 a Borgo Virgilio (in provincia di Mantova).
Un 42enne stava chiedendo l'elemosina dinnanzi al Comune quando un 60enne gli ha chiesto di calarsi i pantaloni e di iniziare a toccarsi dinnanzi a lui. L'uomo ha accettato di farlo in cambio di 30 euro. La vicenda si è chiusa lì, ma due mesi più tardi i due si sono incontrati dinnanzi al centro commerciale. La visione di una donna al fianco del 60enne ha permesso al 42enne di poter cercare soldi facili, ricattandolo: «Mi devi dare 500 euro, altrimenti dico a tua moglie che sei gay».
Durante il precedente incontro i due si erano scambiato il numero di telefono, motivo per cui le minacce e i ricatti sono perseguiti anche dopo quell'incontro, sino a quando la vittima non ha sporto denuncia ai carabinieri. Ai polsi del ricattatore sono scattate le manette per tentata estorsione.
È una storia che pare mostrare tutta la tristezza di un uomo che si è ridotto ad approfittare della povertà altrui per ottenere ciò che presumibilmente il pregiudizio gli aveva negato, ritrovandosi poi a trasformarsi da carnefice in vittima a causa di quel pregiudizio.
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