Riccardo Cascioli insulta il Papa: «Non sa cosa dice. Non bisogna chiedere scusa ai gay, bisogna elogiare chi li giudica dei malati»



Il Papa è un vecchio rincoglionito che risponde a caso alle domande senza manco sapere quello che dice. È praticamente questa la teoria con cui La Nuova Bussola Quotidiana spera di poter di convincere i suoi lettori che il Papa non abbia mai chiesto scusa ai gay e che ci siano ragioni per continuare a perseguitare le minoranze come se nulla fosse. In fondo si sa che il sito di Cascioli esiste solo per danneggiare le persone a lui non gradite e per convincere i bigotti a torturare i loro figli se diversi dal modello ariano che lui propone (il tutto nella più totale impunità di uno stato che sta a guardare mentre un uomo usa il suo fanatismo religioso per danneggiare centinaia di adolescenti).

È proprio Riccardo Cascioli a firmare un vergognoso articolo in cui si sostiene che la stampa non capisca nulla e che il Papa non abbia mai detto ciò che tutti hanno udito e che può essere facilmente ascoltato nei video dell'intervista. La sua personalissima teoria (ovviamente presentata come un dogma di fede) è che il Papa «parla delle persone con tendenza omosessuale e non del movimento gay, che parla di pastorale e di accompagnamento e non di rivendicazioni politiche».

Per comprendere simili parole è necessario tentare di comprendere l'ideologia di Calcioli. Il punto di partenza di ogni suo ragionamento è l'assunto che lui sia la perfezione, la migliore creazione mai realizzata da Dio: ogni altra persona deve essere condannata sulla base delle differenze che presenta rispetto a lui (si tratti etnia, orientamento sociale, idea politica o colore della pelle).
Nel caso dei gay, Cascioli li divide in buoni e cattivi. I cattivi sono quelle persone che chiedono di poter vivere in santa pace la propria vita, quelli buoni sono quelli che si disprezzano al punto da rinnegare la sessualità che Dio ha donato loro per far finta di assomigliare a lui. In fono è ovvio che solo lui faccia sesso nel modo giusto, viva i rapporti nel modo giusto e sappia che cosa pensa Dio (anche se una simile teoria è di per sè in contrasto con il comandamento di non nominare il nome di Dio invano, esattamente come fanno tutti coloro che attribuiscono a lui le proprie perversioni mentali).
La sua richiesta è che i gay non abbiano sessualità e che genitori bigotti costringano i figli a sottoporsi a fantomatiche "terapie" che rappresentano vere e proprie violenze psicologiche (peraltro vietate dall'ordine degli Psicologi). Jörg Haider avrebbe di che congratularsi con lui per la sua opera.

Tornando all'articolo, Cascioli si lancia poi nel sostenere che un Papa che non disprezza i gay sia motivo di «disorientamento e confusione per i normali fedeli» e che:

La giornalista americana chiede se ha ragione il cardinale Marx (uno dei 9 cardinali che affianca il papa nella riforma della Curia) a dire che «la Chiesa cattolica deve chiedere scusa alla comunità gay per aver marginalizzato queste persone» e se la strage di Orlando non sia da attribuire anche all’odio alimentato dalla comunità cristiana.
Avrà letto il Papa ciò che il cardinale Marx ha detto la scorsa settimana a Dublino in occasione di una conferenza? Probabilmente no, così pare dalla risposta che infatti parte con il ricordare la prima conferenza stampa, quella del famoso “chi sono io per giudicare?”. Non c’entrava molto con le dichiarazioni di Marx che non solo ha detto che la Chiesa deve chiedere scusa, ma che è parte delle scuse riconoscere la positività delle unioni omosessuali, discorso già fatto nel Sinodo 2014 scandalizzando –lo ha detto lui– diversi confratelli (clicca qui). Né si può dire che il cardinale Marx sia isolato in questa visione, anche in Italia abbiamo visto sostenere posizioni analoghe ai massimi livelli ecclesiastici, come più volte abbiamo scritto.

La teoria di Cascioli, dunque, è che il Papa non avesse la benché minima idea di quello che stava dicendo ed abbia mentito ai giornalisti dicendo cose di cui non sapeva il significato. Un fatto che sarebbe peraltro curioso, dato che il Papa non si è mai fatto problemi a dichiarare di non conoscere casi specifici quando qualcuno gliene chiedeva conto. Ma in questo caso non è accaduto.

Cascioli si dice talmente certo che il Papa non avesse la benché minima idea di cosa stava dicendo da basare altre asserzioni su quell'assunto. Scrive: «non possiamo certo pensare che il Papa condivida questo approccio, che sarebbe l’esatto opposto non solo del catechismo ma anche di quanto diverse volte detto dallo stesso papa Francesco a proposito dell’ideologia gender».
Ovviamente pare inutile ricordare a Cascioli che «l'ideologia gender» non esiste e che si tratta di una perversione ideata dall'integralismo cattolico per sfruttare l'ignoranza della gente attraverso teoria mai formulate che potessero legittimare una bieca omofobia. Ma ormai tutte le pagine del suo sito continuano a parlare di «gender» come se non ci fosse un domani, forse nella speranza che qualche ignorante possa persino credere che quella follia sia vera. In fondo è facile lottare contro un qualcosa che non esiste, dato che nessuno può confutare un qualcosa che manco è stato formulato.

Si passa così alla solita promozione della fantomatiche "terapie riparative" che secondo Cascioli servirebbero a "curare" i gay dalla loro sessualità "malata":

Bisogna dire invece una volta per tutte che a questi monsignori non sta tanto a cuore il destino delle persone con tali tendenze quanto la legittimazione dell’omosessualità. Altrimenti penserebbero a chiedere scusa, casomai, per le persone omosessuali che vengono ignorate nel loro bisogno di sanare la ferita all’origine della loro tendenza, e vengono invece spinte a persistere in comportamenti contro natura.

A sostenere che l'omosessualità non sia naturale e che sia stata causata da "una ferita" sono solo le screditatissime teorie di Nicolosi, elevate a massima verità da chiunque non si preoccupi come quelle pratiche conducano all'autolesionismo e al suicidio chi vi si sottopone, ma gongoli all'idea di avere una scusa per fare del male al prossimo dicendo che quelle violenze inaudite sarebbero per il loro bene.

Sul finire Cascioli afferma che il Papa non avrebbe permettere che qualcuno possa pensare che i gay non siano persone inferiori da tormentare e perseguitare in virtù della sessualità che Dio ha donato a loro (evidentemente da lui ritenuta sbagliata perché diversa dalla sua perfezione) e ci si schiera schiera a favore di chi usa il pulpito per vomitare sentenze morali (il riferimento appare alla vicenda di don Pusceddu , ossia del prete sardo che è stato ripreso anche dal suo vescovo per un uso sconsiderato e politico delle lettere di san Paolo quale legittimazione della discriminazione). Scrive Cascioli:

Sta di fatto che, a prescindere dalle intenzioni di papa Francesco, in un momento in cui tanti vescovi e sacerdoti sono sotto tiro per annunciare con chiarezza la verità sulla sessualità umana e sui rapporti uomo-donna, l’opinione pubblica è portata a pensare che il Papa sia contro di loro. Non c'è dubbio che ad alcuni in Vaticano questo faccia comodo, ma se c’è qualcuno tra i suoi collaboratori che vuole davvero bene a papa Francesco, che almeno lo renda consapevole.

Insomma, il Papa va bene solo se predica odio. Riccardo Cascioli non se ne fa nulla di un Papa che non legittimi la sua crociata volta a danneggiare i gay e a rendere il mondo un posto pericoloso in cui migliaia di adolescenti rischiano di essere vittima di aggressioni e violenze per il solo fatto di esistere.
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