Un giudice del Mississippi dichiara incostituzionale l'obiezione di coscienza ai matrimoni gay



Un giudice federale ha sancito l'incostituzionalità di una recente legge approvata nel Mississippi che conferiva agli impiegati delle contee la possibilità di rifiutarsi di emettere licenze matrimoniali sulla base di presunte credenze religiose. I giudici hanno notato come quell'atto fosse un palese tentatiivo di aggirare la decisione sul matrimonio egualitario presa dalla Corte Suprema degli Stati Uniti.
La norma era stata approvata all'inizio dell'anno e sarebbe dovuta entrare in vigore il 1° luglio. In merito alla legge, il giudice ha sentenziato che «dopo aver esaminato la relativa sezione della HB 1523, gli argomenti delle parti, e la portata della sentenza della Corte Suprema nel caso Obergefell, la Corte dichiara che la ricusazione può modificare il regime delle licenze matrimoniali del Mississippi in un modo tale da creare conflitti con la sentenza del caso Obergefell».
Il governatore conservatore del Mississipi, Tate Reeves (nella foto), ha rilasciato una vergognosa dichiarazione in cui lamentava che «se il tribunale federale nega persino il diritto fondamentale di praticare la propria religione, allora a tutti i cittadini verrà negato il loro diritto al primo emendamento. Spero che gli avvocati dello Stato si rivolgano rapidamente al 5 ° Circuito per proteggere le credenze religiose ti tutti i cittadini».
Ovviamente il governatore pare non curarsi di come la sua presunta "libertà" risulti un ostacolo alla libertà altrui attraverso un'interruzione di un servizio pubblico e la negazione di un diritto costituzionale.
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