Usa. La Chiesa Cattolica investe 2,1 milioni di dollari per impedire la denuncia dei preti pedofili



La Conferenza Episcopale statunitense, guidata dal cardinale arcivescovo di New York Timothy Dolan, ha investito oltre 2,1 milioni di dollari tra il 2007 e il 2015 per tentare di bloccare l'approvazione della Child Victims Act ed altre misure legislative che avrebbero reso più semplice per le vittime dei preti pedofili poter fare causa alla Chiesa Cattolica.
Quella cifra esorbitante è stata versata nelle tasche di alcuni gruppi lobbistici, impegnati nel tentare di impedire la cancellazione della prescrizione per gli abusi sessuali su minori e impedire l'apertura di una finestra temporale che avrebbe permesso permesso azioni legali alle vittime che non possono più fare causa sulla base delle norme vigenti.

Le quattro aziende lobbiste contattate dalla Chiesa Cattolica sono la Wilson Elser Moskowitz Edelman & Dicker, la Patricia Lynch & Associates, la Mark Behan Communications e la Hank Sheinkopf (che presumibilmente ha stretti rapporti con il governatore Andrew Cuomo). La conferenza episcopale continua a sostenere che l'apertura di una finestra di un anno per le denunce rappresenterebbe la bancarotta per la chiesa di New York. Non più di un mese fa, Dolan dichiarò ai giornali che gli sarebbe piaciuto discutere la legge, ma che quella non era certo una priorità. nel gergo clericale, ciò significava che non aveva alcuna intenzione di permetterne l'approvazione.
Kathryn Robb, un sopravvissuto agli abusi sessuali perpetrati da un sacerdote, nota che se la Chiesa ha bisogno «di spendere tutti quei soldi in attività di lobbying, è chiaro che hanno segreti molto grandi da nascondere».
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