Cartelli razzisti a Pontoglio: multato il comune



Al sindaco di Pontoglio non piacciono gli immigrati e, attraverso l'uso di denaro pubblico, aveva fatto installare dei cartelli per invitare chiunque non fosse cristiano ad abbandonare il comune da lui amministrato.
All'ingresso del piccolo paesino bresciano, alcuni cartelli intimavano: «Pontoglio è un paese a cultura occidentale di profonda tradizione cristiana, chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene».
Per tale ragione, la Fondazione Guido Piccini e l'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione hanno denunciato quell'atto. Ed è solo a quel punto -a sette mesi di distanza dall'installazione- che la giunta di cento-destra ha cercato di nascondere le prove attraverso la rimozione dei cartelli: eppure il danno era già fatto e non è bastato nascondere la mano con cui si era lanciato il sasso per uscirne impuniti.
I godici hanno osservato come il riconoscersi nella tradizione cristiana non può «essere strumentalizzato da un ente pubblico per ostacolare o condizionare, foss'anche nella semplice forma della persuasione, il libero esercizio dei diritti costituzionali da parte di coloro che non si riconoscono nel substrato culturale». Ed è su questa semplice regola di civiltà che il Comune è stato condannato per «discriminazione collettiva».
Sulla questione si era espresso anche il ministero delle Infrastrutture, che aveva dichiarato i cartelli non conformi al codice della strada e ne aveva quindi chiesto la rimozione.

Immancabilmente è giunto il commento stizzito della Lega Nord, sempre pronta a parlare di «una sentenza vergognosa» dinnanzi a chiunque osi mettere in dubbio il loro fantomatico diritto all'oppressione di chiunque abbia una cultura o abbia caratteristiche fisiche diverse dalla loro. Nel tipico stile di chi è infastidito da un mondo popolato anche da altre persone,  è deputato della Lega Nord e segretario della Lega Lombardia Paolo Grimoldi a sostenere che «La vera discriminazione ormai è quella verso noi stessi, verso la nostra storia, la nostra tradizione, la nostra cultura: arrivare a multare un sindaco solo perché fa affiggere dei cartelli in cui ricorda chi siamo, ovvero che sia o occidentali e siamo cristiani, rappresenta veramente una resa incondizionata anche verso chi, anche con le armi, vuole distruggere il nostro mondo, la nostra società e la nostra identità».
Chissà se il deputato resterebbe della medesima opinione qualora si trovasse a uscire dal suo orticello e venisse in contatto con persone altrettanto violente che non vogliono tollerare il fatto che sui sia cristiano e non di una qualche altra fede religiosa.
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