Cascioli accusa l'Ordine degli psicologi di mentire sull'omogenitorialità, peccato che "la prova" sarebbe stata redatta da un avvocato di Simone Pillon



Riccardo Cascioli non vuole assolutamente che due gay o due lesbiche possano prendersi cura di un bambino. nella prassi della propaganda integralista, la sua tesi si basa sul sostenere che il suo pregiudizio sia a vantaggio dei bambini. Togliere qualcosa a qualcuno pare brutto, ma sostenere che si stiano «difendendo» i bambini fa certamente più leva fra chi non si pone domande nel domandarsi se sia vero o meno quello che gli viene detto.
Il passo successivo è creare confusione. Ad esempio non viene fatta distinzione fra stepchild adoption ed adozioni, alternando i due concetti quasi come fossero sinonimi. Peccato che in un caso si tratti di garantire tutele giuridiche ad un bambino che già vive in una famiglia, nel secondo caso si tratta di dare una famiglia ad un bambino che non ce l'ha.
Non sarebbe possibile strappare i bambini ai loro genitori sostenendo che si sia «difendono il diritto di un bambino ad avere un papà e una mamma» se non si fosse creata confusione, così come sarebbe stato inutile cercare di far credere che siano i gay ad accedere alla maternità surrogata (nonostante i dati indichino che sia una pratica perlopiù limitata alle coppie etero) quale scusa per opporsi alle adozioni, ossia a ben altra cosa.
E se la più ovvia conseguenza per chi si oppone realmente alla maternità surrogata sarebbe quella di garantire l'adozione (al pari di come avviene anche in natura, dove numerose coppie gay si prendono cura dei piccoli abbandonati dai loro genitori), ecco che serve un'altra scusa. In fondo la premessa non è certo il bene dei bambini, ma solo la volontà di negare una ai gay.
Dal loro cilindro, l'integralismo cattolico ha tirato fuori curiose teorie volte a sostenere che i bambini non abbiano bisogno di genitori che gli vogliono bene, ma solo di un uomo e una donna. Non importa che siano persone buone o che si occupino della prole, importa solo che siano eterosessuali. Il problema, però, è che la scienza non è dalla loro parte: innumerevoli ricerche dimostrano che i bambini che crescono in famiglie omogenitoriali non subiscono alcun danno al loro sviluppo. L'evidenza, dunque, è che il loro pregiudizio danneggi i bambini più che "difenderli". E allora si sono inventati una fantomatica "ricerca" volta a sostenere che chiunque osi dire che i bambini non subiscono danni dalle famiglie omogenitoriali sono in errore.

A rilanciarla è il solito Riccardo Cascioli, pronto a titolare "Scaricate qui gratis lo studio che sbugiarda tutte le bugie correnti sull'omosegnitorialità". Nel testo si annuncia:

Un’imponente studio è stato condotto per verificare la validità di oltre 200 articoli scientifici sulle adozioni omogenitoriali. Il risultato è stato sorprendente: non sono validi
Il 10 febbraio sul sito dell’Ordine degli psicologi del Lazio è stato pubblicato un e-book dal titolo “Rassegna della letteratura scientifica sulla stepchild adoption” nel quale sono stati esposti i risultati di oltre 200 studi sulle adozioni omogenitoriali giungendo alla conclusione che solo 5 erano di parere negativo e tutti e 5 risultavano non validi.

La premessa è dunque chiara: i cinque studi negativi sono oro colato e gli altri duecento studi sarebbero errati. Si sostiene anche che l'Ordine degli psicologi del Lazio sia una banda di deficienti incapaci di comprendere ciò che a Cascioli è così chiaro. La tesi de Il Timone è che:

Un imponente lavoro effettuato da Pezzuolo S., Baldan M., Camerini G.B., ha affrontato gli stessi studi con un’analisi maggiormente approfondita e, dati alla mano, la situazione è stata ribaltata.

Curioso è notare come quei "documenti" promossi dagli integralisti risultino scritti da un avvocato, una criminologa che si occupa di psicologia giuridica e un neuropsichiatra che ha scritto libri come "Dentista, paziente e psicopatologia".
Siamo romai in quell'ambito in cui non sono più gli studioso a fare ricerca., ma sono gli avvocati ad essere sguinzagliati ad imporre la loro personale opinione quasi fosse una verità rivelata. Riguardo agli autori della "ricerca" pare difficile non notare come la signora Pezzuolo sia anche impegnata a sostenere che il femminicidio non esista e che «maltrattamenti, percosse, abusi sessuali e violenze di vario genere» sarebbero menzogne delle donne per escludere «l'ex marito dalla vita dei figli». Il signor Battista Camerini risulta invece a capo di un'organizzazione di genitori separati mentre la signora Baldan risulta un avvocato che lavora nello studio legale di Simone Pillon (il noto leader integralista che ha preso parte al Family day). Insomma, tutto ci può dire fuorché si tratti di personaggi indipendenti che possano avere interesse ad un'analisi oggettiva dei dati.

Nello sfogliare la loro "relazione" appare facile notare come la maggiori parte degli studi venga respinto con quelle che appaiono mere scuse: «Il campione è piccolo», «manca il campione etero», «la percezione non è un dato oggettivo» e così via. Si escludono anche tutti gli studi in cui i «bambini cresciuti da genitori omosessuali» siano stati concepiti durante «una relazione eterosessuale».
Con una simile prassi pare facile poter negare ogni evidenza, ancor più quando spesso si ha l'impressione che le scuse siano sempre quelle e che siano state copia-incollate in caselle diverse.
Di contro viene dato credito a teorie che si commentano da sé, come sostenere che i «figli cresciuti da coppie omogenitoriali, mostrano una più alta incidenza di desiderio, comportamento e identità omoerotico e che le madri lesbiche sembrano avere un effetto “femminilizzante” sullo sviluppo dell’identità sessuale e del comportamento sessuale dei maschi mentre, sul comportamento delle femmine, sembrano avere, all’opposto, un ruolo “mascolinizzante”». Ed ancora, si sostiene che i «bambini cresciuti da coppie lesbiche e gay mostrano una maggiore incidenza di sviluppare relazioni omosessuali».
Insomma, siamo ancora dinnanzi a chi dice che si "diventa" gay, peraltro sostenendo che ciò avvenga se si viene esposti ad un gay. Peccato che la quasi totalità dei gay sia nato da famiglie eterosessuali e forse basterebbe anche solo questa evidenza a spiegarci l'assurdità di simili teorie.

L'impressione è di una lunga lista buttata lì solo per screditare la scienza e le reale ricerche avvalorate dagli esperti. La mole di dati è troppo lunga perché la si possa analizzare in maniera esaustiva e rapida, ma di certo andrà bene per quei lettori de Il Timone che si limiteranno ad accettare quelle note come una verità rivelata senza avere l'occasione di appurarne la veridicità. In fondo un dibattito scientifico avrebbe senso fra pari, non certo con frasi infamanti diffuse a mezzo stampa a persone che non hanno la possibilità di confutare le tesi propinate loro.
Ma forse nessuno dei lettori de Il Timone si prenderà la briga di farsi delle domande, accontentandosi di come la loro fonte di odio li avrà legittimati anche questa volta a poter dare libero sfogo ai loro più bassi pregiudizi. il tutto a danno dei bambini e delle loro famiglie, nonché a danno di chi potrebbe offrire una casa a chi ne ha bisogno e non potrà farlo nel nome dell'integralismo anti-gay.
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