Corrispondenza Romana: «Le unioni gay sono un'azione intrinsecamente malvagia. Celebrarle o delegare è come uccidere qualcuno»



Tommaso Scandroglio ne è convinto: lui è più ariano.. più bravo e meritevole di diritti di chiunque altro. Ed è dall'altro della sua posizione ariana che esige che agli altri sia impedito di vivere se lui ha deciso che non debbano poterlo fare.
Questa volta il redattore de La Nuova Bussola Quotidiana lancia la sua offensiva dalle pagine di Corrispondenza Romana, quasi a volerci ricordare come dietro questa campagna d'odio ci siano dietro sempre le solite persone: una lobby violenta che ha disponibilità economiche quasi infinite da poter destinare all'organizzazione di un genocidio utile alla loro agenda politica. L'odio verso i gay serve a portare consensi ai gruppi neonazisti, così come Dio serve ad ingannare i bigotti a a convincerli a compiere atti ignobili nella convinzione che quello sia un volere divino (è lo stesso stratagemma con cui l'integralismo islamico convince alcune persone ad uccidersi pur di uccidere).
Il tema dell'articolo è la fantomatica "obiezione di coscienza" che i gruppi "cattolici" avrebbero voluto fosse prevista per poter impedire il riconoscimento delle unioni civili anche dopo l'approvazione della legge. La loro idea è che la discriminazione e la violenza contro i gay e le lesbiche sia un loro diritto, inneggiando ad una dittatura in cui ogni singolo funzionario pubblico deve poter danneggiare i cittadini se gli stanno antipatici. Sei gay? Secondo Scandroglio un sindaco deve poterti togliere dignità, reversibilità e pensione. Insomma, le solite cose che i "cristiani" sostenevano anche a sostegno della segregazione razziale o della schiavitù (anche in quel caso sostenendo che fosse Dio a volerle).

Scrive:

Nella legge non compare la possibilità di obiettare e quindi l’ufficiale di stato civile non può, dal punto di vista giuridico, appellarsi a questo istituto. Essendo tema di carattere sensibile che ha molto diviso l’opinione pubblica, il legislatore avrebbe dovuto prevedere la possibilità di obiettare, così come ha fatto, per gli stessi motivi, per aborto, fecondazione extracorporea e sperimentazione animale. Va da sé che la mancata previsione dell’obiezione di coscienza ha valore ideologico e mira ad imporre un modello culturale senza possibilità che si alzino voci di dissenso.
In questo si registra chiaramente l’intento di chi ha votato a favore della legge sulle Unioni civili di presentare l’omosessualità come un bene giuridico, come un bene pubblico di carattere oggettivo. In tal senso sarebbe apparso contraddittorio inserire nel testo legislativo l’obiezione di coscienza. Anche perché l’obiezione non è prevista per le nozze civili. Obiettare sulle Unioni civili avrebbe allora evidenziato il disvalore morale, sociale e giuridico delle stesse. Ma se il matrimonio è un bene pubblico, così deve essere anche per il para-matrimonio gay. In ambito cattolico si sono registrare delle iniziative per tentare di aggirare il problema dell’impossibilità giuridica di obiettare. Ad esempio si è proposto che il sindaco deleghi un altro ufficiale di stato civile. Sebbene la proposta sia animata da nobili fini, non può essere accettata perché la delega configura collaborazione formale al male.

Insomma, dato che lui disprezza i gay, allora lui esige che i lori diritti possano essere calpestati impunemente. Interessante è anche osservare come si lanci nel parlare di temi "divisivi" quasi ignorasse l'evidenza dei fatti: la sua lobby è l'unica ad aver obiettato e per farlo è dovuta ricorrere a strumentalizzazioni criminali che potessero spaventare a morte quei quattro bigotti che li appoggiano perché convinti che sia vero che qualcuno vuole insegnare la masturbazione ai bambini di 4 anni o che qualcuno possa far diventare gay quel figlio che esigono sia eterosessuale (il sostenere che si "diventi" o si "scelga" sono la più criminale affermazione di questa gente). Inutile a dirsi, se si avesse qualche milione di euro da poter spendere per una campagna diffamatoria volta a convincere tutti che il signor Scandoglio è un pericolo per la società e può infettare chi gli si avvicina, sarebbe poi facile convincere qualcuno a spingerlo al suicidio o a inneggiare ad un'obiezione che permetta ai medici di non prestargli soccorso e di lasciarlo morire solo come un cane. Sarebbe possibile ma sarebbe ignobile, eppure è proprio ciò che lui fa quotidianamente contro un'intera comunità.

Tornando all'articolo, l'integralista torna a sostenere che il cristianesimo non è certo un qualcosa che va vissuto: il suo "cristianesimo" è un qualcosa che deve essere imposto attraverso leggi liberticide che limitino e danneggino la vita altrui sulla base dei suoi più perversi pregiudizi. Ed è così che si inizia a sostenere che il sindaco "cristiano" non può accontentasi di delegare ad altri gli atti verso persone che preferirebbe none esistessero (tranne quando gli pagano lo stipendio) ma deve impedire che qualcun altro possa garantire i loro diritti:

L’omosessualità rappresenta un disordine intrinseco, le Unioni civili tutelano, favoriscono l’omosessualità e addirittura la elevano a status giuridico. Chi, come l’ufficiale di stato civile, partecipa alla sua costituzione compie dunque un’azione malvagia. La delega non è altro che collaborare a questa costituzione. Chi delega perché disapprova le Unioni civili, pone in essere una collaborazione con volontà cosiddetta imperfetta. È come Tizio che obtorto collo compie un furto perché un malvivente tiene in ostaggio la sua famiglia e ha promesso di sterminarla se Tizio appunto non compirà quel furto. Il furto, anche se compiuto non in piena libertà e con pieno consenso, rimane azione malvagia.

In realtà sappiamo bene che è l'omofobia da essere un disturbo patologico grave, nonostante Scandoglio la manifesti come un vanto. E si sa anche che in Italia l'offesa gratuita a gay e lesbiche non viene perseguita, motivo per cui quotidianamente questa gente si permette di dire che i gay sono malati, sono peccaminosi o che sono il male assoluto.

Aggiunge Scandroglio:

Infatti lo stato di necessità non ha il potere di mutare un’azione intrinsecamente malvagia in una buona. Chi disapprova completamente un atto non può che astenersi dalla sua commissione e da ogni forma di collaborazione formale allo stesso. Deboli anche le obiezioni che riguardano il fatto che non sarà il sindaco, delegando, a compiere direttamente l’atto malvagio. Ma è la natura collaborativa di un atto che prevede appunto che un soggetto aiuti l’agente a compiere l’atto malvagio. E aiutare formalmente a fare il male è azione malvagia di suo. È come se Tizio chiedesse a Caio di uccidere Sempronio. Caio, rifiutandosi di compiere un simile gesto, non potrebbe nella prospettiva morale indicare a Tizio un sicario di sua conoscenza disposto invece a compiere questo delitto. Questa particolare “delega” sarebbe comunque illecita sotto la prospettiva etica.

Nella mente dell'integralismo radicale pare dunque che l'omicidio venga messo sullo stesso piano del riconoscimento i diritti costituzionali di chi ha l'unica "colpa" di amare qualcuno conto il volere delle lobby dell'odio. E tutto questo solo perché lui esige che i sindaci delinquono ai danni delle vittime della sua continua persecuzione. I gay devono pagarla con la vita e con la dignità.

Il proclamo d'odio prosegue poi con il sostenere che:

Il sindaco quindi, dal punto di vista morale, deve rifiutarsi di collaborare in qualsiasi modo nell’applicazione della legge sulle Unioni civili – chiamasi obiezione di coscienza morale – anche se, come abbiamo visto, questa inerzia non è permessa dalla legge e può essere sanzionata. Al sindaco, come agli altri soggetti delegati, non rimane altra via moralmente lecita che quella della astensione. Tale condotta si potrebbe concretare in due differenti modalità.La prima: il sindaco si dimette dalla carica. Se le dimissioni fossero massive in tutta Italia provocherebbero di certo ripercussioni di carattere politico e sociale e forse si arriverebbe addirittura ad un modifica della legge al fine di prevedere a favore degli ufficiali di stato civile la possibilità di obiettare. Seconda modalità: il sindaco non si dimette, ma si astiene dalla celebrazione delle Unioni civili. Tale scelta potrebbe portare in giudizio il sindaco per omissioni di atti d’ufficio. La vertenza allora sarebbe l’occasione propizia per proporre alla Corte costituzionale l’illegittimità della stessa norma sulle Unioni civili e comunque per riaprire il dibattito su tale tema.

Inutile a dirsi, il dover sopportare ogni singolo giorno della propria vita questi proclami d'odio è un atto intollerabile. Quest non è libertà di opinione, è istigazione all'odio e alla delinquenza. Perché dire che non c'è alcun dubbio che i gay siano il male, il sostenere che si amale dare pari dignità alle persone che lui odia equivale a dire che il nazismo sia stato giusto e che gli ebrei si ,meritavano di essere bruciato nei forni. E non si può tollerare tutto questo, anche se Scandroglio e la sua banda non si sfanno scrupoli a stuprare il nome di Dio per utilizzarlo quale giustificazione della loro ideologia di morte.
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