Francesca Romana Poleggi: «Le persone lgbt sono confuse, colpite da traumi o altre patologie»



Se non si trattassero un pericolo per la società ed una minaccia per i nostri ragazzi, ci sarebbe da provare compassione dinnanzi ad un integralismo cattolico che sta lì ad inventarsi stampatale teorie per poi passare le proprie giornate a cercare di demolire ciò che loro stessi hanno creato.
Fatto sta che, ancora una volta, è la solita Francesca Romana Poleggi sostenere che quei cattivoni dei gay abbiano ideato una fantomatica "ideologia gender" che sostengono sia stata creata per portare all'indifferenziabile sessuale. Ed è con toni da commedia greca che scrive:

I fondamenti dell’ideologia gender vengono distrutti a picconate dal buon senso e dalla ragione, ma anche dagli esperti nel campo psichiatrico. Purtroppo l’ideologia acceca e stacca completamente dalla realtà (o come dice la saggezza popolare “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire“), ma la verità alla fine prevarrà sulla menzogna.

Ovviamente ad essere spacciata per verità rivelata è il suo sostenere che l'identità di genere e l'orientamento sessuale non esistono dato che lei è una donna a cui piacciono gli uomini e chiunque non sia fatto a sua immagine e somiglianza è sicuramente sbagliato. Ma è la sua "argomentazione" lasciare sbigottiti. Scrive:

La dottoressa Brenda K. Todd , docente e ricercatrice presso la City University di Londra, ha pubblicato un articolo sulle preferenze di giocattoli fra i bambini. L’articolo è stato pubblicato su Infant and Child Development.
La maggior parte dei bambini e delle bambine preferiscono spontaneamente giocare con i giocattoli che vengono tradizionalmente considerati adatti al proprio genere. Insomma il dogma caro all’ideologia gender che le persone nascano “neutre” e poi vengano assegnati loro il genere maschile e femminile, non per natura, ma per cultura, si mostra ancora una volta campato per aria.

Al di là di come nessuno abbia mai sostenuto che si nasca neutri, è il suo parlare della «maggior parte dei bambini» a sottolineare che esiste una minoranza che manifesta interessi diversi. Ed è quello il tema, dato che bisogna capire se abbia ragione lei a sostenere che chi manifesta interessi diversi debba essere rieducato ed uniformato agli altri o se debba essere valorizzata per le sue specificità.
Immaginiamo altresì che la dottoressa Brenda K. Todd non abbia mai esposto quai bambini all'influenza della società prima del suo esperimento, altrimenti bisognerebbe ipotizzare che alcune influenze possano esserci state. Vien da sé che se una bambina cresce in una famiglia in cui sua madre viene schiavizzata e sottomessa dal padre, probabilmente anche lei sarà portata a ritenere che quello sia il ruolo delle femmine. Lo stesso accadrà se sin dalla nascita saranno i genitori a scegliere determinati giocattoli piuttosto che altri.
Ma è forse sulla base della totale assurdità delle motivazioni addotte che la Poleggi si lancia nel sostenere che non servano prove, a lei basta il suo pregiudizio:

Ma, come accennavo all’inizio, per un’ovvietà di questo tipo non dovrebbe essere necessario tirare in ballo gli studi scientifici…
La ricerca della Todd si è focalizzata su bambini tra i 9 e 32 mesi e ha confermato che le differenze tra maschi e femmine nelle preferenze –anche per quanto riguarda i giocattoli– appaiono fin dalle prime fasi dello sviluppo della persona.
Certamente anche la cultura e l’educazione plasmano le nostre personalità. Ma la natura mette un imprinting che difficilmente è superabile, salvo traumi o altre patologie che come conseguenza portano la “confusione di genere”, che nei casi più gravi diviene “disforia di genere”.

Insomma, sempre lì si arriva. Chiunque non sia fatta a sua immagine e somiglianza viene considerata una persona sbagliata che deve essere corretta. Il tutto, peraltro, parlando di "traumi" o "patologie" quali cause di un'identità di genere che nella realtà dei fatti è del tutto naturale. Immancabile è anche il suo sostenere che il bambino debba essere spinto all'eterosessualità attraverso l'imposizione di schemi culturali da lei definiti, negando la naturalità stessa di ogni differenza:

Purtroppo oggi c’è chi vuole infondere tale confusione, anche ai bambini piccoli. E’ in nome dell’ideologia gender, appunto, che pseudo-educatori non aiutano il bambino a confermarsi sulla strada che la natura gli ha assegnato, ma lo inducono a deviare o a fermarsi nello sviluppo. Spesso gli causano problemi e –nei casi più gravi– infelicità vera e duratura.

Centinaia di studi spiegano chiaramente quella"infelicità" citata dalla Poleggi è frutto di quelle discriminazioni e persecuzioni di cui lei stessa è responsabile, non certo di una condizione naturale. A voler fare un esempio, si pensi a come alcuni anni fa i soliti cristiani erano soliti uccidere chiunque avesse i capelli rossi, ovviamente sostenendo che fosse Dio a volerlo. Stando alla teoria della Poleggi, dovremmo sostenere che la loro infelicità dipendesse dalla pigmentazione dei loro capelli e non certo dalla persecuzione che li rendeva possibili vittime di violenza qualora un qualche prelato si fosse interessato ai loro capelli. Alla stessa stregua non è certo l'omosessualità o la transessualità il problema, ma lo stigma che qualcuno cerca di infliggere nel nome di ideologie innaturali e violente. Negare questo significa negare la realtà.

Tornando ancora a cavalcare il pregiudizio come il metro di giudizio che deve legittimare qualunque forma di discriminazione e di violenza sui minori, l'articolo si lancia nel sostenere che:

Sa anche, chi legge con la voglia di capire e chi ragiona con la propria testa, che chi paga sulla propria pelle questa follia sono i bambini di oggi, e gli adulti e la società di domani.
Chi ci guadagna profumatamente sono le case farmaceutiche (avete idea di quanto costino gli ormoni?), le cliniche addette alle operazioni di plastica ai genitali, e i politici di governo, marionette dei poteri forti, che avranno sudditi docili alla ricerca vana della felicità in un po’ di “sesso droga e rock’roll”, in crisi di identità, sempre più soli, sempre più votati al consumo, e svuotati del senso critico necessario per vagliare le malefatte di coloro che hanno il potere.

Così dice la Poleggi, anche se l'impressione è che a guadagnarci siano più che altro i partiti di estrema destra che le ruotano attorno, i quali paiono molti interessati alla possibilità di poter ottenere voti semplicemente promettendo odio (cosa che di certo è più semplice piuttosto che proporre una qualche soluzione ai reali problemi della gente).
E dato che la ProVita è solita promuovere la Russia di Putin, davvero fa finta di non sapere che in quelle terre l'omofobia è stata utilizzata proprio per nascondere le malefatte del potere. La costruzione di nuove chiese, la persecuzione delle minoranze e la creazione di finti problemi è ciò che permette di distrarre l'opinione pubblica, felice dinnanzi a nuove leggi liberticide mentre vivono in uno del Paesi con la più alta corruzione pubblica.
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