Fratelli d'Italia difende il direttore omofobo: «I froci sono quelli che vivono con estrema negatività e profondo disagio il loro orientamento sessuale»



Fratelli d’Italia è solita sostenere che il garantire i diritti dei gay non sia certo una priorità, ma evidentemente pare esserlo quella di difendere chiunque li insulti impunemente. Dinnanzi al gravissimo titolo discriminatorio utilizzato dal quotidiano Le Cronache del salernitano, è il deputato Edmondo Cirielli ad aver sentito il bisogno urgente di prendere le difese del direttore omofobo.

L'uomo afferma:

Tante le critiche sollevatesi in queste ore per il titolo “Froci e pervertiti violentano 17enne” con cui il quotidiano “Le Cronache del salernitano” ha aperto l’edizione odierna, per denunciare la gravità dei fatti avvenuti nella città di Cava de’Tirreni. Una denuncia dai toni forti certo, condivisibile o no, ma che ritengo non avesse, conoscendo il direttore, l’intento di discriminare chi è gay. L’obiettivo era quello di mettere in risalto che le persone resesi responsabili di tali nefandezze nei confronti di un minorenne, a differenza degli altri omosessuali, vivono con estrema negatività e profondo disagio il loro orientamento sessuale. È proprio per questo che non si è usato il termine gay, ma un altro offensivo per stigmatizzare negatività e, di converso, mettere in luce differenze.

Per proprietà transitiva, potremmo dunque riservagli qualche nomignolo senza essere accusati di una volontà discriminatoria qualora volessimo sottolineare la differenza fra la gente per bene e chi ha negato l'uso in tribunale delle intercettazioni tra Silvio Berlusconi e le prostitute che frequentava? O la sua assoluzione plenaria vale solo quando qualcuno attacca i gay o se a commettere tale atto è un suo amico?

E di certo pare difficile credere alla buonafede di un giornale che nessuno conosceva e che oggi è divenuto l'idolo di nazisti, razzisti e integralisti grazie all'uso di un titolo profondamente discriminatorio. Un titolo che il direttore difende attraverso nuove strumentalizzazioni, come il sostenere che chiunque si offenda per l'uso della parola «frocio» sia un «dell'amico dei violentatori», o il titolare che l'indignazione per certe offese significhi non interessarsi della vittima.
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