Gianfranco Amato accusa i gay di essere «una lobby», ma poi è lui a marciare con il suo Gran Maestro



Esatto. Quello che vedete nella foto è proprio Gianfranco Amato, quel tizio che organizza convegni in giro per l'Italia dove va a raccontare che i gay sarebbero una lobby.
In quell'occasione era impegnato ad aprire la strada al vescovo Fausto Tardelli, ossia al gran priore luogotenente del suo ordine. Siamo nel'agosto del 2014, quando a Prato si tenne un raduno dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Tra i cavalieri era presente anche Giorgio Silli, responsabile nazionale per l’immigrazione di Forza Italia.
Dall'ottobre del 2014, per la durata di quattro anni, Amato è stato investito del ruolo di delegato di Grosseto. La decisione è stata presa dalla presidenza dell’Ordine su proposta del luogotenente per l’Italia centrale appenninica, Giovanni Ricasoli Firidolfi, d’intesa con il gran priore il vescovo Fausto Tardelli. Contestualmente il vescovo Rodolfo è stato nominato priore della delegazione grossetana, composta da 43 adepti, tra dame (le femminucce) e cavalieri (i maschietti).
A capo dell'intero Ordine c'è l'arcivescovo Edwin Frederick O'Brien, incoronato il 29 agosto 2011 da papa Benedetto XVI quale pro-Gran Maestro dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. L'insediamento in Vaticano dell'uomo ha avuto luogo il 16 settembre di quell'anno, mentre è il 18 febbraio 2012 che Benedetto XVI lo ha nominato cardinale. Insomma, tutto lascia pensare ad un'organizzazione basata sull'integralismo che ha caratterizzato il pontificato di Ratzinger, ossia il responsabile di tutti i documenti che Amato usa nei suoi convegni per accusare i gay di essere «oggettivamente disordinati».

Nonostante il regolamento pubblicato sul sito del Vaticano specifichi chiaramente che «non si entra nell’Ordine per diventare membri di una prestigiosa istituzione grazie a cui poter vantare uno “status” o per ottenere benefici e vantaggi personali», quella carica viene ostentata sui curriculum che Amato ha consegnato ai Comuni in cui ha fatto richiesta di poter tenere i suoi convegni anti-gay. E data la sudditanza dell'Italia nei confronti del Vaticano, pare persa in partenza qualunque richiesta chieda di tener fede alla Costituzione dinnanzi a chi si presenta ai nostri politici a nome della Santa Sede.
Ovviamente basterebbe dare un'occhiata al suo curriculum per notare che a doverci preoccupare è anche la sua collaborazione con l'organizzazione britannica Comment on Reproductive Ethics o il suo status di allied attorney per l'organizzazione statunitense Alliance Defending Freedom, ma innegabile è come a livello visivo paia di gran impatto il vederlo marciare insieme al suo Gran Maestro mentre avvolto nel suo mantello da cavaliere (il grado più basso dell'ordine). Il tutto mentre organizza convegni in cui accusa i gay si essere dei dei massoni, anche se sinceramente l'impressione è che ci si trovi dinnanzi all'esatto contrario (ancor più osservata la struttura piramidale di quella organizzazione, delineata da investiture e schemi lobbisti).

A sfregio di tutte le vittime della propaganda di Amato, una decisione papale del 1967 gli conferisce un'assoluzione perpetua da qualunque peccato, ovviamente a portato che continui a versare dei soldi all'ordine. Il regolamento specifica chiaramente che tale versamento deve essere effettuato «con discrezione».
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