Gianfranco Amato al Centro Islamico di Milano per promuovere l'omofobia nel nome di Allah



Pare proprio che Gianfranco Amato sia disposto a tutto pur di alimentare odio e discriminazione contro le famiglie gay. Dopo aver organizzato centinaia di incontri di disinformazione nella parrocchie di tutta Italia, il leader integralista è ora andato a bussare anche alla porta del Centro Islamico di Milano e Lombardia per sostenere che Allah non tolleri la pari dignità per le famiglie a lui sgradite.
Considerata la militanza di Amato nella Lega Nord, fa sorridere come l'uomo collabori sia con chi promette di impedire la costruzione di moschee e chi quelle moschee le frequenta. Ciononostante, l'incontro si è tenuto il 22 maggio scorso, anche se le immagini sono state rese note solo in questi giorni. Interessante è anche osservare come l'integralista si sia tolto l'ingombrante crocefisso che è solito ostentare, quasi a vole palesare come si tratti solo di uno strumento scenico da sfoderare durante i suoi spettacoli.

A livello di contenuti, Amato ha rispolverato i soliti cavalli di battaglia della sua propaganda. Classico è il suo sostenere che «qualcuno» considera la famiglia un costrutto sociale o che il fantomatico «gender» sia un qualcosa per ai bambini venga detto di «scegliere» se essere maschi o femmine. Anzi, sostiene pure che l'Oms imponga tale «scelta» ai bambini di tre anni.
Anche qui pare inutile ricordare come nessuno abbia mai sostenuto nulla di simile. Chiedere pari dignità per tutte le famiglie non significa certo non credere nella famiglia, così come invocare la pari dignità non vuol certo dire che siamo tutti uguali.
Ma forse Amato sa che le cose stanno così, dato che fra le righe ha invocato quella sottomissione del mondo femminile tanto cara al maschilismo. Il leader integralista ha spiegato come la sua idea di famiglia si basi sul sostenere che «c'è uno che domanda e altri che obbediscono». Ed anche la sua idea del ruolo femminile pare chiaro nell'ascoltarlo mentre diceva che erano «le mamme» ad essere toccati dai temi che riguardano la cura dei bambini, forse presupponendo che agli uomini spetti solo di starsene seduti sul divano mentre le loro mogli sottomesse si occupano di cambiare i pannolini sporchi al pupo di casa.
Quel che emerge è anche l'impossibilità nel poter avere un dialogo con chi sostiene premesse false per sostenere conclusioni ancora più false, ignorando deliberatamente quali siano i reali temi in discussione.

Amato si è lanciato anche nel sostenere che «in Italia si sta tornando all'idea dei bolscevichi che la famiglia è una questione di moda, e lo stato è intervenuto in modo molto pesante con queste leggi sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Ha introdotto un matrimonio tra omosessuali».
Se in realtà è anche a causa della sua propaganda se quello non è un matrimonio ma un'unione di serie-b, andrebbe anche notato come non sia stato introdotto alcunché dato che lo stato ha semplicemente preso atto di una situazione preesistente che si faceva finta di non vedere.
Amato si lamenta così che ai gay è stata concessa la presenza di testimoni, di una cerimonia e persino di un certificato che lui vorrebbe negato loro.Dice che che «la cosa più grave che ha fatto questa legge è aver fatto diventare quello che era un rapporto privato tra due adulti omosessuali che vivono in un rapporto di omosessualità, una relazione sociale approvata e prevista dalla legge. Peggio, una relazione sociale che ha un valore costituzionale».
Ecco dunque che cadono gli altarini e che Amato palesa come il suo astio nasca dal suo odio versi i gay e non certo da fantomatiche «minacce alla famiglia». E il tutto viene ribadito quando Amato si lancia nel sostenere che «se voi pensate al valore pedagogico che ha la legge, noi alle future generazioni stiamo prospettando che la relazione tra uomo e donna e quella tra persone omosessuali sia identica, di pari dignità».

Si passa così alla sezione in cui Amato fa capire che a lui non interessi tanto il valore della religione, quanto i cavilli a cui è possibile aggrapparsi per alimentare l'omofobia attraverso l'uso della religione. Ed è così che il leader integralista ha iniziato a mostrare alcuni documenti in arabo volti a sostenere che sia Allah a volere che un uomo debba sposarsi con delle donne (al plurale) o come il Corano dica che Allah abbia creato la donna per darla come sposa all'uomo. Si cita anche la carta araba dei diritti dell'uomo per sostenere che la legge mussulmana non riconosca matrimoni che non contemplino un maschio e una donna.
Ed è proprio partendo dalla lettura del Corano che Amato si è lanciato nel fare pubblicità al suo partito, sostenendo che fosse necessario votare lui ed Adinolfi per assicurare leggi che impedissero il riconoscimento delle famiglie gay a fronte dei suoi distinguo. Al solito si sostiene che la legge debba servire a limitare e reprimere qualunque differenza in quel clima da stato totalitario in cui è necessario essere conformati al pensiero unico per poter avere il diritto di vivere.

C'è poi la perentesi in cui si loda una mamma cristiana che ha scritto ai giornali per dire che lei non crede assolutamente nella parità dei sessi perché «uomini e donne sono diversi perché così vuole la natura» ma «a scuola, luogo in cui i nostri figli dovrebbero stare al sicuro, stanno invece insegnando la confusione dei dessi».
Se sinceramente c'è da auspicare un intervento de servizi sociali per andare ad indagare sull'operato di una madre che si dice convinta che il suo essere femmina comporti lavare, stirare e rassettare mente il marito se ne va a divertitesi con gli amici,  per Amato quella è la linea giusta a cui ogni donna in virtù del suo essere donna, deve essere sottomessa. E per quanto si inventino fantomatiche "ideologia gender", è evidente come si sia dinnanzi a persone che vogliono la sottomissione nella convinzione che sia preferibile servire piuttosto che prendersi la responsabilità di vivere. Questa è l'ideologia che deve essere combattuta e non vuol certo dire creare confusione.
Naturalmente Amato ripete la solita menzogna volta a sostenere che in una qualche scuola i bambini vengano truccati da donna con parrucche, rossetti e altri oggetti. Una verità falsa che l'integralismo cattolico ripete ad oltranza nella speranza di poterla rendere verità, nonostante tutto abbia chiaramente dimostrato come quella ricostruzione si basasse sui preconcetti di chi aveva giudicato un'attività ancor prima di averla vista. Ma forse non è la verità ad interessare ad Amato, quando l'uso sconsiderato del Corano attraverso il suo sostenere che Maometto dica che l'uomo e la donna sono diversi.
Insomma, senza star lì ad elencare ogni singola ipocrisia enunciata, vien da sé come la formula comunicativa proposta appaia basata sull'accostamento di argomenti che non hanno correlazioni dirette. Si crea paura su basi ideologhe e la si incanala nella convenienza politica.

L'ultima parte è stata una carrellata in cui Amato non si è fatto problemi nell'insultare decine di bambini con disforia di genere, da lui criticati per aver interrotto lo sviluppo della loro pubertà attraverso le procedure mediche introdotte in Inghilterra. Lo scopo è quello di poter rendere meno evasive eventuali operazioni chirurgica una volta diventati maggiorenni ma, nonostante tale pratica garantisca migliori risultati, pare che Amato preferisca veder soffrire quelle perone nel nome del disprezzo che prova contro quelle giovani vite. E neppure nasconde come a dargli fastidio sia l'idea di un 16enne che possa avere una voce più femmine del dovuto o di una ragazza che non ha sviluppato il seno. E se a lui non va bene, allora quei bambini devono soffrire nel nome del uso pregiudizio.
Si critica anche la spagna, in cui i bambini possono prendere questa decisione anche senza il consenso dei genitori, in quell'ottica in cui il diritto alla salute del bambino non deve essere messa in discussione dall'ideologia di un bambini. Ma dato che l'idea di famiglia di Amato è quella dove uno comanda e gli altri obbediscano (lo aveva detto all'inizio del suo discorso), a lui pare assurdo che un minore possa avere dei diritti e non essere un oggetto di esclusiva proprietà dei genitori, in cui a quest'ultimo spetti il diritto di decidere che cosa debba essere, che cosa debba pensare e che cosa debba fare.
Il tutto per sostenere che «indurre i minori a ritenere che sia normale e salutare un'intera esistenza fondata sulla transessualità ottenuta attraverso l'assunzione di farmaci e il ricorso ad interventi chirurgici, costituitisi un vero e proprio abuso dei minori». Se ne deduce che sarebbe meglio condannarli a non essere sé stessi, tanto nel peggiore dei casi la maggioritarie di loro si limiterà a suicidarsi senza dare troppo fastidio ai chi ha causato la loro morte con il suo cieco pregiudizio.

Nella conclusione pare rievocarsi anche un invito alla jihad attraverso un Amato che invita i presenti ad essere pronti a «sacrificare la propria vita» nel nome di quello che lui sostiene sia il volere di Allah contro le unioni civili. Dice che solo chi è disposto a dare la vita «ha fede veramente» dato che tutti gli altri «prendono in giro Allah».
Ed ancora, ha affermato che «noi siamo di fronte ad una dittatura. La dittatura del pensiero unico di questa follia, che è molto peggio di ammazzare uno. Conciare un bambino così è molto più barbaro che ucciderlo (il riferimento è ad uno dei ragazzi che ha ottenuto una sospensione della pubertà a causa della sua disforia di genere, ndr). Di fonte a questa dittatura noi dobbiamo decidere che cosa fare. Ci sono solo tre atteggiamenti possibili. la connivenza, la complicità oppure la resistenza. E la resistenza vuol dire opporsi ad una dittatura. Costi quello che costi. Questa cosa qui è demoniaca. È satanica. Perché se tu togli l'identità di uomo o donna ad un bambino, tu lo uccidi spiritualmente. Tu gli uccidi l'anima che è peggio che uccidergli il corpo».


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