Gianfranco Amato insulta i lettori di Gayburg e li accusa di intenzioni omicide



Gianfranco Amato passa la sua intera esistenza a minacciare e perseguitare milioni di persone, chiedendo che lacune di loro siano private della loro identità e che altre siano privati dei loro diritti dato che quelle persone sono a lui sgradite. Lui sostiene che il suo dichiararsi eterosessuale lo renda più meritevole agli occhi di Dio, in quell'auto-investitura in cui Dio lo avrebbe legittimato ad usare il suo nome quale strumento di morte.
Perché la realtà è chiara: una persona che vuole togliere l'identità ad alcune persone, occupandosi anche di togliere ogni dignità ai suoi affetti, è una persona che sta uccidendo quella persona. E se alcune persone non possono vivere tranquillamente la propria vita è proprio perché Gianfranco Amato non vuole permetterglielo.
Lui, in tutta la sua arroganza e violenza, intende imporre la sua volontà. Lo ha fatto quando andò in Europa a difendere la legge fascista che imponeva simboli cattolici nei luoghi pubblici e lo sta facendo ora nel sostenere che alcune famiglie non debbano avere diritti perché lui le odia. Ovviamente Amato ama i giri di parole, motivo per cui si difende sostenendo che lui non odia le persone, ma odia quel peccato che sostiene sia rappresentato dall'omosessualità. Peccato che sarebbe come sostenere che la Chiesa non odiasse le persone con i capelli rossi, semplicemente odiava il peccato che era rappresentato dall'avere quella pigmentazione. Indipendentemente dalla formula usata, le persone venivano bruciate sul rogo nel nome di un mero pregiudizio.

Nel solito vittimismo che caratterizza la crociata violenta di Amato, il leader integralista ha violentemente attaccato alcuni commentatori di Gayburg sostenendo che qualcuno gli avrebbe rivolto «minacce di morte». Presumibilmente sapendo che una simile lettura di quei commenti fosse profondamente strumentale ed anti-storica, si è pure divertito ad immaginare il suo martirio e a precisare che lui finirà direttamente in paradiso per aver sfidato la natura creata da Dio attraverso i distinguo dettati dal suo personale pregiudizio (sempre e solo nell'ottica di chi basa la sua intera vita sul sostenere che il compito del "cristiano" sia quello di occuparsi della pagliuzza nell'occhio dei fratelli, incuranti della trave che si ha nel proprio occhio).
Spesso si ha l'impressione che Amato si consideri il nuovo dio di un movimento pericoloso e violento, basato su un'azione volta a negare la natura del creato per reprimere tutto ciò che Dio ha creato contro la sua volontà.

Ovviamente possiamo rassicurare Amato sul fatto che l'unica vera minaccia alla sua vita è rappresentato dal sigaro che fuma in faccia ai suoi seguaci. Anche perché nessun oppositore di Amato potrebbe davvero aspirare che quell'uomo possa cavarsela così facilmente, senza neppure finire dinnanzi ad un giudice e spiegare chi abbia finanziato quell'azione politica e con quali finalità.
Lui ama parlare dell'aldilà, ma è nell'aldiquà che tutti noi auspichiamo di veder fatta giustizia, dato che c'è la certezza che l'amore di Dio accoglierà e i gay e tirerà le orecchie a chi ha rinnegato il suo creato nella superbia di chi si crede migliore nel nome del suo disprezzo verso l'altro, ma i gay meritano di poter vivere la loro vita già oggi, senza aspettare che sia Dio a fare giustizia.
Comunque sia, di seguito trovare il video con l'assurdo vittimismo di Amato, vero e proprio motivo di vanto per chi potrà dire ai propri figli di essere stati dalla parte giusta contro chi ha cercato di fermare la civiltà per tramutarla in un totalitarismo caratterizzato da distinguo, rimpatri e muri. Ogni insulto gratuito di Amato è una medaglia, in quell'incessante battaglia per la vita e la verità contro l'oscurantismo di chi non tollera che la libertà altrui.

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