I gruppi d'odio su Facebook: «Giusta è a rischio pedofilia, Charamsa è una belva, i gay hanno pianificato un attacco mondiale al cristianesimo»



Su Facebook si sta assistendo alla contunda nascita di nuovi gruppi finalizzati alla propaganda d'odio. Difficile è non osservare come siano tutti vicini a Forza Nuova e al partito di Adinolfi, così come risultano tutti affiliati fra di loro al punto da poter lecitamente ipotizzare che siano gestiti dalle stesse persone. Quando la procura si degnerà di investigare su simili realtà, sarà interessante anche comprendere chi è che finanzi tutto questo.
Tra questo c'è anche un gruppo denominato "Subito una legge contro la propaganda gay a scuola" che non nasconde come la finalità della sua propaganda omofoba sia finalizzata a promuovere il comitato del "No" di Gandolfini in vista del referendum di ottobre.
Ma non solo. In linea con l'attività organizzata di tutto l'estremismo cattolico, lo scopo è anche quello di screditare il M5S in modo che i sedicenti "cattolici" siano spinti a votare l'estrema destra e i gruppi neofascisti. Il tutto sempre s solo nel nome del razzismo e dell'omofobia.
Ricorrendo al vittimismo di chi inneggia a politi che discrimino chiunque altro nel nome di una nuova razza ariana a cui tutto sia dovuto, alcuni post spiegano come la partecipazione del neo-sindaco grillino di Torino alla festa di chiusura del Ramadam sia da intendersi come una attacco ai cristiani: «Quando il Sindaco Appendino si renderà conto che a votarla sono state le famiglie cristiane di Torino?», scrivono prima di lamentarsi che «Non ci sono solo i gay e gli islamici».
In realtà l'impressione è che loro non vogliano islamici e siano offesi se qualcuno osa garantire pari rispetto a tutte le religioni al posto di imporre crocefissi come fanno i sindaci leghisti.

Ma il post che viene attualmente ripubblicato ciclicamente sulla loro pagina (all'incirca ogni sei ore) è quello in cui l'assessore alle famiglie di Torino viene accusato di pedofilia in quanto gay. Dietro un l'allarmante titolo "Torino e lo scandalo pedofilia sui cui Appendino tace", il gruppo integralista afferma:

Si chiama Marco Giusta, è l'ex Presidente di Arcigay Torino, e da poche settimane è il Sindaco "ombra" della città. È stato nominato assessore alla Famiglia dal neo sindaco pentastellato Chiara Appendino, ma dalle roboanti dichiarazioni sui mass media si evince che il suo raggio di azione sarà ben più ampio. A lui spetterà il compito di diffondere il gender nelle scuole e negli asili della città, a lui ridefinire il concetto di famiglia con l'introduzione di "genitore 1" e "genitore 2" nella documentazione ufficiale. Le parole "mamma" e "papà" sono di fatto fuori legge nella nuova amministrazione a 5 Stelle, e gli omosessuali saranno i veri beneficiari dei provvedimenti e dei finanziamenti pubblici. Con buona pace delle famiglie bisognose, quelle vere.
C'è un fatto, però, sul quale tacciono sia il Sindaco Appendino che il super assessore degli Lgbt. Si tratta dello scandalo pedofilia che ha colpito Arcigay Torino, con l'arresto e la condanna a 11 anni di carcere del professore dell'Itis Pininfarina di Moncalieri Andrea Fino. L'insegnante era infatti una figura di spicco nell'organigramma di Arcigay, addirittura organizzatore del gay pride. Per questa ragione ci piacerebbe sapere se il Sindaco Appendino e i vertici del Movimento 5 Stelle, Di Maio, Di Battista e Beppe Grillo, siano a conoscenza di eventuali rapporti di amicizia o collaborazione tra il professor Fino e il neo assessore Marco Giusta. Crediamo che i torinesi debbano sapere in che mani è stato affidato un assessorato così importante per la crescita della famiglia e dei bambini.

Detto da gente che ostenta di essere fortemente "cattolica" verrebbe da notare che sulla stessa linea si potrebbe chiedere conto a loro dei centinaia di casi di abusi sessuali avvenuti da parte del clero. Ma evidentemente questa evidenza non sarebbe risultata utile alla propaganda di chi cerca solo di accostare omosessualità e pedofilia con finalità politiche molto precise. Il tutto coronando il post anche con tag che ben mostrano quale sia la matrice di questa diffamazione nei confronti dell'assessore: ‪#‎FermiamoLaLobbyGAY‬ ‪#‎Cancelliamoli‬ ‪#‎StopCirinna‬ ‪#‎FamilyDay‬ ‪#‎Condividi‬ #StopCirinna.
Interessante è anche notare come ogni singola affermazione del posti si basi su assunti tutt'altro che verificati che vengono spacciati per verità rivelate sulla base degli slogan tanto cari al mondo integralista. Si deve creare paura e sostenere che i pedofili siano i gay e non certo quei preti che abusano sessualmente di bambini anche piccolissimi

E se Charamsa denuncia l'omofobia della Chiesa, ecco che le pagine d'odio ripropongono gli articoli ideologici della solita Nuova bussola Quotidiana premurandosi di inserire un po' di insulti. Il sacerdote diviene il «terribile Charamsa», così come si sostiene che fosse «alto prelato della lobby gay Vaticana». Il suo coming out è descritto come un uomo che ha «rivelato i suoi atroci rapporti omo, aggravati dall'essere un sacerdote», così come si arriva ad affermare che «ha annunciato di essere pronto ad acquistare un bambino con il ricorso all'utero in affitto». il tutto per giungere a dire che: «Il Catechismo dice che bisogna condannare il peccato e non il peccatore. Eppure la Bibbia è chiara, e quando delle persone sono belve vengono bollate come tali».
Sempre rispetto a Torino si afferma che sia «una città occupata dalla lobby gay», così come sostengono che «In Italia come in Inghilterra ci sono persone al di sopra della legge. Possono violarla, ma non possono essere puniti. Sono gli Lgbt. A loro tutto è concesso. Sono i padroni del mondo. Decidono tutto, dall'economia alla finanza, e i mass media sono nelle loro mani».

NNon mancano accuse gravissime anche verso quei cattolici che non hanno aderito completamente alla loro ideologia integralista. Ad esempio la Curia viene punita per non aver protetto don Pusceddu e il suo sostenere che «i gay meritano la morte». Ed è così che si ritrova a leggere che «la conferenza episcopale sarda, guidata da monsignor Miglio, è ritenuta molto vicina alla lobby lgbt». Ed ancora, il direttore della TV dei vescovi è accusato è accusato di essere «estremista laicista, ma sedicente cattolico» riguardo al quale si dice che sia «non certo un cattolico esemplare». Si sostiene anche che TV2000 sia responsabile del fantomatico «l'indottrinamento gender nelle scuole e negli asili, così come si insulta deliberatamente Galantino sostenendo che la sua nomina sia «un'altra delle discusse scelte di papa Francesco».
Ma se si insultano vescovi e papi, lodi vengono invece riservati a ProVita e ai Giuristi per la vita, sostenendo che «i sindaci che faranno obiezione di coscienza alla pornografica legge Cirinnà saranno assistiti e non lasciati soli». Interessante sarebbe comprendere in che modo una legge sarebbe da intendersi «pornografica». Il messaggio è chiaro: Toni Brandi e Gianfranco Amato vanno adorati come dei perché loro odiano i gay più di quanto non faccia il Vaticano.

Finalizzato a creare paura era invece il sostenere che «La lobby Lgbt aveva pianificato un attacco mondiale al cristianesimo dopo la strage di Orlando». Sempre citando i soliti giornali integralisti, leggiamo che:

Negli Stati Uniti, riporta la Bussola Quotidiana, i rappresentanti dell’American Civil Liberties Union (ACLU) avevano accusato i cristiani che si oppongono al matrimonio gay di aver creato un clima di odio nei confronti degli Lgbt: «La Destra Cristiana ha proposto 200 leggi anti-Lgbt negli ultimi sei mesi e poi ce la prendiamo con gli islamici? Assolutamente no». In Spagna i mass media vicini alla lobby mostravano un uomo che imbracciava un fucile a forma di croce e lo puntava su una maglia arcobaleno. In Italia il quotidiano Repubblica ha cercato fino alla fine di far passare la carneficina come un atto "omofobico", e ha intervistato la filosofa del gender, Michela Marzano, per spiegare ai lettori come le religioni odino le persone con tendenze omosessuali. Contemporaneamente gli attivisti Lgbt attaccavano Mario Adinolfi accusandolo di essere il mandante della strage, mentre Aurelio Mancuso di Equality Italia lo definiva "un maestro di odio" Casi simili si sono registrati anche in altre nazioni.
Era un piano coordinato da tempo, e aspettava solo una scintilla per innescarsi. Purtroppo per loro è arrivata la tragica scoperta: Omar Mateen, il killer di Orlando, era uno di loro. Una persona gay che frequentava il loro ambiente ed era conosciuto nella locale comunità Lgbt. Subito è partita l'operazione per insabbiare il tutto, e la notizia in tempi record è stata ridimensionata su tutti i media.
L'operazione è solo rimandata. La persecuzione contro il cristianesimo e in particolare i cattolici partirà la prossima volta.
Pensando a tutto questo mi sento sempre più vicino a papa Francesco. Il suo profilo basso è infatti un'estrema difesa proprio dei cattolici. Se non ci fosse lui probabilmente sarebbero già stati aperti i campi di prigionia, e le persecuzioni sarebbero una realtà anche in Occidente. Papa Francesco sta tenendo a bada una violenza che aspetta solo l'occasione giusta per esplodere.
Cosa possiamo fare? Nulla credo. Peraltro non dimentichiamoci che in tutto l'Occidente la lobby Lgbt è al potere, ed ha occupato le istituzioni proprio grazie al voto di noi cattolici. Basti pensare che il 48 per cento dell'elettorato del PD è costituito da "cattolici praticanti". Quindi non possiamo fare nulla se non offrire il petto al martirio.

Dinnanzi a questa follia (che peraltro sostiene falsamente che il killer fosse gay contro le evidenze presentate dall'FBI) arriva sempre e solo a cercare consensi politici fortemente partitici. L'odio serve a quello e ogni singolo indizio ci mostra come si sia dinnanzi ad un piano organizzato che è pronto a sacrificare la vita di migliaia di persone che sono perseguitate nel nome di Dio con l'unico obiettivo di prendere qualche voto.

E dinnanzi a ciò che non ha l'aria di essere una lecita opinione ma è espressione di una diffamazione continua orientata solo ad alimentare odio verso le persone lgbt, la solita domanda è perché mai lo stato non tuteli i suoi cittadini e tolleri atti che avrebbero tutta l'aria di poter avere conseguenze penali anche gravi.
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