Il pastore che ha elogiato l'assassino di Orlando vuole andare in Sudafrica a cercare nuovi adepti



Steven Anderson è uno fra i pastori evangelici più omofobi degli Stati Uniti. Dal pulpito della Faithful Word Baptist Church di Phoenix, è durante le festività natalizie del 2014 che il predicatore ha invitato i fedeli ad uccidere i gay, sostenendo che «se un uomo si trova con un altro uomo, giacendo come una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte. Il loro sangue ricadrà su di loro. Questo, amici miei, è la cura per l'AIDS. È stata proprio lì nella Bibbia per tutto il tempo». Ed ancora, dopo la drammatica strage di Orlando, Anderson ha lodato l'assassino ed ha detto ai suoi fedeli: «C'è una guerra in corso! Un gruppo di sporchi pervertiti sodomiti sono in guerra con noi!».
È in virtù di un tale "curriculum" che ha destato non poca preoccupazione il suo annuncio riguardo al viaggio che compirà a settembre in Sudafrica alla ricerca di adepti per la sua crociata anti-gay.
L'allarme è stato lanciato dal sito sudafricano "MambaOnline", il quale ha notato come la sua visita sia pianificata nella città di Johannesburg il 18 settembre 2016. Stando all'evento creato dal pastore su Facebook, un'altra ventina di seguaci proveniente dal Canada e dagli Stati Uniti lo accompagneranno nel suo viaggio. Il giornale online nota come «ci sono già alti livelli di omofobia in Sudafrica e sulla scia di Orlando non c'è bisogno di qualcuno che venga ad alimentare ancor più odio, con il rischio di ciò conduca alla violenza contro le persone lgbti. C'è una differenza tra le espressioni di odio e la libertà di parola: se qualcuno è noto per chiedere l'uccisione delle eprsone lgbt, non dovrebbe essere il benvenuto in un Paese che protegge costituzionalmente anche quelle persone».
Uno dei luoghi in cui Anderson avrebbe dovuto tenere un comizio ha annullato l'evento, notando che «questa decisione è stata presa quando è stato portato alla nostra attenzione il fatto che alcuni contenuti dei suoi sermoni contraddicono la Carta dei Diritti della costituzione sudafricana. Ciò si riferisce in particolare alla clausola 9.3 in cui si afferma che "Nessuno può ingiustamente discriminare direttamente o indirettamente, contro chiunque su uno o più motivi, tra cui l'orientamento sessuale". Come azienda sudafricana, sosteniamo i valori democratici della dignità umana, l'uguaglianza e la libertà enunciati in questa pietra angolare della democrazia del nostro paese. Ci riserviamo il diritto di ammissione a qualsiasi delle nostre proprietà e sarà esercizio di tale diritto in questo caso».
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