Il sindaco di Rovigo: «Non sposerò mai due gay, sarebbe come sposare un uomo e un cavallo»



Il sindaco leghista di Rovigo pare non avere dubbi: nella sua città la legge non ha valore e la gente deve essere discriminata nel nome del suo disprezzo. Questo, perlomeno, è quanto Massimo Bergamin sostiene a scopi elettorali nella speranza di poter compiacere l'odio di neonazisti ed integralisti. In un'intervista a Repubblica, poi ripresa anche sul suo profilo Facebook, l'uomo afferma:

La Famiglia può essere solo una: l’unione tra un Uomo ed una Donna.
E se un bel giorno si presentassero in tre? E se qualcuno viene qua con un cavallo e vuole sposare quello? Mai e poi mai, con la fascia da sindaco, celebrerò un matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Ci sono problemi più importanti da affrontare. Conseguentemente, per quanto mi riguarda, esistono solo Mamma e Papà. Genitore 1 e genitore 2 non è roba che mi riguarda.
Ed anche per questo che, questa mattina, insieme a sua eccellenza monsignor Pierantonio Pavanello, vescovo della diocesi di Adria e Rovigo, sarò a Mardimago di Rovigo, a festeggiare gli anniversari di matrimonio di tanti concittadini, in occasione della "Festa della Famiglia". Altroché gay pride!.

Insomma, lui sta con il monsignore contro i diritti costituzionali di alcune famiglie. E sarebbe bello vederlo pronto a mettere in pratica ciò che dichiara al solo scopo denigratorio verso quell'amore che lui paragona alla bestialità. Perché, se davvero impedisse un'unione nel nome della sua omofobia, la città verrebbe liberata dalla sua presenza attraverso un provvedimento penale contro chi ha violato la legge.
E checché ne dicano i vari gruppi di propaganda d'odio, in Italia non esiste alcuna generica clausola che permette di non rispettare la legge anche qualora non la si condivida. Le uniche eccezioni sono l'aborto e gli esperimenti sugli animali, ma solo perché in quel caso tale opzione è prevista dalla norma in vigore.
Sarà anche pur vero che ProVita e i Giuristi per la vita hanno promesso avvocati gratuiti a chi infrangerà la legge a discapito dei diritti dei gay, ma tale atto non è molto dissimile da chi dovesse offrire un avvocato gratuito ad un assassino incaricato di uccidere qualcuno: al di là di chi paga il conto, il reato resta tale.

Quindi non credete alle solite menzogne degli integralisti e sappiate che nessun Comune potrà rifiutarsi di celebrare un'unione civile. Se ciò dovesse accadere, basterà sporgere denuncia e il Prefetto sarà tenuto ad intervenire per portare a termine l'atto (mentre il sindaco verrà indagato per aver rifiutato un atto dovuto). Ed anche quei personaggi che sperano di farsi pubblicità nel dichiarare la loro sottomissione ai vescovi non potranno opporsi al rispetto della legge, quindi unitevi e sappiate che nessuno potrà impedire il riconoscimento giuridico del vostro amore. Neppure i leghisti.
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