Krzysztof Charamsa: «La Chiesa oggi si impossessa di Dio per servirsene, non per servirlo»



Krzysztof Charamsa non ha dubbi nell'affermare che lui è «in regola davanti a Dio, molto più di tanti altri che vivono di nascosto la propria sessualità».
Nel 2015 l'ex ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede ha deciso di rivelare la sua omosessualità alla vigilia del Sinodo sulla famiglia. tanto gli è bastato per essere cacciato dalla Chiesa, con una punizione assai più grave di quella che il vaticano è solita dare ai preti che abusano sensualmente di minori. Il motivo, forse, è come il monsignore rischiasse di mettere a rischio il castello di ipocrisia su cui si basa l'omofobia della chiesa.
Ma Charamsa non voleva più subire una Chiesa che reputava «peccatrice, ipocrita e inadeguata, mediocre, rugosa e violenta». Dice che «c'era bisogno di un gesto di pubblica denuncia. Un'evoluzione ci sarà, ma io non posso aspettare 300 anni prima che la Chiesa cambi. Io voglio vivere la mia vita ed essere felice adesso».
Attraverso un libro, il monsignore racconta spiega che la Chiesa deve cambiare: «Denuncio l'omofobia e apro il dibattito sull'astinenza sessuale, che definirei più che altro astinenza dall'amore. Il sacerdozio è conciliabile con l'amore che si esprime anche con il sesso. Il celibato è una disciplina solo della Chiesa latina, introdotta intorno al X secolo. Ma non è precetto di Dio». Ed ancora: «Dalla Chiesa ho ricevuto molto, prima di tutto la Fede, ma nel libro la identifico con un bagaglio di negazione, sofferenza e paranoia rivolto contro una parte dell'umanità. La Chiesa oggi si impossessa di Dio per servirsene, non per servirlo. Si parla ancora di valori non negoziabili che sono solo espressione di un regime. Non c'è dibattito, bisognerebbe parlare di minoranze sessuali, amore, sesso, orgasmi. E poi di scienza e medicina, di inizio e fine della vita. Tutte questioni in cui la Chiesa dovrebbe avere più rispetto per la coscienza di ognuno. Come con Copernico e con Darwin, c'è paura della scienza. Anche perché per discutere ci vuole umiltà, e la Chiesa non ne ha».
Riguardo a Papa Francesco, Charamsa dice che «lui fa paura a molti e subisce un terrorismo psicologico dal clero più ortodosso. Si era presentato come rivoluzionario, vicino alla realtà vera della gente, chiamava a casa la persone. Prego che continui a farlo, ma ora la sua azione si è affievolita. Forse si è sottomesso al sistema e ha rinunciato al suo carisma. È vero, un uomo solo non può cambiare la Chiesa, ma col Sinodo non ha fatto ciò che ha promesso: aperture minime, e il suo documento finale ha confermato lo status quo».
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