La Chiesa Cattolica e la sua crociata pornografica contro Dio



Uno dei tormentoni nel mondo lgbt è il concetto del It Gets Better, dell'andrà meglio. Ai ragazzi viene chiesto di sopportare violenze e vessazioni, promettendogli che prima o poi riusciranno a liberarsi dai sedicenti "cattolici" per potersi finalmente rapportare con persone sane ed intelligenti che li giudicheranno per ciò che sono, non per quello che fanno nel loro letto.
Di contro c'è l'incessante messaggio della Chiesa Cattolica, volta a sostenere l'esatto contrario. I loro continui procvlami integralisti paiono suggerire ai ragazzi che il suicidio sia l'unica via di salvezza, perché loro non gli permetteranno mai di poter vivere in santa pace la loro vita e non la smetteranno mai di chiedere che i loro affetti non siano riconosciute o che le loro vite non siano siano declassate ad un qualcosa che non vale la pena di essere vissuto.
Innumerevoli prelati si sono scagliati contro l'amore di due persone sostenendo che la priorità del cristianesimo sia quello di impedire e contrastare quel sentimento, magari sostituendolo con quell'odio cieco che viene manifestato da chi veglia in piedi per vomitare il suo disprezzo verso il prossimo. Ma nella Chiesa Cattolica del 2016, l'odio viene esaltato e l'amore viene combattuto
Siamo ormai dinnanzi ad movimento politico che è ormai diventato un qualcosa di pornografico: la croce pare non essere più il simbolo di un uomo che è morto per donare amore al mondo, ma la stilizzazione di un pene che penetra una vagina. Quello è ormai divenuto l'unico tema che pare interessargli, inneggiando alle due mogli di Adinolfi come un qualcosa che valga di più più dell'uomo che ha accompagnato per una vita intera un'altro uomo solo perché hanno aperto le gambe a comando e si sono fatte penetrare. Ma quella non è fede, è pornografia (e pure perversa).
Dinnanzi a tanto odio, si spiega facilmente il perché di quell'incessante esodo fra i cattolici praticanti, omai una netta minoranza della popolazione dinnanzi al disgusto del messaggio che alcuni sacerdoti attribuiscono (in malafede) ad un Dio che non ha mai sostenuto nulla di simile. Assistiamo alla celebrazione di amplessi sessuali che vengono celebrati sul letto di sangue versato dalle loro vittime, in quella perversione violenta di chi confonde Dio con il nazismo.
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