La disinformazione de Il Giornale: «I terapeuti possono convincere i bambini a non diventare gay»



Quella a cui stiamo assistendo è un'aggressione continua e violenta da parte persone pronte che non si fanno problemi a causare la morte di alcuni adolescenti pur di trarne un vantaggio politico.
È un dato ormai assodato che le fantomatiche "terapie riparative" dell'omosessualità non funzionano, non hanno alcuna valenza scientifica e nella maggior parte dei casi conducono le vittime ad atti autolesionistici se non al suicidio. Sarebbe come voler cambiare il colore degli occhi o un qualsiasi altro elemento naturale id una persona semplicemente attraverso l'indottrinamento e l'inculcamento di sensi di colpa al pari di quello che Stanley Kubrick aveva immaginato nel suo "Arancia Meccanica". È sulla base di queste evidenze che tali torture sono espressamente vietate dall'ordine degli psicologi.
Ma dato che i lettori de Il Giornale sono omofobi assetati di sangue, ecco che è quelle pagine che ci si può imbattere in un articolo dal titolo "La sinistra vuol punire chi convince i bambini a non diventare gay".

Le premesse sono già di per sé due asserzioni criminali: si sostiene che si possa intervenire sull'orientamento sessuale dei minori e si afferma che si "diventa" gay. Inutile a dirsi, basterebbe già questo a indicare l'articolo firmato da Francesca Angeli come un testo ideologico che minaccia la vita di migliaia di adolescenti sulla base del pregiudizio e dell'odio che questa "signora" prova nei loro confronti.
Il tutto per attaccare la proposta di legge presentata da Lo Giudice che mira a salvare i bambini da torture violente che alcuni genitori sono pronti ad imporre loro qualora i figli non abbiano l'orientamento che loro decidono. Il sogno di questi personaggi è una sorta di eugenetica in cui basta consegnare il minore ad una setta religiosa per vederselo restituire con le caratteristiche desiderate (e chissenefrega se un po' di loro moriranno, tanto si parla di figli froci che non hanno alcun valore per gli adepti del nuovo integralismo)

Dice l'articolo:

Si avventura in un terreno complesso con la pesantezza di un carro armato il disegno di legge depositato a Palazzo Madama da un gruppo di senatori del Pd, primo firmatario Sergio Lo Giudice con Monica Cirinnà insieme a Sinistra Italiana e Misto.
L'intento dichiarato da Lo Gudice è quello di evitare anche in Italia casi come quello dell'adolescente transgender dell'Ohio, Leelah Alcorn. Dopo aver rivelato di voler intraprendere un percorso per cambiare sesso ai suoi genitori il ragazzo era stato costretto dalla famiglia, che non accettava la sua scelta, a sottoporsi alla cosiddetta «terapia di conversione». In sostanza una «cura» per l'omosessualità. Ma non sentendosi accettato di fronte al rifiuto della sua famiglia all'età di 17 anni l'adolescente si è suicidato, diventando così un simbolo per tutte le comunità gay.

Dopo aver parlato di come queste pratiche e l'odio dei genitori possano condurre dei minori alla morte, si passa a spiegare perché la signora Angeli  reputa che non ci si debba preoccupare di chi muore. Facendo finta che l'etica professional impone ai terapeuti di non poter svolgere "terapie" che danneggino i pazienti:

Di buone intenzioni però è lastricata la via dell'inferno e nel ddl «Norme di contrasto alle terapie di conversione dell'orientamento sessuale dei minori» si entra in modo piuttosto brutale nei rapporto esclusivo tra terapeuta e paziente, oltretutto minore, e lo si fa per condannare una pratica, ovvero la terapia di conversione in realtà già bandita da tutto il mondo scientifico e dagli ordini professionali chiamati in questione. Il ddl si compone di tre soli articoli.
Nel primo si specifica che per «conversione dell'orientamento sessuale si intende ogni pratica finalizzata a modificare l'orientamento sessuale di un individuo», inclusi i tentativi di «eliminare o ridurre l'attrazione emotiva, affettiva o sessuale verso individui dello stesso sesso, di sesso diverso o di entrambi i sessi». Ma se il minore è attratto da un individuo adulto? Nel ddl non si specifica l'età. Se il proprio figlio dodicenne ha rapporti con un quarantenne che cosa dovrebbero fare i genitori? E se il terapeuta lo invita a frenare rischia la galera? Nella legge si specifica che non saranno sanzionati «gli interventi che favoriscano l'autoaccettazione, il sostegno, l'esplorazione e la comprensione di sé da parte dei pazienti senza cercare di cambiare il loro orientamento sessuale».

Non è dato di sapere se la signora Angeli abbia problemi di analfabetismo, ma basterebbe conoscerei il significato delle parole per sapere che si sta parlando di orientamento sessuale e non di attrazione per persone più grandi. Il suo sproloqui in tal senso pare voler attribuire significati diversi alle parole, e forse c'è da da temere che questo "errore" sia stato posizionato lì nella speranza che un pubblico indottrinato possa leggervi dietro una legittimazione di quella pedofilia che alcuni gruppi integralisti associano ai gay a scopo meramente diffamatorio.

L'articolo passa poi a dichiarare:

Ma chi stabilirà dove sta il limite tra l'intervento ritenuto lecito e quello fuorilegge? Non dovrebbe essere proprio il terapeuta o lo psichiatra a stabilirlo? Ma con la spada di Damocle di una legge punitiva che pende sulla sua testa non si finirà per impedire qualsiasi tipo di intervento nel timore di ricadere nelle casistiche che prevedono il carcere? Il rischio è di paralizzare l'intero settore delle terapie su bambini e adolescenti.

Inutile a dirsi, non sono certo gli psichiatri a fare le leggi. E questa gente lo sa bene, dato che gli esempi in tal senso sono tantissimi: ad esempio l'eutanasia è vietata dalle leggi e non dalla decisione del singolo teraupeta, così come le operazioni di cambio di sesso sono decide dai tribunali e non dal terapeuta. Insomma, il terapeuta deve muoversi entro leggi che difendono i minori dall'aggressione che qualche adulto è pronto a pagare.
L'idea de Il Giornale, dunque, è che un genitore che paga qualcuno per far del male al figlio debba poterlo fare anche a rischio di spingere quel giovane al suicidio.

Va anche ricordato come al comma 1 dell' articolo 1 vengono messe al bando le terapie per convertire l'orientamento sessuale, mentre al comma 2 viene specificato cosa non è vietato (ossia «autoacettazione, sostegno ed esplorazione»). In altre parole, se il ragazzo non sarà gay, sarà lui a scoprirlo e non sarà lo psichiatra a suggeriglielo. C'è da domandarsi perché questioni così semplici appaiano incomprensibili per questa gente.
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