La Nuova Bussola Quotidiana ha infranto l'ottavo comandamento



In quel mondo parallelo che la propaganda integralista sta creando a fini populistici e diffamatori verso chiunque osi opporsi al loro pensiero unico, è la menzogna a farla da padrone. Tutto viene strumentalizzato e falsificato al solo fine di attaccare un preciso gruppo sociale a loro sgradito, provvedendo ad armare un esercito di fanatici assetati d'odio. Lo stesso odio che ha armato le stragi di Parigi, Nizza e Orlando.

Ad aver infranto l'ottavo comandamento è ancora una volta La Nuova Bussola Quotidiana, uno dei giornali integralisti diretto da un Riccardo Casioli che risulta capace di pubblicare un articolo dal titolo "Minacce di morte a Brandi ed Adinolfi" in cui si afferma.

Il sito radical-omosessuale Gayburg pubblica un post dal titolo “Il bullismo cattolico che miete vittime” in cui la redazione si lamenta che contro le argomentazioni della pubblicistica cattolica i gay hanno le armi spuntate. In particolare i bersagli sono Toni Brandi, presidente di Pro-Vita onlus, il giornalista Mario Adinolfi, fondatore del partito Popolo della Famiglia, gli avvocati Simone Pillon, membro del Comitato Difendiamo i Nostri Figli, e Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita.

Pare dunque che gli integralisti abbiano una vera ossessione per le moltiplicazioni, anche se qui non si sta certo parlando di pani e pesci (anzi, in quel caso forse direbbero ai presenti che se vogliono del pane devono andare a cercarselo a casa loro, ndr). Qui la moltiplicazione riguarda quegli integralisti che ambiscono ad auto-attribuiscono false minacce di morte nella speranza di poter ottenere un minimo di visibilità.
Grave è come nessuno di loro si sia miniante preoccupato di come l'articolo spiegasse che la loro aggressione quotidiana rischia di creare una sensazione persecutoria nell'amomo di chi si ritrova quotidianamente ad essere indicato come "un malato" o un "conto natura". Allo stesso modo pare non interessargli nulla del rischio di poter risultare responsabili del suicidio di un qualche adolescente vittima dei loro continui attacchi, un po' come se il tema non fosse di loro interesse o se la morte altrui fosse un rischio calcolato che loro sono disposti a correre. Tanto si sa che il loro concetto di «difendere» i bambini non è altro che un riciclo degli slogan fascisti, ancor più considerato come la loro attività sia interamente incentrata nel mettere a rischio i minori qualora non dovessero essere eterosessuali.
E poi c'è pure un possibile guadagno economico, come sottolineato dal sito di ProVita che ha pubblicato solo i commenti di gente che suggerisce agli altri lettori di dare i loro soldi a Brandi per garantire che quei ragazzini si sentano sempre più perseguitati.

Ma Cascioli pare sapere che le sue accuse sono false, tant'è che poi inizia a parlare di un presunto "augurio di morte" e non più delle fantomatiche "minacce" millantate nel titolo:

Di questi tempi augurare la morte dell’avversario può essere pericoloso, perchè magari qualcuno prende sul serio le parole di Gayburg. Un sito che forse le spara grosse solo per cercare un minimo di visibilità.

Naturalmente è bene ricordare come anche il sostenere che l'articolo prevedesse auguri di morte è falso. Si diceva semplicemente che le loro vittime non possono fare affidamento alla speranza che sia la morte naturale dei loro avversari a liberarli da quella oppressione quotidiana. Quindi, casomai, l'articolo avrebbe dovuto far intendere che la loro morte sarebbe stata ininfluente (fermo restando che neppure si prendeva in considerazione l'ipotesi di un atto violento, motivo per cui è difficile rispondere ad accuse che parlano di frasi mai pronunciate).

Questa è la dittatura dell'integralismo, una incessante macchina del fango che mira ad impedire che si possa esprimere un'opinione diversa dalla loro. Tanto in Italia si può mentire e si può diffamare senza che nessuno muova un solo dito dinnanzi a chi minaccia la vita di migliaia di giovani.
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