La NuovaBQ: «Chi fa la comunione ha il diritto di insultare i gay»



All'interno di quell'aggressione quotidiana che un esiguo manipolo di violenti mette in atto nella più totale impunità da parte delle istituzioni, ecco che anche oggi La Nuova Bussola Quotidiana si è premurata di dire ai suoi seguaci che non si può essere "cristiani" se non si prova odio e disprezzo verso gay e lesbiche.
Siamo dinnanzi ad un lavoro capillare di chi sta preparando un esercito di violenti attraverso una falsa religione dell'odio, in cui si inneggi ad un qualche dio che sarebbe da loro considerato come la vittimizzazione di un neofascismo violento. Ogni santo giorno i loro lettori leggono che i gay sono una «minaccia», un «male», la incarnazione di «Satana», gente senza Dio. Insomma, diffamazione pura che è pare orientata elusivamente a creare odio cieco contro un'intera comunità a vantaggio politico di certi gruppi politici (non a caso, La Nuova Bussola Quotidiana si premura di dire che non c'è nulla di male nell'organizzare messe in onore di Mussolini).

Questa volta è tale Andrea Zambrano a firmare l'ennesimo incitamento all'odio che vien proposto con il titolo di "Si scrive gay pride, si legge odio alla fede". L'obiettivo appare immediatamente chiaro: dire agli attivisti anti-gay che i "cristiani" devono distruggere i gay per salvare la fede. Poco chiaro è di quale fede di si tratti, probabilmente si parla delle fede neonazista e non certo quella verso un qualche dio da loro descritto come un essere cattivo, rabbioso e desideroso di vedere sangue versato nel suo nome.
Con la solita violenza verbale che questo signori sono soliti riservare al prossimo, il sito di Riccardo Cascioli scrive:

Si scrive Gay Pride, si legge attacco alla fede. Ci sarebbe da riflettere, e magari domandarsi seriamente chi deve chiedere scusa a chi, nel passare in rassegna la carrellata di bestialità blasfeme e irrisioni al sentimento della fede, con le quali i gay pride si sono presentati nelle piazze di mezzo mondo. Dal Perù alla Spagna, dalla Colombia all’Italia, nelle ultime due settimane sono andati in scena più o meno dappertutto.
Con un unico comune denominatore: l’attacco alla Chiesa e alla fede cattolica: prostitute travestite da Madonne benedicenti, Madonne sacre che si baciano, cartelli osceni contro la Chiesa, persino un Sacro cuore arcobaleno. Il tutto in un aperto ed ostentato livore verso il sentimento religioso che da solo dovrebbe spiegare sufficientemente che se l’orgoglio di essere omosessuali si traduce nella bestemmia, c’è molto da riflettere da parte della comunità Lgbt su quelli che sono i capisaldi della convivenza.

L'indicazione è chiara: dinnanzi ad un'aggressione violenta non deve essere possibile manifestare disappunto. Il loro dirsi "cristiani" deve renderli intoccabili, anche quando il loro uso della religione non ha nulla di cristiano. Chi vien ucciso, torturato e perseguitato deve subire al pari di come gli ebrei non dovevano poter avere nulla da ridire mentre i nazisti li bruciavano nei campi di sterminio.
Non manca anche il solito tentativo di costruire una verità alternativa, nelle quale i carnefici sono persone che vengono attaccate da quelle vittime che dovrebbero morire in silenzio:

Ed eventualmente anche da parte dei giornali che fanno da grancassa ai carnevali arcobaleno dipingendoli come innocue e folcloristiche manifestazioni di appartenenza. E quando qualcuno si azzarda a presentare denunce per offesa al sentimento della religione, ecco che c’è sempre un giudice pronto a derubricare la cosa a legittima satira.
Le radici anticristiane e smaccatamente blasfeme del gay pride non sono più nascoste. Non c’è solo il caso dello spot del Pride di Cagliari finito nel mirino della Procura della Repubblica dopo l’esposto dei senatori di Idea Giovanardi e Quagliarello. In giro per il mondo la parola d’ordine che ha fatto da leit motiv del caravanserraglio di piumini e drag queen è sempre uno: l’attacco alla Chiesa.
Il catalogo è questo, anzi sarebbe meglio chiamarlo il cahiers des doléances, un quaderno delle lamentele perché non è giusto che poi alla fine si debba sempre stare zitti: alzare la voce a volte può servire almeno per non sembrare proni ad una dittatura ormai imperante che pretende di zittire.

Se qualcuno non credesse davvero a quello che questa gente scrive, ci sarebbe da ridere dinnanzi al vittimismo di chi sostiene di essersene stati zitti anche se sono anni che la loro unica preoccupazione è la propaganda dell'omofobia e della violenza. .
Curioso è anche come dicono chiaramente che non c'è reato, ma fanno procurato allarme come ci fosse stato per spaventare la gente e per spingerla contro interi gruppi sociali. Al prossimo adolescente massacrato di botte o al prossimo suicidio, ci sarà da domandarsi quanto questi discorsi abbiano contribuito a quelle morti senza che lo stato difendesse i suoi cittadini dalla violenza di gruppi organizzati.

L'articolo passa poi a condannare i gay attraverso una verità (tutta'altro che verificata) rappresentata da un esposto presentato da Giovanardi contro gli organizzatori del Sardenia Pride. ma nel processo ideologico per cui non serve appurare i fatti ma solo far credere che siano tali, ecco che loro scrivono:

Del caso del video del gay pride di Cagliari finito con un esposto è stato detto abbondantemente. Basta solo aggiungere che l’irrisione alla Chiesa era rappresentata dalla madre del piccolo bambino irretito dipinta come una stagionata e isterica bigotta. Ma in Italia c’è un gay pride permanente, almeno nel periodo estivo, che non ha bisogno di scendere in piazza perché occupa, con il patrocinio della Regione Lazio, uno spazio fisso. Si tratta del gayvillage di Roma, mega festival della cultura Lgbt nato da Vladimir Luxuria e Imma Battaglia: lustrini, feste alcoliche e conferenze fanno da sfondo ad un cartellone estivo con la presenza del jet set dello spettacolo italico.

Inevitabile è notare come questa gente voglia togliere la libertà di espressione e la libertà di vivere ad un'intera comunità, sostenendo che anche il solo esistere sia un attacco a quella falsa fede che appare così simile ad un nuovo nazismo. ma il delirio pare non placarsi:

Ma nel suo fondo le motivazioni che lo animano non sono quelle dell’orgoglio, bensì quelle del risentimento anticattolico. In un articolo nella sezione più “culturale” del sito del gay village un attivista dallo pseudonimo decisamente provocatorio, Ezio Cristo, elenca le motivazioni dell’orgoglio gay in un mix di generici risentimenti che segnano le tappe del movimento gay moderno iniziato nel 1969 a New York. C’è un aspetto religioso nell’aneddotica Lgbt, con un mix di riti e di martiri riconosciuti che vanno onorati.
Perché se da un lato si vuole abbattere la religione cattolica dall’altro se ne vuole edificare un’altra all’insegna dell’omosessualismo. Un vitello d’oro che però deve trovare la sua ragione di sfogo e di rabbia nella Chiesa. Infatti tra i “martiri” ricordati, oltre al celebre Mario Mieli (attivista teorizzatore della pedofilia morto suicida) compare anche il nome di Alfredo Ormando “che nel 1998 si diede fuoco in Piazza San Pietro a Roma per andare contro una Chiesa che discriminava fortemente l’omosessualità”. Contro la Chiesa. Tutto chiaro, lustrini e paillettes sono solo lo specchietto per le allodole con il quale i giornali confezionano di buoni sentimenti un’iniziativa che ha nell’odio alla fede la sua principale ragione d’essere.

Si arriva anche a sostenere che Don Pusceddu è un vero cristiano perché dal pulpito della sua chiesa andava in giro a dire che i gay meritano la morte. Nella religione del disprezzo e dell'odio predicata da Cascioli, l'invito al genocidio pare un qualcosa da lodare e da promuove. Ed è così che aggiungono:

La strategia di attacco però è anche nel tentativo di addomesticare ai propri interessi la Chiesa stiracchiandola di qua e di là. Su youtube (clicca qui) una coppia di omosessuali, Damiano e Sergio, che ha già ricevuto una benedizione presso una chiesa Battista, annuncia le proprie nozze per settembre, sperando di poterlo fare anche in chiesa con una cerimonia cattolica. “Il nostro amore l’ha voluto Dio, ed è costruito sulla solida roccia. Siamo cristiani, ci confessiamo e facciamo la comunione regolarmente nella nostra parrocchia”. Su quali basi? “Darci dei sodomoti o dei contronatura è offensivo e sbagliato e non ha più senso dato che si tratta di parole pronunciate 2000 anni fa”. San Paolo ringrazierà e chissà, forse anche il loro parroco.

L'evidenza di essere dinnanzi a mera propaganda viene sottolineato da gente che attacca violentemente un'intera comunità, premurandosi di incocare una sorte di immunità dettata da quella che loro sostengono debba essere una licenza di uccidere sdoganata attraverso l'invocazione della "libertà religiosa".

Peccato che nel loro delirio abbiano sostenuto che l'omosessualità non fosse un orientamento sessuale ma una religione.... anche se per quella "religione" pare non esista libertà se contraria alla loro volontà persecutoria. Dinnanzi a simili contraddizioni pare evidente che questa gente manco creda a ciò che scrive, sottolineando come tutto il progetto paia far parte di un piano di oppressione e persecuzione violenta di una fetta considerevole della popolazione.
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