La NuovaBQ torna a sostenere che i diritti siano una prerogativa delle sole maggioranze



I diritti sono tali, indipendentemente da quante persone ne siano coinvolte, sempre e comunque. Se ad esempio una una persona è stata ridotta il schiavitù, il fatto che la maggioranza della gente sia libera non significa certo che non ce ne si debba curare di quel caso. Quella singola persona ha diritto alla libertà esattamente come tutti gli altri.
Questo è ciò che suggerisce la ragione, ma nel mondo dell'integralismo cattolico pare che le cose non funzionano così. È la solita Bussola Quotidiana a sottolineare l'ideologica che governa questi movimenti nello nello crivere:

Nelle more del governo che non ha ancora e per fortuna emanato il decreto ponte, utile ai sindaci per celebrare le Unioni civili, ecco che Torino gioca d’anticipo e ha distribuito ai richiedenti un modulo “per fare domanda di unioni civile tra persone dello stesso sesso” e l’elenco dei documenti necessari per perfezionare la pratica.
Il comune ha avuto in anteprima e in modo informale dal governo i moduli per le unioni civili che in realtà potranno essere acquisiti ufficialmente solo quando verrà emanato il relativo decreto. E tutto questo per quante persone? Venti coppie.

Sinceramente ci sarebbe da chiedersi perché mai si dovrebbe ritenere «una fortuna» il fatto che una legge già approvata non possa essere applicata solo perché un ministro non ha rispettato i tempi per l'emendazione dei decreti attuativi. Allo stesso modo non si capisce perché mai quelle venti coppie dovrebbero vedersi negati i loro diritti costituzionali solo perché Cascioli le reputa troppo poche o perché Alfano non ha ancora emanato i suoi decreti.
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