La Poleggi torna a sostenere che i minorenni gay siano rotti e vadano riparati



Il messaggio che quotidianamente viene lanciato dall'associazione ProVita appare molto chiaro: in Italia i gay non potranno mai vivere sereni perché Brandi non glielo permetterà. Non importa di cosa si parli, la certezza è che starà sempre dalla parte di chi ode mefistofeliche trame contro la loro dignità, i loro diritti e la loro stessa vita.
Negli ultimi anni non è passato un solo giorno senza che quella gente si adoperasse per impedire che i gay potessero essere protetti dalle violenze, che i loro affetti venissero riconosciuti, che i loro figli potessero avere due genitori o che gli adolescenti gay venissero spinti al suicidio da genitori incapaci di accettarli per ciò che sono. Ed è questa la loro nuova crociata: indottrinare i genitori perché siano loro ad infliggere pesanti torture ai figli nel nome del pregiudizi di Brandi.

L'ennesimo affondo è firmato dalla gran sacerdotessa dell'associazione, Francesca Romana Poleggi, la quale si spinge a scrivere:

Già nel febbraio 2014, sulla rivista Notizie ProVita, ci ponevamo il problema: le minoranze, gli orientamenti sessuali di alcuni, si possono discriminare, sì o no? Un po’ di coerenza, signori, per favore.
Se i paladini del politically correct, della “democrazia” e della “libertà” (prego notare le virgolette) sono strenui difensori dei diritti dei gay, dei transessuali, magari anche dei pedofili, degli “amanti degli animali”, e dei necrofili, e di qualsiasi altro orientamento sessuale, perché si macchiano la coscienza (posto che ce l’abbiano) di atti discriminatori nei confronti degli ex gay?
Le persone che dopo un periodo di vita da omosessuale, per i più diversi motivi, ritengono liberamente di voler cambiare e ritornare ad aver rapporti sessuali con persone dell’altro sesso, sono oggetto di denigrazione e di emarginazione.

Si inizia dunque fornendo false informazioni riguardo ai termini. Se l'omosessualità è un orientamento sessuale, la transessualità è una identità di genere. Forse la Poleggi non lo sa, ma esistono anche i transessuali gay o le transessuali lesbiche (dato che si parla di due concetti separati che possono anche coesistere). Inutile a dirsi, la pedofilia non è un orientamento sessuale (anche se evidentemente è stata elencata con finalità ideologiche atte ad accostarla all'omosessualità) così come i fantomatici ex gay non sono assolutamente un orientamento sessuale. Interessante è il loro sottolineare come siano già due anni che cercano di promuovere violenze vietate dall'ordine degli psicologi a causa della loro scientificità e pericolosità.
E se sappiamo anche noi che i fantomatici "ex-gay" non esistono e sono un'invenzione dei gruppi integralisti, a stare alla lor definizione quelle sono persone che dicono di essere diventate "eterosessuali" sarebbero da ritenersi tali: eterosessuali. Quindi perché mai la Poleggi sostiene non siano tale e che il loro orientamento sessuale sarebbe quello di ex-gay? Suvvia, signora Poleggi, un minimo di coerenza! Già state guadagnando soldi attraverso l'invenzione di finte minacce di morte, almeno non mentite sul significato dei termini!

Per chi non l'avesse colto il riferimento, il sostenere che i gay debbano «ritornare» ad essere eterosessuali è quanto sostengono le screditate teorie di Nicolosi. Sempre lui. L'unico ad aver formulato quelle teorie che tutti i gruppi anti-gay sostengano debbano essere abbracciati come un dogma di fede.Non pare così un caso che la Poleggi si appelli al solito Luca Di Tolve, ossia l'unica persona in Italia che si dichiara "guarita" dall'omosessualità. E nonostante milioni di persone dicano una cosa e un unico personaggio dica l'opposto, la Poleggi è a quell'unico individuo che si appella nello scrivere:

Ne sa qualcosa Luca Di Tolve, del Gruppo Lot, che offre sostegno e comprensione a chi manifesti disagio e sofferenza nella condizione di omosessuale, autore del libro «Ero gay, a Medjugorje ho ritrovato me stesso»… Ricordate le polemiche sollevate, al Festival di Sanremo di qualche anno fa, dalla canzone Luca era gay? Evidentemente la coerenza non è di casa tra i difensori dei diritti delle minoranze, in Italia.

Forse la signora Poleggi pare non aver capito che a nessuno frega nulla di chi ci sia nel letto di Di Tolve. Potrebbe anche fare sesso con un Pokémon e continuerebbe a non fregare niente a nessuno. Quello che non è accettabile è come questa persona vada in giro a dire che i gay debbano essere reputati come dei malati a cui dare la "colpa" per la loro natura.
Nel citato libro sostiene che lui sia stato "guarito" dalla su omosessualità dopo che ha deciso di farla pagare a quei gay che riteneva responsabili della sua sieropositività. Il tutto grazie all'intervento di Alleanza Cattolica che ha convogliato quell'odio in un fanatismo religioso.

Ma è sempre negando la realtà dei fatto che la Poleggi prosegue nel dire:

Anche in America, però, quanto a coerenza, i paladini della “libertà” lasciano un poco a desiderare. Esiste, infatti, negli Stati Uniti, l’associazione dei genitori e degli amici di ex gay, Parents and Friends of Ex Gays & Gays (PFOX). Non ha finalità terapeutiche: sostiene le famiglie, sostiene la comunità ex gay, e chiede all’opinione pubblica il rispetto di quest’orientamento sessuale. Ogni anno migliaia di uomini, donne e ragazzi con tendenze ed esperienze omosessuali prendono la decisione personale e autonoma di tornare all’eterosessualità.
Tuttavia, molti rifiutano di rispettare tale loro decisione. Di conseguenza, li insultano, li discriminano e li emarginano, solo per la loro scelta sessuale! La PFOX dà voce agli ex gay in un ambiente ostile. Se l’identità di genere è così fluida e modificabile, secondo alcuni, perché questi stessi illustri psicanalisti e intellettuali non accettano che si possa decidere di lasciare l’omosessualità liberamente?

Inutile a dirsi, ancora una volta la Poleggi parla di identità di genere ed orientamento sessuale come se si trattasse du sinonimi. E se davvero è così convinta che l'orientamento sessuale possa essere cambiato come i calzini, perché mai non ce ne da prova "diventando" lesbica? Non sarà forse che sa anche lei che quello che sta sostenendo è una bugia finalizzata ad indottrinare all'odio i suoi seguaci?
Riguardo alla PFOX, la simpatia verso l'organizzazione integralista pare forse motivata da come condividano le stesse azioni violente: anche l'associazione statunitense va in giro a dire che l'omosessualità sia «una scelta» e promuove le fantomatiche "terapie terapeutiche" praticate da terzi (che peraltro ci riportano sempre alle cliniche del solito Nicolosi).
La Pelggi amerà anche riempirsi la bocca parlando di scelte compiute «liberamente», ma il fatto che si stia parlando di terapie imposte a minori (quindi legalmente impossibilitati a decidere peer sé) ci mostra che quell'affermazione sia necessariamente falsa. E falso pare il suo sostenere che «migliaia» di persona cambino il proprio orientamento sessuale quando la critica maggiore rivolta a quell'associazione è come fra i loro membri non ci siano ex-gay, ma solo eterosessuali legati all'integralismo religioso. La loro scusa è che loro non si occupano di ex-gay, ma di quei familiari che ambiscono diventarlo infliggendo torture disumane ad un qualche parente gay.
Tra le omissioni della Poleggi c'è anche l'essersi dimenticata di dire che nel 2010 la PFOX è stata accusata di aver partecipato ad un piano internazionale per l'eliminazione fisica dei gay, tra cui la promozione della legge Ugandese che nella sua prima formulazione prevedeva la pena di morte per i gay. Descrivere come brava gente dei tizi che vogliono uccidere i gay non è certo un bel biglietto da visita per ProVita, peraltro legata alla PFOX attraverso la comune vicinanza al Family Research Council.

Tornando all'articolo, la Poleggi conclude:

La promozione dell’intolleranza verso gli ex omosessuali è lesiva dei diritti di una minoranza. E non è giusto né morale consentire a chi ha il potere di usarlo contro chi ha gusti sessuali diversi. Starr e il consiglio scolastico hanno anche ammesso di aver cancellato il programma di distribuzione libera di volantini da parte delle associazioni no profit, per impedire alla PFOX di distribuire i propri. E’ come quando negli anni ’50, vennero chiuse le piscine pubbliche pur di impedirvi l’accesso agli afro americani. Evidentemente nella razionalità e nella coerenza delle scelte di chi milita per la libertà di genere c’è qualche cosa che non va. E intanto Lo Giudice propone la criminalizzazione delle terapie riparative...

Impossibile è non notare la contraddizione in termini: come si può sostenere che della gente sia discriminata perché non può far del male al prossimo promuovendo false teorie che rischiano di danneggiare la vita stessa di migliaia di ragazzi? E che siano false teorie lo ha dichiarato nel 2009 la American Psychological Association, chiamata ad esaminare gli "studi" distribuiti dal gruppo integralista per osservare la presenza di una lunga serie di manipolazioni che avevano alterato i risultati.

Siamo dinnanzi a chi difende un teleimbonitore, sostenendo che se nella televendita si mostrano false immagini che mostrano la possibilità di perdere 90 chili in due giorni, allora la tutela del consumatore sarebbe da intendersi come una discriminazione verso chi cercava di frodare la gente.
Qui non si sta giocando, qui si sta parlando di violenze psicologiche che hanno causato migliaia di morti. La Davvero la Poleggi sostiene che il suo odia versi i gay possa giustificare una strenua difesa di chi rischia di ucciderli? Perché mai si sostiene che sia corretto vietare la vendita di farmaci che non siano stati approvati dagli organi preposti per poi rivendicare l'uso di teorie screditate dalla scienza solo perché a farne le spese sono persone a loro non gradite?
2 commenti