La sindrome della colpa



Uno dei motivi per cui ho dato un calcio alla mia vita lavorativa precedente era proprio la "sindrome della colpa". Come dipendente quando accade un problema, inizia la caccia alle streghe. La frase classica "io la mail l'ho inviata, non è colpa mia". Quindi prima si trova il colpevole e poi si agisce per risolvere il problema. Diametralmente opposto quando lavori in proprio. Non cerchi subito il colpevole, ma cerchi di risolvere il problema, perchè altrimenti non guadagni e poi quando la macchina ha ripreso il suo corso, individui il problema.
Questo è il pensiero dopo 48 ore dall'incidente ferroviario accaduto nella provincia di Bari. Non si pensa a trovare soluzioni al problema ad esempio recensire le linee ferroviarie sparse e ferme al 1950, calendarizzarne l'ammodernamento. Non si pensa che nel 2016 Matera, non ha una linea ferroviaria mentre in compenso è nominata capitale della cultura. Non si pensa che i treni regionali sono quelli che quotidianamente sono sempre iperaffolati e andrebbero aumentati.
Non si pensa al dolore immenso per la perdita di un padre, madre, fratello, sorella, nonna, amico... No! Si pensa a chi è il colpevole. Il capro espiatorio. Un tripudio di sciacalli politici di ogni schieramento che utilizzano la morte per propaganda politica del proprio schieramento. Non si fa tempo a chiudere la bara di un ragazzo di colore troppo aggressivo celebrata con le più alte cariche dello Stato e la cella di un razzista, che siamo pronti a mettere sul patibolo il Ministro dei trasporti. Lui che per via delle rocce presenti al sud Italia, trovava non corretto l'utilizzo di denaro pubblico. Certo lui anzi “loro” la classe politica arrivano in aereo, con autisti non in treno.
Il tutto condito dall'ovvietà di luoghi comuni che sfociano nei post di profili di Facebook sul "terrone". D'altronde se 70 anni fa c'erano i cartelli "non si affitta ai meridionali", 50 anni fa non venivi invitato alle feste di compleanno perchè eri figlia di meridionali e 30 anni fa per fortuna tu eri la seconda generazione e avevi preso da tuo padre "nordico", non ci stupiamo se oggi arriviamo ai post pubblicati sui social netwoork.
Non stupiamoci se i fondi dalla Comunità Europea sono fermi dal 2007 nelle tasche di qualche partito e non stupiamoci se il 98% delle risorse destinate ai trasporti è speso per il nord Italia, così da far funzionare meglio "al nord". Così da alimentare quell'ignoranza da cui nasce il razzismo. Perchè di fatto il razzismo nasce dall'ignoranza, dall'ignorare qualcosa e dalla paura, ma si alimenta quotidianamente da scelte politiche e economiche sbagliate.

Cristiano Fabris
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