L'esponente della Manif pour Tous che invita ad uccidere gli adolescenti gay



Filippo Fiani è il portavoce di Arezzo della Manif pour Tous Italia e redattore de "La Croce" di Mario Adinolfi. È uno di quei personaggi che passa le proprie giornate ad aizzare l'odio contro gay e lesbiche, intonando i social network di frasi ingiuriose contro quelli che definisce «diversamente sessuali».
Ma la sua ostentata omofobia (rigorosamente celata dietro a fantomatiche motivazioni religiose) pare andare anche al di là della semplice invettiva: I nostri lettori ci hanno segnalato un commento che Fiani ha lasciato il 31 marzo 2015 in calce ad un articolo pubblicato su un blog chiamato "Spaccavetri". In quell'occasione l'integralista scrisse:

Un altro grosso, grossissimo problema è che Luca (che evidentemente era gay e ci è pure rimasto) non ha neppure un fratello o una sorella, né maggiore né minore che gli abbia frantumato la testa a randellate quando avesse iniziato a manifestare le prime devianze.
Queste cacate preconfezionate fotografano perfettamente il vuoto familiare in cui crescono i nostri figli. No, pardon, i figli degli altri,

L'invito ad uccidere i propri fratelli qualora non fossero eterosessuali è il commento riservato ad un articolo omofobo rigorosamente catalogato con i tag "froci" e "cattolici", in quell'ottica consueta in cui il cristianesimo è sfruttato per giustificare un nuovo nazismo. Il tema trattato era lo spot Findus in cui un ragazzo presentava alla madre il suo compagno.
A farci comprendere il tenore dell'articolo è sufficiente notare come il protagonista dello spot venga etichettato come «il figlio frocio e pastafrolloso di questa ipotetica sfamiglia», suo padre viene scritto fra virgolette quasi come se il termine fosse riservato solo a chi ha figli etero, il compagno è definito un «onusto reggisperma» e un «cicisbeo frocio del figlio frocio». Ovviamente tra i vari insulti gratuiti non manca il sostenere che il protagonista dello spot faccia un «uso improprio del suo culo» o il dire che «sta sfamiglia del cazzo è credibile quanto Lutero, creata in provetta per compiacere una lobby». Il tutto per concludere sostenendo che «se mi frocizzano il testimonial dei sofficini giuro che mi metto in armi a comincio a rovesciare governi a caso».
Insomma, siamo dinnanzi ad un articolo talmente ignorante da sentirsi autorizzati a mettere seriamente in dubbio la sanità mentale di chi ha scritto un simile abominio. Ma Fiani non ha solamente letto quell'oscenità, ma l'ha utilizzata per chiedere a gran voce che le famiglie si tramutino in campi di sterminio a cui deve essere affidato il compito di sterminare gli adolescenti gay.

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Nota: inizialmente l'articolo era stato pubblicato con un'immagine errata, ora sostituita con quella corretta. Chiediamo scusa per l'errore. Intanto dalla sua pagina Facebook il signor Fiani ironizza quasi come se invitare qualcuno ad uccidere i gay fosse una cosa da nulla (peccato che gli adolescenti morti dopo che qualcuno gli ha davvero frantumato il cranio a causa del loro orientamento sessuale non ridono di certo).
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