Nuovo giorno, nuova offesa da parte di ProVita



È un nuovo giorno e quindi arriva puntale il nuovo articolo diffamatorio di ProVita, ossia quell'associazione che passa le sue giornate ad alimentare odio e violenza contro la comunità lgbt.
Il pretesto per l'ennesimo attacco è la vergognosa pagliacciata dei Giovanardi e Quagliariello, i quali hanno presentato un esposto conto lo spot del Sardegna Pride. ma dato che il gruppo d'odio guidato da Toni Brandi ama fare le cose in grande, ecco che l'articolo viene introdotto con un'immagine offensiva verso i gay ed un'introduzione volta a spacciare come verità rilevate le solite falsità. Dicono:

Rilanciamo il comunicato stampa dei senatori  che hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica denunciando uno spot pubblicitario del Gay Pride di Cagliari.
Gli attivisti LGBTQIA(…) hanno ormai (loro, solo loro, però) “diritto” di fare propaganda violenta, blasfema, offensiva… ma possono anche coinvolgere i bambini?

Al solito si sostiene che i gay sono blasfemi, sono offensivi, sono gente schifosa che non deve avere il diritto di vivere perché sgraditi a Brandi. Si fa il solito vittimismo volto a far credere che i gay abbiano più diritti degli etero (anche se solo fatto che ProVita non sia ancora stato chiuso è la testimonianza che il Governo sia fin troppo permissivo verso gente che minaccia la sicurezza e la serenità di migliori di persone nel nome di un pregiudizio di pochi violenti).
Il tutto, ovviamente, senza che si noti come Brandi abbia coinvolto un minore nel suo spot di promozione dell'odio, attraverso immagini in cui un bambino veniva obbligato a far finta di piangere perché la maestra gli aveva fatto "educazione gender" a scuola (!!!). Fare satira a sostegno dei diritti sarebbe più grave che obbligare un minore a promuovere l'odio versoi i suoi coetanei?
Poi, senza alcun contraddittorio e senza permettere di visualizzare il video per potersi fare un'idea su quello che veniva detto, l'associazione si limita a pubblicare il folle comunicato stampa in cui i due senatori anti-gay si spingono ad accusare lo spot di "adescamento dei minori" e "pedofilia".

Comunque sia, l'unica evidenza è che in Italia un gay non può vivere senza che Brandi lo insulti, lo diffami o lo offenda a mezzo stampa ogni singolo giorno dell'anno, senza che le Istituzioni facciano nulla contro questo bullismo omofobico che appare una vera e propria persecuzione.

Clicca qui per guardare l'offensiva impaginazione scelta da ProVita.
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