Nuovo smacco delle istituzioni: otto comuni bresciani patrocinano la festa anti-gay di Gianfranco Amato



La Repubblica di Salò fu l'ultima incarnazione del regime fascista e un disperato tentativo di ritorno alle origini del fascismo. Fallì, ma pare che qualcuno non abbia imparato nulla dalla storia. Oggi è l'amministrazione comunale di quella città a risultare capofila degli otto comuni che patrocineranno il nuovo evento anti-gay di Gianfranco Amato.
Gli slogan proposti sono i classici motti dell'integralismo cattolico, dal "giù le mani dai nostri figli" a "famiglia e libertà educativa". Peccato, però, che tali termini siano da intendere nella loro riformulazione integralista, ossia un quell'ottica di promozione dei distinguo fascisti per cui il far sesso con una persona del genere opposto è da ritenersi motivo di "arianità" e di maggiori diritti. È infatti risaputo come i nemici dichiarati di Amato siano l'incisività, la pari dignità, le pari opportunità, la sana educazione dei figli e il contrasto alla violenza di genere. Lui chiede invece che ogni genitore possa disporre a proprio piacimento della vita dei figli, insegnandogli l'odio, negandogli informazioni vitali sulla sessualità o sottoponendoli a torture qualora osassero non dimostrarsi conformi all'italica virilità già teorizzata da Mussolini.
Ma se ormai ci siamo abituati all'odio spiazzato dal leader integralista, insopportabile è assistere ad otto enti pubblici che si schierano contro i diritti costituzionali dei loro cittadini gay, attratti dal profitto che potrebbero trarre nel promuovere le discriminazioni.
Ed è così che il 31 luglio, a Polpenazze del Garda, quella che Amato definisce come «la prima festa della famiglia» vedrà un suo convegno ideologico preceduto dall'intervento del sindaco del paesello bresciano (un centro di poco più circa duemila anime disseminate in 9 km²). Il tutto con il patrocinio dei comuni di Salò, Gavardo, Puegnago del Garda, Polpenazze sul Garda, Prevalle, Paitone, Soiano del Lago e Calvagese della Riviera.
La matrice confessionale viene invece sottolineata da come l'evento si terrà nella chiesa di San Pietro in Lucone in caso di pioggia, così come i bambini verranno adescati a partecipare all'evento ideologico attraverso le promessa di una caccia al tesoro (a Torino furono invece dei giochi gonfiabili ad essere proposti quale attrattiva per poter mettere le loro mani sui bambini).

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