ProVita avvia la sua macchina del fango contro Chiara Appendino



Se un gay starnutisce, l'associazione ProVita dirà che è infettivo. Se un gay cammina, ProVita dirà che ostata. Se chiede diritti,  verrà accusato di limitare la libertà di chi vuole trattarlo peggio di un animale. È un'aggressione continua, incessante, interminabile e violenta che lo stato tollera in maniera complice. Migliaia di persone non possono vivere senza che Brandi cerchi di alimentare odio e discriminazione contro di loro e pare poco tollerabile che l'odio di un singolo uomo possa compromettere la vita di migliaia di persone senza che lo stato si senta nel dovere di tutelare i suoi cittadini. E quando un gruppo si permette di andare in giro a dire che «i gay sono dannosi per la società», l'impressione che si sia dinnanzi ad un qualcosa che possa essere ritenuto penalmente rilevante...

L'offesa di oggi passa attraverso l'avvio della solita macchina del fango contro chiunque osi rispettare i gay senza ledere la loro dignità, nel caso specifico il nuovo sindaco di Torino. L'articolo di Federico Catani parte con il presupporre che l'unica finalità della famiglia sia la procreazione. Più si scopa e più si fanno figli, più si è famiglia. Dice:

In qualsiasi vocabolario della lingua italiana (e lo stesso vale per ogni altro idioma), con il termine famiglia si indica quella comunità umana «formata da persone legate fra loro da un rapporto di convivenza, di parentela, di affinità, che costituisce l’elemento fondamentale di ogni società, essendo essa finalizzata, nei suoi processi e nelle sue relazioni, alla perpetuazione della specie mediante la riproduzione» (Treccani).
Notino bene i nostri Lettori la parte evidenziata. Lo scopo della famiglia (almeno potenzialmente) è la “perpetuazione della specie mediante riproduzione”. Se ne deduce quindi –e non c’è bisogno di studiare molto per arrivarci– che la famiglia sarà composta dall’unione tra un uomo e una donna. Come si sa, infatti, due maschi o due femmine, da soli, non possono procreare. Chi sostiene il contrario o è pazzo oppure non ha studiato bene biologia a scuola…

In realtà appare già curioso come si citi solo una parte della definizione proposta dalla Treccani quasi a voler attribuirle il significato ideologico che maggiormente possa tornare utile alla propria teoria. E se davvero dovessimo prendere per buona la loro idea di famiglia, forse bisognerebbe informarli che gran parte della famiglia italiane dovrebbero essere sciolte in assenza di prole.
Inutile a dirsi, non serve studiare molta biologia per sapere che eterosessuale non è un sinonimo di fecondo, motivo per cui non si spiega il matrimonio fra sterili o fra donne che sono già entrate in menopausa. Il tutto a conferma di come si stia solo cercando una scusa per creare distinguo sulla base di regole che si smentiscono da sé.

Si passa così ai soliti insulti:

Non solo. Il plurale della parola “famiglia” è “famiglie”, e non indica certo tante varietà di relazioni diverse tra loro, ma solo ed esclusivamente l’insieme di più nuclei familiari che compongono la società.
Tuttavia, nel mondo orwelliano in cui viviamo, il Grande Fratello LGBT ci impone la neo-lingua. Cambiando le parole, si plagiano e trasformano le menti, fin dalla più tenera età, piegandole all’ideologia del totalitarismo arcobaleno. Pertanto, ci accorgiamo che pian piano il concetto di famiglia viene completamente stravolto.
Ne ha dato un chiaro esempio il nuovo sindaco di Torino Chiara Appendino, del Movimento 5 Stelle. Anzi, chiedo subito perdono per aver scritto “sindaco” al maschile. La grillina infatti ci ha tenuto subito a precisare che con il suo mandato si distingueranno bene i generi maschile e femminile e dunque su tutti gli atti verrà scritto “la sindaca”, perché lei è donna. Almeno ha ben presente la propria identità sessuale. Chissà se però non sarà costretta ad aggiungere altre decine di “generi” nei documenti per far contenti i sostenitori dell’ideologia gender… Diventerebbe alquanto complicato, come ha dimostrato egregiamente qualcuno, ma tant’è… Se la lobby LGBT comanda, è un dovere obbedire…

Nonostante fra tanta ideologia è quasi impossibile comprendere il senso delle frasi, pare abbastanza evidente il loro voler sostenere che chiunque non manchi di rispetto verso le famiglie gay promuoverebbe un fantomatici «gender» dettato da una «lobby gay che comanda». Inutile è ribadire che il fantomatico «gender» non esiste e che,  se davvero esistesse una fantomatica «lobby gay», probabilmente farebbe veramente schifo dato che in decenni è riuscita ad ottenere solo una misera legge che considera le famiglie gay come famiglie di terza classe. Non sarà forse più credibile sostenere che la lobby integralista stia imponendo distinguo di stampo fascista volti ad impedire la pari dignità per tutti i cittadini? In qual caso troveremmo anche conferme reali oltre che allusioni e illazioni fini a sé stesse e create sulla base del "è vero perché lo dico io".

Ma la finalità di ProVita e la sua aggressione al sindaco di Torino diventa ben presto chiara ed evidente. A loro non importa che cosa dica o che cosa faccia, importa solo il poter sfruttare l'omofobia per spostare i voti verso le destre (ancor meglio se estreme). Ed p così che si affrettano a dire ai loro lettori che:

Tutto ciò serva almeno da monito a chi pensa che il Movimento 5 Stelle possa essere una valida alternativa al governo Renzi…

Curioso è come quest propaganda politica e partitica venga effettuata da un'associazione che lo stato finanzia con soldi pubblici legati al riconoscimento di "onlus". Ed è davvero difficile capire in che modo un'associazione che alimenta l'odio omofobico per fini partitici possa essere stata fatta rientrare in quella definizione.
1 commento