ProVita contro la Cedu: «L'amore omosessuale è diverso da quello eterosessuale. I gay non devono avere gli stessi diritti»



Se la Corte Europea condanna l'Italia per aver violato i diritti di una coppia gay, pare quasi scontato ritrovarci dinnanzi ad Toni Brandi pronto a sostenere che la decisione dei giudici non conta dato che i gay non hanno diritti.
Com'è noto, la Corte Europea ha sottolineato come il riservare il diritto al ricongiungimento alle sole coppie sposate risulta discriminatorio verso quelle persone a cui viene negata la possibilità di poter contrarre matrimonio, dato che la differenza di trattamento risulta un problema insuperabile per le coppie gay che volessero vivere assieme.

Ovviamente la ricostruzione di ProVita appare molto più ideologica:

Scrive l’Ansa: «Nella sentenza la Corte di Strasburgo scrive che “la situazione di Taddeucci e McCall, una coppia omosessuale, non poteva essere equiparata a quella di una coppia non sposata eterosessuale“.
Giusto! Perché un amore omosessuale è diverso da uno eterosessuale, in quanto inadeguato alla procreazione, quindi non è famiglia e non può pretendere il matrimonio.
Se la logica e la coerenza appartenessero ai giudici della CEDU, la cosa sarebbe finita così. Ma siccome la CEDU è accecata dall’ideologia omosessualista, perde di vista la realtà e si contraddice.
I giudici osservano che “non potendosi sposare e nell’impossibilità di ottenere in quegli anni in Italia qualsiasi altro riconoscimento formale della loro unione, i due uomini non potevano essere classificati come sposi, e che l’interpretazione restrittiva della nozione di membro di famiglia era per le coppie omosessuali un ostacolo insormontabile nell’ottenere un permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare”».

Sostenendo che i giudici siano vicini a Satana perché osano riconoscere diritti a quelle minoranze che loro vorrebbero fossero discriminate, ProVita aggiunge:

Dunque, provando a sintetizzare questo ragionamento luciferino, l’Italia avrebbe sbagliato per due motivi: per aver considerato la coppia gay come una coppia eterosessuale ma, nel contempo, per non aver considerato la coppia gay come una coppia eterosessuale.

Ovviamente non è quello che i giudici hanno detto. I giudici sostengono che legare un diritto ad un istituto non accessibile ad alcune persone è discriminatorio per chi non ha modo di superare l'ostacolo senza doversi trasferire all'estero. Ed infatti la loro teoria non è dettata dalla ragione ma solo dalla volontà di sostenere che il diritto di eguaglianza non esista e non debba essere rispettato:

Insomma, le coppie gay non sono uguali alle coppie eterosessuali (… ebbrava la CEDU), ma devono essere considerate come le coppie eterosessuali. Non sono, ma sono.
Qualcuno può dire ai giudici di Strasburgo che a diversità di condizione corrisponde una diversità di diritti e di doveri?

Al di là che la Cedu non ha mai affermato ciò che la banda di Brandi cerca di attribuirle (i giudici lamentano come ai gay sia riservato un trattamento diverso, non certo che loro siano diversi!) si passa poi a sostenere che il ricongiungimento familiare deve essere negato a quei gay a cui loro non vorrebbero fosse concesso neppure il diritto di vivere, al solito proponendo slogan vuoti e populisti volti a sostenere che una famiglia gay è equiparabile a due amici che convivono. Dicono:

E perché allora non riconoscere il permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare a tutti quelli che convivono, a prescindere dal sesso, dal numero, e dal motivo per cui convivono (purché si vogliano bene, ovviamente: amici, parenti, colleghi…)?
Non riconoscere la realtà delle diversità oggettive accade a chi è accecato dall’ideologia. Ma chi con l’ideologia pretende di fare le pentole, dovrebbe imparare anche a fare i coperchi…

Forse bisognerebbe ricordare a Brandi che la Costituzione prevede che tutti i cittadini abbiano uguali diritti e uguali doveri, indipendentemente da razza, sesso e condizioni particolari. Lui potrà anche sostenere che alcune persone valgono meno di altre, ma la legge non tollera simili discriminazioni.

Importante è poi notare come l'impalcatura ideologica di Brandi si basi su un assunto tutt'altro che verificato, come il sostenere che sia necessario dar prova di fecondità per avere dei diritti (cosa che dovrebbe peraltro escludere anche le coppie etero senza figli). E questo non perché ci sia una reale differenza, ma solo perché lui vuole spacciare per una verità rivelata quella che resta una sua contestabilissima opinione.
Altrimenti chiunque potrebbe scegliere altri distinguo e magari chiedere che a Brandi sia vietato qualcosa perché porta il farfallino o perché ha i capelli di un certo colore. Se si nega l'evidenza per cui tutti gli uomini devono avere pari diritti e dignità, allora si sta riportando in vita quella che è stata l'ideologia fascista. Ed in Italia tale atto costituirebbe reato.
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