ProVita è terrorizzata dall'educazione, l'unico vero rischio per chi vive sull'ignoranza della gente



Non passa giorno senza che ProVita si lanci in unitili allarmismi contro chiunque osi mettere in dubbio la loro ideologia riguardo alla presunta superiorità dell'uomo sulla donna, un essere inferiore che è stato creato da Dio con l'unico scopo di lavare le mutande sporche del marito e soddisfare i suoi pruriti più intimi. È questo il motivo per cui Brandi pare avere un'allergia contro i gay, ossia per quelle persone capaci di amarsi senza che uno dei due possa sostenere di poter vantare il dominio sull'altro in virtù di un diritto di nascita che Brandi teorizza nel possesso del pene. La sua intera associazione è terrorizzata all'idea di una società in cui ci si possa ridistribuire i compiti sulla base delle ambizioni personali e delle proprie capacità, non sull'idea che uno valga più dell'altro perché indossa i pantaloni.
Ogni molecola della sua propaganda è volta a sostenere che le bambine devono usare le bambole perché Dio le vuole addestrare ad essere mamme e donne di casa, i maschietti possono divertirsi con le astronavi perché solo a loro spetta il diritto di poter sognare. Il tutto, ovviamente, a patto che siano di pelle bianca, eterosessuali e possibilmente disposti  dichiarasi cristiani di estrema destra.
È in tale clima che il sito torna a sostenere (come ormai fa ogni singolo giorno) che esistano «manovre ministeriali e parlamentari in atto per introdurre smaccatamente la propaganda dell’ideologia gender nelle scuole di ogni ordine e grado». Il ricorso è alla solita isteria con cui spera di poter alimentare paura fra i bigotti attraverso la disinformazione.

Difficile è come tali premesse possano aver senso con il resto dell'articolo dell'associazione integralista, nel quale lamentano:

Intanto, in California, dove si sa che “stanno avanti”, è stata introdotta una nuova disciplina che andrà ad affiancare lingua, matematica, storia, geografia, ecc. : la “Storia del movimento LGBT“.
La pubblica istruzione californiana ha approvato all’unanimità la nuova disciplina che rientrerà nel quadro delle scienze storiche e sociali.
In tutti gli ordini di studi fin dalle elementari si dovrà studiare il ruolo delle minoranze, lesbiche, gay, bisessuali e transgender, nella storia degli Stati Uniti d’America. Speriamo non pecchino di “-fobie” varie discriminando gli altri 70 e passa gender dell’acronimo: ci sarà spazio senz’altro anche per bisessuali, a- gender, queer, ecc. ecc. (ovviamente).
In quarta elementare, per esempio, gli studenti studieranno “la nascita delle prime organizzazioni per i diritti dei gay della nazione, avvenuta negli anni ’50”, dice il regolamento. Così come le vicende e le lotte che hanno avuto per teatro la California dal ’70 ad oggi per conquistare il diritto delle persone omosessuali a insegnare e a sposarsi.
Insomma i bambini e i ragazzi dovranno conoscere i “momenti essenziali nella lotta per l’uguaglianza, e l’evoluzione delle comunità e delle identità” LGBTQIA(…).
Certamente sarà utile: “Historia magistra vitae”, diceva qualcuno.

Sinceramente non si sa che cosa siano quei fantomatici 70 "gender" paventati da Brandi. Qualora si parli di identità di genere, poco chiaro è perché mai abbia scelto di utilizzare termini inventati di sana pianta al solo fine di sostenere che esista quella fantomatica "minaccia gender" che alla base della su propaganda contro la dignità e la vita stessa di chiunque osi mettere in dubbio il suo concetto maschilista della società.
Ci sarebbe anche da domandarsi quale sia il problema dinnanzi all'insegnamento di una storia che possa permettere alle nuove generazioni di conoscere il perché delle cose, anche se si capisce la sua preoccupazione dinnanzi  ad un'informazione che potrebbe mettere a repentaglio l'ideologia di chi vive di pregiudizi.
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