Secondo Corrispondenza Romana, l'HIV è colpa della mancata discriminazione dei gay



Solo dei personaggi privi di morale potrebbero risultare capaci di strumentalizzare dei dati medici per cercare di alimentarne le cause. Eppure l'integralismo cattolico pare non farsi problemi nel ricorrere a strategie vili che possano tornare utili alla loro crociata di morte.
Partiamo dai fatti. L'ufficio sanitario britannico ha lanciato l'allarme sulla diffusione di alcune malattie sessualmente trasmissibili, chiedendo al governo di prendere delle contromisure in grado di garantire l'informazione dei giovani e l'educazione al sesso sicuro. Ma sulle pagine di Corrispondenza Romana, quei dati servono solo a dire ai loro lettori che i gay sono persone malate che devono essere disprezzate ed emarginate.
L'affondo è ancora una volta firmato dal solito Rodolfo de Mattei, autore di un articolo dal titolo "Gran Bretagna: boom di malattie sessuali tra gay e bisex. È sano lo stile di vita gender fluid?".

Viene dunque premesso già nel titolo che la causa non sarebbe tanto la trasmissione per via sessuale quanto l'orientamento sessuale in sé. Ed è proprio per avvalorare questa tesi si infatti che si starebbe assistendo ad «vera e propria esplosione di infezioni di clamidia, sifilide e gonorrea, in particolare nella popolazione cosiddetta “gender fluid“». Un'affermazione grave dato che nell'articolo citato come fonte quel termine non compare neppure... ma si sa che gli integralisti amano usare termini "esotici" che possano fare leva sull'ignoranza e sul pregiudizio dei loro lettori, incuranti della verità dei fatti.
Grave è anche come pare si vogliano deliberatamente ignorare quei 380.181 casi di infezioni avvenute all'interno delle coppie eterosessuali, quasi a sottolineare come il loro scopo sia gettare fango contro i gay e non certo occuparsi di fornire una sana informazione ai lettori. Ancor più considerato come quel sito faccia parte di quell'integralismo che promuove il sesso senza alcuna protezione e che si lamenta quando qualcuno osa organizzare compagne di informazioni che possano informare i ragazzi sui rischi di certi comportamenti (e non certo di certi orientamenti).

Immancabile è poi la conclusione ideologica a cui de Mattei pareva mirare sin dalla prima riga. L'uomo si lancia infatti nell'affermare che:

L’epidemia di infezioni e malattie sessualmente trasmissibili tra i giovani omosessuali e bisessuali britannici mette a nudo, ancora una volta, i concreti rischi e le drammatiche conseguenze alle quali vanno incontro i seguaci del tanto decantato e pubblicizzato stile di vita “gender fluid”. Il governo italiano, attraverso le sue numerose iniziative volte a “normalizzare” l’omosessualità e qualsiasi tipo di tendenza sessuale contro natura, si rende complice di una folle piano ideologico contro la scienza e contro l’uomo stesso.

Insomma, invita a discriminare i gay sostenendo che ciò basterebbe a salvare gli eterosessuali dal rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. E chissà se quella sua ideologia valga anche per quei bravi "cristiani" che fanno la comunione in Chiesa prima di lasciare moglie e figlia  casa mentre vanno a prostitute...
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