Toni Brandi torna invocare il "diritto" per i genitori di poter infliggere torture psicologiche ai bambini gay



Non passa giorno senza che l'associazione di Toni Brandi non immetta in rete un qualche articolo volto ad alimentare odio e violenza contro gay e lesbiche, ossia contro quelle perone che sono vittima si una vera e propria persecuzione da parte di un gruppo violento ed ideologizzato.
Se nei giorni scorso il gruppo di incitamento all'odio aveva palesato come il loro obiettivo sia quello di diffondere l'idea che l'omosessualità debba essere ritenute «comportamento disordinato (moralmente) e pericoloso per le persone e per la società», ora sono tornati ancora una volta a sostenere che i gay devono essere ritenuti responsabili del loro orientamento sessuale dato che esistono sedicenti "cattolici" che sostengono che sia possibile modificare l'orientamento sessuale attraverso violenze psicologiche vietate in mezzo mondo.
Ma in fondo quella di Brandi è mera propaganda ed evidentemente a lui non interessa se un qualche ignorante dovesse credergli e dovesse spedire un minore (perché è di minori che si parla) in un centro di rieducazione che lo spingerà ad atti di autolesionismo se non direttamente al suicidio. Ma forse la vita dei minori viene ritenuta meno importante rispetto alla sua agenda politica per la promozione della Russia.

Ed è infatti in coppia con il nazionalista russo Alexey Komov che il loro presidente è stato invitato a parlare dai microfoni dell'emittente radiofonica di estrema destra Radio Kolbe. Inutile a dirsi, anche quella è stata una occasione in cui Brandi ha cercato di creare odio attraverso falsificazioni e disinformazione volta ad ingannare gli ascoltatori per ottenere la loro più completa sottomissione attraverso la creazione di paure irrazionali.
Attaccando l'educazione alla parità di diritti e il contrasto alla violenza sulle donne, il presidente di ProVita sostiene che esistano «8 progetti di legge sull’educazione sentimentale che vogliono introdurre l’indottrinamento gender nelle scuole medie e superiori» e che il Governo voglia introdurre un «divieto di offrire agli omosessuali infelici della loro condizione la possibilità di recuperare (liberamente e volontariamente) l’eterosessualità naturalmente latente in loro, cioè il divieto di quelle terapie riparative che spesso non sono neanche percorsi psicoterapeutici, ma corsi di formazione e di auto-aiuto che servono solamente alle persone a ritrovare se stesse (e la felicità)».

L'unico esempio di quella fantomatica «felicità» con cui Toni Brandi ama riempirsi la bocca è probabilmente quel tizio che spesso e volentieri collabora con i gruppi d'odio anti-gay, Luca Di Tolve. Si tratta dell'unico soggetto che l'integralismo cattolico ha convinto a sostenere che l'omosessualità possa essere cambiata a proprio piacimento, anche se pare difficile ritenere felice un uomo che passa le sue giornate a fare del male agli altri dopo aver passato anni a cercare di infettare volontariamente con l'HIV quei gay che riteneva fossero la causa della sua personalissima scelta di prostituirsi e far sesso per convenienza. Brandi lo potrà anche beatificare, ma lecito è ipotizzare si tratti solo di un uomo che vuole vendetta dopo che alcuni sedicenti "cristiani" l'hanno convinto che la "colpa" delle sue scelte fosse degli altri e non sue.
Ma in fondo a Brandi non servono prove, a lui serve sostenere che non ci sia nulla di male nel togliere diritti ai gay, nell'impedire che siano difesi dalla violenza o dal sostenere il diritto all'insulto e all'offesa. Cercare di far credere che l'omosessualità sia "una scelta" serve solo a giustificare i violenti.
E a sottolineare come tutta questa menzogna serva solo a scopi politici è come l'uomo sostenga che serva far vincere il "No" al referendum contro Renzi per far sopravvivere quelle forma di tortura che vanno sotto il nome di "terapie riparative".
Peccato che se davvero Brandi fosse convinto delle sciocchezze che propaganda, allora dovremmo pensare che potrebbe decidere di essere "gay" in qualunque momento. In fondo non sostiene che l'orientamento sessuale sia una scelta e che basti dire a qualcuno che Dio lo odia per come è nato perché improvvisamente cambi?
Ma così come lui non può scegliere, neppure le vittime di quelle torture da lui promosse potranno ottenere qualcosa che vada al di là di danni psicologici inflitti da persone che nel nome di Dio applicano teorie screditate che sono state vietate in numerosi stati a casa selle morti e dei danni causati. Ma, ancora una volta, in Italia il Governo non tutela i bambini dalla violenza dei loro genitori, così come non li difende da quei folli che cercano di spacciare per veritiere delle pratiche barbare, inefficaci e violente.

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Nella foto: alcuni degli adolescenti gay che sono stati uccisi delle fantomatiche "terapie" promosse dall'associazione di Toni Brandi.
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